Spazio alla consulenza evoluta, con AI e prodotti ESG

AIPB private banking dati giugno 2023
Andrea Ragaini, Presidente di AIPB

Consulenza evoluta, investimenti sostenibili, intelligenza artificiale e passaggio generazionale. Sono quattro leve evolutive del mercato del private banking in Italia che, nel primo semestre del 2023, ha investito asset pari al 45% della ricchezza finanziaria delle famiglie italiane.

«Nonostante un contesto caratterizzato da instabilità geopolitica e da un rallentamento della crescita a livello globale, il 2023 restituisce un quadro positivo per il settore – racconta Andrea Ragaini, Presidente di AIPB.

Infatti, nel primo semestre il contributo positivo dei mercati finanziari ha sostenuto il recupero del valore dei portafogli investiti rispetto al calo subito nel 2022, a cui va aggiunta una raccolta netta ampiamente positiva dalle famiglie».

Consulenza finanziaria evoluta e preferenze di investimento

A contribuire alla crescita del private banking in Italia è la diffusione del modello di consulenza finanziaria evoluta, che ha raggiunto i 165 miliardi di euro: un aumento di 15 miliardi tra dicembre 2022 e giugno 2023.

«Per quanto riguarda le preferenze degli investitori, le scelte si sono orientate verso gli investimenti che hanno beneficiato dell’aumento dei tassi di interesse: Titoli di Stato e obbligazioni (+33% sul totale degli asset gestiti dal settore), mentre il contributo delle azioni è marginale – precisa Ragaini.

I fondi di investimento e le gestioni patrimoniali hanno registrato una crescita positiva, ma inferiore (4,3% degli AuM), mentre il comparto assicurativo ha subito una decrescita dell’1,7%».

La spinta normativa verso la sostenibilità e la domanda crescente degli investitori

Si fanno strada anche gli investimenti sostenibili, tanto che nel primo semestre dell’anno un terzo degli asset investiti è coerente con i criteri ESG. E si prevedere che avranno un peso sempre crescente nei portafogli dei banker.

«La pressione normativa ha certamente aiutato: dagli aggiornamenti alla MiFID II, che rendono obbligatorio considerare le preferenze di sostenibilità dei clienti per formulare la proposta di investimento, alla comunicazione obbligatoria delle pratiche di sostenibilità da parte delle aziende, passando per l’istituzione della Tassonomia Europea e il sistema di classificazione degli investimenti sostenibili (SFDR) – aggiunge Ragaini.

Inoltre, la Commissione Europea amplierà nei prossimi anni il bacino di aziende obbligate a pubblicare il bilancio di sostenibilità e vuole favorire lo sviluppo di un sistema di rating ESG unificato e standardizzato: è facile immagine come gli investimenti sostenibili arriveranno a occupare un posto sempre maggiore nei portafogli del private banking».

Una fetta di mercato da 400 miliardi ancora da servire

Intanto crescono i livelli di soddisfazione per il servizio ricevuto da parte della clientela, che ha raggiunto il massimo storico, pari all’89%.

Tuttavia, il private banking ha una quota di clienti in target, ancora non serviti dagli operatori di settore, con una ricchezza pari a 400 miliardi di euro.

Le stime AIPB-Prometeia tengono conto delle famiglie che detengono una ricchezza finanziaria uguale o superiore ai 500mila euro e si tratta di un valore pari al 35% rispetto al mercato totale.

«Tre fattori influiscono su questo scenario – spiega Ragaini. Il primo è la prossimità, aspetto imprescindibile per il servizio di private banking, ma non tutte le aree geografiche hanno lo stesso livello di copertura; il secondo elemento è la cultura finanziaria delle famiglie italiane che, rispetto ad altri paesi europei, purtroppo non è molto avanzata. Le famiglie sono quindi meno consapevoli, sia rispetto ai bisogni di pianificazione, sia sul valore della consulenza finanziaria.

Infine, il fatto che non tutti gli operatori di mercato hanno strutture dedicate al private banking».

La tecnologia per diffondere la consulenza evoluta

Con la tecnologia, i servizi di investimento, anche quelli più evoluti, potrebbero essere accessibili a una base di clientela più ampia: la consapevolezza nel mercato del private banking aumenta di anno in anno e ben l’87% dei manager del settore ne è convinto.

«Per proseguire nel percorso di crescita della quota di mercato del private banking, l’utilizzo evoluto del data science e dell’intelligenza artificiale saranno cruciali – commenta Ragaini. Entrambi sono considerati dal settore i driver di crescita principali verso cui l’industria ha orientato gli investimenti in innovazione».

L’intelligenza artificiale e il ruolo del private banker

Nonostante il 46% dei manager del private banking sia consapevole che l’intelligenza artificiale avrà un impatto rivoluzionario e cambierà profondamente il ruolo del private banker, alcune caratteristiche saranno sempre indispensabili.

«Mi riferisco a capacità fondamentali del private banker, come la visione, intesa sia come sapere guardare sia riuscire a vedere; il sapere dare supporto per prendere decisioni; il condividere un ragionamento di senso comune per aiutare l’apprendimento – sottolinea Ragaini.

La tecnologia sta evolvendo molto velocemente, ma le cose facili per gli uomini sono ancora molto difficili per i computer».

Quattro generazioni di consulenti

Una delle sfide più importanti per l’industria sarà trovare nuovi giovani professionisti.

Oggi le fila dei private banker sono capitanate dalla Gen X (75%), seguono i Baby Boomer (over 60, il 14%), mentre Millennials e Gen Z insieme rappresentano l’11%. E ha quindi inizio una reciproca contaminazione intergenerazionale.

Millennials e Gen X: clienti ad alto potenziale

La questione generazionale è poi un tema noto nel private banking, quando si guarda al patrimonio del cliente sotto tutti i punti di vista, familiari, finanziari, imprenditoriali e successori.

«Già oggi il private banking gestisce i portafogli con una prospettiva multigenerazionale, per soddisfare le esigenze di diversi membri della famiglia, coinvolgendo anche i più giovani – conferma Ragaini.

La maggior parte dei patrimoni è in mano alle generazioni più anziane: il 48% è legato ai Baby Boomer (55-74), il 32% alla Silent Gen (over 74), che assieme formano quasi l’80% del totale degli asset.

Mentre il 20% appartiene alla Gen X (45-54 anni) e ai Millennials (fino ai 44 anni).

Tuttavia, i Millennials e la Gen X sono una clientela ad alto potenziale, da osservare oggi per essere avvicinato domani, poiché dispongono di una ricchezza finanziaria investibile, in costruzione, di circa 6/700 miliardi di euro e sono interessati a una consulenza efficiente ed evoluta (dati AIPB e Accenture, NdR)».

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di novembre 2023 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop

 

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