LEXIA, studio legale esperto in ambito fintech, e CheckSig, realtà attiva nel settore cripto per investitori privati e istituzionali, stringono una collaborazione che vede il coinvolgimento di LEXIA come federation agent nella soluzione di custodia offerta da CheckSig.
Grazie a questa collaborazione, CheckSig rafforza affidabilità e trasparenza nella custodia professionale dei crypto-asset.
Il ruolo di LEXIA
Secondo Andrea Berruto, Managing Director - RegTech Services di LEXIA, «la collaborazione con CheckSig conferma l’impegno dello Studio a mettere al centro la tutela di società, privati e istituzioni in contesti complessi, dinamici e in via di regolazione come quelli fintech e cripto. Grazie alla conoscenza sia degli aspetti tecnologici sia di quelli legali, siamo in grado offrire servizi ad alto valore aggiunto. LEXIA sta, infatti, sviluppando una serie di servizi innovativi dedicati agli operatori cripto e, più in generale, al settore FinTech e RegTech. Nei prossimi mesi annunceremo queste novità».
«Siamo entusiasti di questa collaborazione. La nostra consolidata esperienza in ambito fintech, unitamente all’approfondimento dei sistemi di custodia offerti da CheckSig, ci permetterà di rafforzare il nostro impegno profuso a favore degli operatori del mercato cripto, così come a favore degli intermediari vigilati che vogliano integrare nuove offerte commerciali con modelli di business innovativi, anche sotto il profilo della custodia dei cripto-asset. Crediamo fortemente in un avvicinamento fra la finanza tradizionale ed il settore dei cripto-asset e lo Studio LEXIA vuole farsi facilitatore di tale processo», commenta Francesco Dagnino, Managing Partner di LEXIA.
«Sulla scia dell’adozione di MiCA (il regolamento UE dei mercati cripto) i rapporti tra il mondo legale e quello dei fornitori di servizi sono sempre più stretti. Per questo, così come in CheckSig siamo sempre attenti ai temi di adeguatezza regolamentare, siamo lieti che LEXIA sia parte attiva dei processi tecnologici di sicurezza, riducendo sempre di più la distanza tra i due mondi», aggiunge Ferdinando Ametrano, Co-fondatore e Amministratore Delegato di CheckSig.
Come funziona la custodia delle criptovalute
Il Bitcoin è un bene “al portatore”. Per custodire i propri Bitcoin è necessario quindi custodire le cosiddette “chiavi private”: chiunque le abbia può infatti trasferire irreversibilmente i fondi associati; perderle o farsele rubare comporta la perdita dei propri asset. Per questo motivo, la custodia rappresenta un passaggio cruciale per gli investitori in criptovalute.
CheckSig offre un servizio di custodia completo, prendendosi interamente carico della sicurezza dei fondi contro attacchi esterni. Il protocollo di custodia della fintech italiana prevede un sistema a due livelli di custodia, disconnessi da internet, con tre distinti processi autorizzativi a firma multipla che coinvolgono diversi attori, sia interni sia esterni - i federation agent - per poter movimentare i fondi.
Oltre a garanzie assicurative e audit esterni e indipendenti, CheckSig vanta di essere stata la prima al mondo a fornire pubblicamente la Prova di Riserve (Proof-of-Reserves): dal 2020, sfruttando la trasparenza della blockchain (il registro contabile delle criptovalute), dimostra mensilmente di avere il continuo e pieno controllo dei beni a lei affidati.