Cosa è un Unicorno e come riconoscerlo? Lo ha spiegato il Dott. Vincenzo Palermo, Dirigente di ricerca del CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche, in occasione del Salone del Risparmio 2021.
Partiamo dalla definizione: cosa è un unicorno? Una impresa startup che nasce e cresce in un garage e arriva a un valore di mercato superiore al miliardo di dollari.
La febbre degli unicorni è scoppiata anni fa, con giovani nerd oggi famosi: Bill Gates, Mark Zuckerberg, Steve Jobs… Queste persone hanno cambiato la nostra vita e anche la percezione della tecnologia da parte degli investitori, tanto che tra il 2011 e il 2021 il numero di unicorni è aumentato esponenzialmente.
Come riconoscere un Unicorno?
Il Dott. Palermo ha stilato delle linee guida che possono aiutare gli analisti di mercato a identificare le startup di successo.
1. Andare alla sostanza: non fidarsi di presentazioni e portali web professionali ma visitare invece la sede della startup, toccare apparecchiature, parlare con personale;
2. Valutare il management: se hanno esperienza nel settore e se conoscono i dettagli pratici di quello che propongono;
3. Valutare il track record: cosa hanno fatto prima, brevetti, pubblicazioni, altri tentativi falliti o simili promesse mancate;
4. Test sul campo: esperimenti ciechi, fornitura di quantità significative di materiali, confronto imparziale con prodotti commerciali.
Le opportunità da cogliere: dal grafene...
Con la premessa di evitare sempre l’hype, l’eccessivo entusiasmo, sono stati identificati i settori tecnologici che sembrano essere promettenti al momento: tra questi, il grafene, componente della grafite fatto di esagoni di atomi di carbonio. Questo materiale ha capacità meccaniche incredibili, è più resistente dell’acciaio e conduce meglio dell’argento, oltre a condurre calore più dei metalli. Nel giro di 6 anni abbiamo assistito alle prime applicazioni commerciali del grafene, spesso aggiunto alla plastica: sono state create racchette, sci, cerchioni e copertoni, più di recente anche riscaldatori, sensori e cuffie.
...alle nanotecnologie per l’ambiente
Altro ambito segnalato è l’applicazione delle nanotecnologie sull’ambiente: sono in corso sperimentazioni per la creazione di celle solari, per la pulizia dell’acqua, per la creazione di batterie, aerei più leggeri e sensori di vario tipo.
Tutti gli unicorni escono con il... corno?
Alcuni Unicorni, tuttavia, nascono e muoiono immediatamente: quindi per una Apple che ce l’ha fatta ce ne sono altre che non ce la fanno anche dopo aver raccolto capitali significativi. Un esempio è Theranos: startup perfetta per attrarre investitori, creata dalla giovane imprenditrice Elizabeth Holmes, aveva trovato applicazione nel biomedicale rispondendo a un bisogno preciso, ovvero la paura delle iniezioni. L’azienda è nata nel 2004, con l’obiettivo di fare analisi del sangue senza iniezioni. È seguito un prototipo per una macchina capace di contenere fialette minuscole e sembrava tutto perfetto: inserita nel settore strategico del biomedicale, capace di dare risposta a un bisogno primario, in grado di raccogliere finanziamenti eccellenti, con un CEO dotato di una vision chiara e che presentava nel board persone di grande peso, la startup ha raccolto miliardi di investimenti. Ma questa tecnologia in realtà non esisteva, e quando scoppiò la bolla a seguito di una inchiesta di un giornalista, si aprì un caso giudiziario che oggi è ancora in corso. Una delle truffe più importanti della Silicon Valley.