Il patrimonio finanziario globale delle famiglie ha raggiunto quota 268.400 miliardi di euro, nuovo record storico. A spingerlo nel 2025 è stato il rialzo dei mercati, che ha generato circa 4 euro su 5 della nuova ricchezza. Non il risparmio, quindi, ma la finanza.
È il quadro che emerge dal Global Wealth Report 2026 di Allianz, giunto alla sua 17esima edizione, che analizza la situazione patrimoniale e debitoria delle famiglie di quasi 60 Paesi.
Focus sull’Italia
Il patrimonio finanziario lordo delle famiglie italiane è aumentato del 7,4% nel 2025, raggiungendo 6.500 miliardi di euro e accelerando rispetto al 4,8% del 2024. È una crescita superiore alla media dell'Europa occidentale (4,5%), anche se inferiore a quella globale (8,6%).
In Italia sono i titoli a trainare: cresciuti del 12,1%, molto più delle assicurazioni e pensioni (4,1%) e dei depositi bancari (1,5%), hanno raggiunto il 54% dei portafogli (dal 51,7% dell'anno precedente).
È la quota di titoli più elevata dell'Europa occidentale, dove la media regionale è al 36,8%. Una quota superiore anche alla media globale del 46,9%.
Specularmente, la quota dei depositi è scesa dal 26,1% al 24,7%.
Cambia il modo di investire
Su 67,4 miliardi di nuovi risparmi (+39,3%), le famiglie italiane hanno destinato 30,6 miliardi a quote di fondi comuni e 24,5 miliardi ad altri titoli, vendendo azioni detenute direttamente per un valore netto di 14,6 miliardi.
Al netto dell'inflazione, il patrimonio finanziario italiano è cresciuto del 5,7% nel 2025 e del 14,3% in cumulato dal 2019, contro lo 0,5% dell'Europa occidentale.
Le passività delle famiglie sono aumentate del 2,2%, fino a 1.100 miliardi, con il rapporto tra debiti e attività sceso dal 17,2% al 16,4%.
Il patrimonio finanziario netto cresce dell'8,5%, a 5.400 miliardi. Con 91.730 euro di patrimonio netto pro capite, l'Italia resta al 13° posto tra i Paesi analizzati, invariata rispetto al 2024 e a soli 50 euro dalla Germania, ma scesa dal 6° posto del 2005. Il primato mondiale resta agli Stati Uniti, con 296.950 euro pro capite.
Lo sguardo globale
Nel 2025 il patrimonio finanziario globale è cresciuto dell'8,6% nonostante il difficile contesto geopolitico ed economico, mentre i nuovi risparmi sono diminuiti del 5,4%, attestandosi a 4.100 miliardi di euro.
Per quanto riguarda la composizione dei portafogli, i titoli finanziari nel 2025 sono aumentati del 12,4%, più del doppio rispetto ai depositi bancari (5,7%) e alle assicurazioni e pensioni (5,0%), portando la loro quota sul patrimonio globale al livello record del 46,9%.
Le differenze geografiche sono nette. Le famiglie nordamericane, con il 60,7% dei portafogli investito in titoli, hanno incassato la parte più consistente della crescita: il Nord America ha generato da solo il 51,4% dell'aumento globale del patrimonio finanziario.
Nell'ultimo decennio, gli aumenti di valore hanno rappresentato il 71% della crescita del patrimonio in Nord America, contro appena il 36% dell'Europa occidentale.
«Nel 2025 la ricchezza globale ha segnato un nuovo record, ma questo racconta solo metà della storia – ha affermato Ludovic Subran, Chief Economist e Chief Investment Officer di Allianz. Dal 2019 gli asset finanziari nominali sono aumentati del 50%, ma in termini reali, al netto dell'inflazione, sono cresciuti soltanto del 23%. La situazione è peggiore nell'Europa occidentale, dove gli asset finanziari in termini reali sono aumentati dello 0,5% rispetto al 2019, contro il 21% in Nord America e il 70% in Cina».
La questione AI
Secondo le stime di Allianz, nel 2026 le attività finanziarie globali potrebbero crescere di un ulteriore 9%, ma lo scenario di medio periodo si complica: rallentamento della crescita, inflazione persistente, frammentazione e debito pubblico pesano sui rendimenti.
Il fattore decisivo, nel medio termine, è l'intelligenza artificiale. Con l'indice S&P 500 in rialzo di circa il 95% dalla fine del 2022, gran parte del recente incremento della ricchezza poggia su valutazioni elevate e sulle aspettative legate all'IA.
Le stime di Allianz indicano che una correzione negativa del 25% dell'indice cancellerebbe in un anno circa 27 mila miliardi di dollari di ricchezza delle famiglie statunitensi, pari a quasi il 14% del loro patrimonio netto complessivo, spingendo l'economia USA in recessione.
«L'IA potrebbe diventare il prossimo grande motore di ricchezza, ma la questione fondamentale è chi riuscirà a parteciparvi – ha dichiarato Katharina Utermöhl, Head of Thematic & Policy Research di Allianz Research. Poiché l'IA potrebbe spostare una quota maggiore della creazione di valore verso il capitale, una più ampia partecipazione ai rendimenti del capitale e politiche capaci di aiutare i lavoratori ad adattarsi saranno fondamentali per distribuire più diffusamente il dividendo di ricchezza generato dall'IA».