Il sapere è tutto. Si apre così l’analisi di Alessandro Aspesi, Country Head Italia di Columbia Threadneedle Investments, sul ruolo che secondo l’asset manager avrà l’intelligenza artificiale negli investimenti.
«In un’epoca caratterizzata da informazioni istantanee e comunicazioni aziendali regolamentate, è raro ottenere un vantaggio negli investimenti scoprendo qualcosa su un’azienda o sull’economia prima del mercato», scrive Aspesi. Come noto, il moltiplicarsi del volume di dati disponibili da un lato e della potenza di calcolo dall’altro portano anche il mondo degli investimenti, forse con ancora maggiore interesse rispetto alle aziende di altri settori, a guardare all’intelligenza artificiale per interpretare meglio e più velocemente le informazioni.
Come Columbia Threadneedle utilizza l'intelligenza artificiale
L’approccio di Columbia Threadneedle Investments all’AI prevede di mettere la potenza di calcolo nelle mani dei gestori di portafoglio, che possono così analizzare dati non strutturati e comprendere meglio le vicende di un’azienda. «Quasi tre anni fa, la società ha creato un team di scienza dei dati dedicato non solo a raccogliere dati in modo più efficiente, ma anche ad estrarre da essi nuove conoscenze. L’IA è solo uno dei tanti strumenti nel suo arsenale, ma uno strumento molto potente per trovare schemi ricorrenti e anomalie».
Secondo Aspesi, non esiste un solo modello di relazione tra investimenti e intelligenza artificiale. «Il modo in cui una società di gestione patrimoniale decide di sfruttare l’IA dipende dal suo stile d’investimento. In Columbia Threadneedle Investments l’IA è chiamata “intelligenza aumentata”, essendo utilizzata come una fonte supplementare di informazioni che aiuta i gestori di portafoglio a prendere decisioni d’investimento».
Serve l'intelligenza generale e olistica
Quello che manca all’AI è l’intelligenza “generale”, quella degli esseri umani, che ha una comprensione olistica e completa dei fenomeni, aziende comprese. «Nel nostro gruppo investimenti abbiamo un team di scienza dei dati che aiuta a estrarre informazioni da diverse fonti di dati, in particolare quelle che gli analisti stessi hanno difficoltà a manipolare, ad esempio set di dati non strutturati o di grandi dimensioni. Sviluppiamo anche processi per estrarre informazioni in modo molto più efficiente, dando agli analisti più tempo di concentrarsi sull’analisi piuttosto che sulla raccolta di dati».
L'AI fornisce supporto, non decisioni
Le informazioni raccolte anche tramite l’intelligenza artificiale, quindi, non si traducono in decisioni di investimento, ma permettono ai team di investimento di prendere le loro decisioni con più conoscenze. Questo perché Columbia Threadneedle Investment è una società di gestione patrimoniale attiva, in cui i gestori di portafoglio utilizzano l’analisi fondamentale per identificare imprese Growth di alta qualità. «In una società di gestione patrimoniale specializzata maggiormente nell’analisi quantitativa, è probabile che l’IA abbia un ruolo più centrale nelle decisioni relative agli investimenti».
Qualche esempio di come l’intelligenza artificiale assiste i gestori di portafoglio arriva dallo stesso Aspesi:
- analizzare il sentiment, o mutazioni del sentiment, nei confronti di determinati brand o aziende, anche guardando ai feed dei social media e alle relazioni finanziarie della società, utilizzando l’elaborazione del linguaggio naturale (NLP);
- migliorare la costruzione dei portafogli, mediante algoritmi di ottimizzazione.
Il ruolo dell’umano resterà quindi centrale, mentre l’intelligenza artificiale servirà a gestire un volume di dati già enorme e in continua crescita. È nella capacità di gestire e analizzare dal punto di vista qualitativo e quantitativo questi dati che farà la differenza.