Il 2020 ha segnato un contrasto evidente tra Main Street e Wall Street, tra economia reale e mercati. Finanziari. Lo ha raccontato Laure Negiar, Analista e Portfolio Manager Global Equities di Comgest.
Se le restrizioni, con la chiusura delle scuole e il telelavoro in tutto il mondo, ha cambiato le abitudini e ha portato milioni di individui in difficoltà finanziaria, Wall Street si è ripresa rapidamente tornando al livello pre-pandemia prima ancora dell’estate 2020.
Una crisi diversa
Il Covid ha messo in dubbio anche modelli consolidati, con aziende ritenute tipicamente resilienti che se la sono, invece, passata male. Medtronic, attiva nella tecnologia medica, in genere regge bene alle recessioni: ma la pandemia ha portato i pazienti a evitare gli ospedali, se non indispensabili. E i profitti di Medtronic sono calati.
Le aziende tecnologiche, invece, tipicamente soffrono un calo degli utili in una recessione. Ma la digitalizzazione forzata delle attività delle aziende le ha invece portate a una crescita dinamica.
Spostarsi sul Value
Secondo Negiar, «stiamo assistendo a una rotazione dal Growth al Value, legata alle aspettative di un possibile aumento significativo dei tassi di interesse e del ritorno dell'inflazione. In oltre trent’anni di attività abbiamo già assistito a diverse fasi simili sui mercati, come ad esempio quanto visto nel 2009 quando, dopo la crisi finanziaria globale, si è registrata una sovraperformance dei titoli ciclici dovuta a migliori aspettative di crescita economica».
Dove investe Comgest nel 2021
È però ormai assodato che la crisi di oggi è diversa da quella del 2008. Ed è quindi naturale che anche la ripresa sarà diversa: nel primo periodo sovraperformeranno alcuni settori ciclici trascurati, come il finanziario e l’automobilistico. Ma nel lungo periodo Comgest si sente di escludere i titoli ciclici, volatili, e punta a settori che hanno sofferto come turismo e compagnie aeree, guardando però con attenzione a utili e situazione di ogni società. Negiar fa due nomi: Amadeus e Wizz Air.
Dal punto di vista geografico, il fondo globale di Comgest si discosta dal benchmark per un’esposizione di oltre il 20% inferiore verso gli USA. I principali sovrappesi sono Giappone e mercati emergenti: in quest’ultima categoria, spiccano Cina e Taiwan.