Il Private Banking non brilla nei primi 3 mesi dell’anno, complice l’effetto mercato

AIPB Private Banking non brilla nei primi 3 mesi del 2026
Andrea Ragaini, Presidente di AIPB

Il private banking non brilla nel primo trimestre del 2026, tanto che complessivamente le masse in gestione superano di poco gli 1,4 bilioni: un risultato in leggera flessione (-0,2%), se confrontato con quello di fine 2025, complice un inizio d’anno segnato da mercati più instabili, secondo l’analisi di AIPB, l’Associazione Italiana Private Banking.

Tuttavia, la raccolta netta raggiunge i 17 miliardi di euro, il valore più elevato degli ultimi dodici mesi, confermando la capacità del settore di attrarre nuovi patrimoni anche in una fase meno favorevole.

L’effetto mercato

A pesare è dunque l’effetto mercato: un fardello da -25 miliardi di euro, che riflette il ritorno della volatilità, il rialzo dei prezzi energetici e l’atteggiamento più prudente delle banche centrali.

Già a gennaio 2026, l’azione statunitense in Venezuela aveva riportato l’attenzione dei mercati sul rischio geopolitico. Poi l’escalation in Medio Oriente, l’attacco all’Iran e le tensioni nello Stretto di Hormuz hanno esteso le preoccupazioni alle rotte energetiche e commerciali internazionali.

Il rialzo dei prezzi dell’energia ha riaperto il rischio di nuove pressioni inflazionistiche proprio mentre l’economia globale stava entrando in una fase di normalizzazione su ritmi più moderati.

Il risultato è stato un trimestre più difficile per i mercati finanziari. Il ritorno del trade-off tra inflazione e crescita ha reso più prudente l’atteggiamento delle banche centrali, mentre i rendimenti governativi dell’area euro sono tornati a salire e gli indici azionari globali hanno risentito del peggioramento del clima di fiducia.

Un atteggiamento diverso agli investimenti

Rispetto a marzo 2025, le masse sono cresciute del +9,6%, confermando che il settore entra nel 2026 da una posizione solida, dopo un 2025 chiuso su livelli record.

I portafogli Private sono diventati però più selettivi, con una clientela che resta investita ma riorganizza le scelte verso rendimento, protezione e maggiore flessibilità.

La motivazione è guidata dal contesto: la crescita italiana è attesa più debole, l’inflazione torna a essere un rischio, i tassi non scendono con la rapidità immaginata nei mesi precedenti e l’incertezza geopolitica condiziona le aspettative di famiglie e imprese. In questo ambiente, il ruolo del Private Banking non è solo intercettare nuovi flussi, ma aiutare la clientela a interpretare un passaggio più delicato del ciclo.

Da qui, nascono portafogli Private più selettivi, dove convivono ricerca di rendimento, protezione e diversificazione. A conferma che la fase attuale non sta producendo un ritorno generalizzato alla liquidità.

L’amministrato soffre l’effetto mercato, ma fa record di raccolta

Il comparto amministrato è quello che risente maggiormente dell’andamento negativo dei mercati: registra infatti una lieve flessione delle masse (-0,5%), pari a circa 15 dei 25 miliardi di euro di effetto mercato negativo complessivo del trimestre.

Allo stesso tempo, però, è anche il comparto che attrae maggiore raccolta: 10,5 miliardi di euro.

Obbligazionario ed ETF su, azionario giù

In un contesto di rendimenti governativi ancora interessanti e di banche centrali più caute, la domanda di cedole e strumenti obbligazionari continua a orientare una parte significativa delle scelte di investimento.

E accanto alla tenuta della componente obbligazionaria, la componente azionaria registra una flessione di -6,8 miliardi di euro, riflettendo il ritorno della volatilità, il peggioramento del clima di fiducia e i dubbi sulle prospettive di crescita.

Dopo un 2025 favorevole per molte aree del mercato, anche grazie al contributo della tecnologia e dei temi legati all’intelligenza artificiale, l’avvio del 2026 ha riportato maggiore prudenza nell’esposizione azionaria.

Di segno diverso è l’andamento degli ETF/ETN/ETC, che nel trimestre restano in crescita e rafforzano il proprio peso nei portafogli Private.

La raccolta gestita in equilibrio tra effetto mercato e nuovi flussi

Anche la raccolta gestita risente dell’effetto mercato negativo e continua ad attrarre nuovi flussi. Al suo interno, i fondi comuni registrano una variazione negativa di -4,8 miliardi di euro, risentendo maggiormente della performance dei mercati, mentre le gestioni patrimoniali mostrano una dinamica positiva, con una crescita di 2 miliardi di euro.

Il dato conferma il ruolo delle soluzioni gestite nelle fasi più complesse, quando aumenta la domanda di strumenti capaci di accompagnare le scelte di investimento nel tempo.

Torna la propensione alla pianificazione familiare

Il comparto assicurativo registra una dinamica positiva, sostenuta da raccolta netta e cambi di perimetro. In una fase in cui l’incertezza riguarda non solo i mercati, ma anche il potere d’acquisto, la pianificazione familiare e la trasmissione del patrimonio, le soluzioni assicurative mantengono una funzione di protezione e stabilizzazione all’interno dei portafogli Private.

«I dati del primo trimestre si inseriscono in un 2026 che sapevamo essere più complicato. Dopo un 2025 record, era ragionevole attendersi un avvio meno lineare, soprattutto in un contesto segnato da crescita più debole, shock energetici, tensioni geopolitiche e banche centrali più prudenti – ha commentato Andrea Ragaini, Presidente di AIPB. Il dato più rilevante resta la raccolta. È un elemento importante e conferma che nelle fasi in cui i mercati hanno generato effetti negativi sugli stock di ricchezza, le famiglie Private hanno continuato ad affidare nuovi patrimoni agli operatori specializzati. È proprio in queste fasi storiche che la consulenza professionale conferma il proprio valore, aiutando gli investitori a orientarsi in un quadro meno prevedibile e a mantenere equilibrio, metodo e una visione di medio periodo. E ormai l’incertezza non è più un fenomeno occasionale ma è parte integrante di una nuova “era”».

 

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