Il prezzo del petrolio crescerà nel 2017? Probabilmente sì, secondo le analisi di UBP, Ambrosetti Asset Management e Wisdom Tree.

Verso un taglio alla produzione di petrolio
In un report recente, Erasmo Rodriguez – Energy and utilities equity analyst di Union Bancaire Privée UBP vede nell’accordo OPEC del novembre 2016 un possibile motore di crescita per il petrolio. La produzione OPEC dovrebbe essere tagliata di 1,2 milioni di barili al giorno, scendendo a 32,7 barili per dì fino a giugno 2017. I produttori non OPEC hanno aderito all’accordo e, se tutti saranno di parola, il calo di offerta dovrebbe riflettersi in una spinta al rialzo del prezzo del petrolio.
Scorte e giacenze di petrolio da smaltire
All’OPEC restano comunque da smaltire gli eccessi di scorte e le giacenze commerciali, in calo da alcuni mesi. Anche la domanda globale di petrolio dovrebbe restare solida, soprattutto se continuerà lo scenario di crescita economica globale in Russia, USA e Cina. Anche Ambrosetti Asset Management SIM vede l’andamento del petrolio verso una fase di crescita: il recupero degli ultimi 12 mesi sarebbe in questo senso solo la premessa a un aumento tutto da sviluppare, dopo il letterale crollo della quotazione del petrolio negli scorsi anni.
Turnover record per gli ETP a leva sul petrolio
Confermano il quadro i dati di WisdomTree relativi al turnover sugli ETP a leva sul petrolio. Nel 2016 è stato toccato il record di 10 miliardi di dollari: e che molti investitori credono nel rialzo del petrolio lo conferma il posizionamento long sui prodotti Boost sul petrolio, che raccolgono oltre il doppio rispetto a quelli short. Il tutto in un 2016 in cui l’andamento del petrolio è oscillato dai 26 dollari di inizio anno ai 54 della fine.
WisdomTree. Petrolio promettente nel 2017
Nel 2017 il petrolio salirà ancora? Secondo Nick Leung, Research Analyst di WisdomTree, per capirlo bisogna tenere d’occhio l’economia della Cina, secondo consumatore mondiale di petrolio, e le mosse dell’OPEC. L’aspettativa di Leung è comunque che il petrolio possa riservare buoni rendimenti anche per il 2017.
Greenwood: l’accordo OPEC potrebbe non funzionare
Concorda sostanzialmente con questo quadro anche John Greenwood, Chief Economist di Invesco. L’azione dell’OPEC, con il primo taglio alla produzione da 15 anni dopo la strategia di ribasso scelta dai sauditi per mettere KO l’industria degli scisti USA, sembra aprire una nuova fase. Greenwood dubita però sul successo dell’accordo sulla riduzione della produzione di petrolio dei Paesi OPEC: non sarebbe la prima volta che gli accordi non vengono rispettati; Libia e Nigeria sono esenti dal taglio a causa dei conflitti in corso mentre l’Iran beneficia di un diverso periodo di riferimento per i tagli, per compensare l’impatto delle sanzioni occidentali negli ultimi anni.
Petrolio: gli USA hanno potere sul prezzo
Una sostanziale differenza, scrive Greenwood, è rappresentata dalla comparsa del petrolio da scisti e da altre fonti alternative: alcuni produttori da scisti sostengono di raggiungere la redditività a 40 dollari al barile e il numero di pozzi negli USA ha ricominciato a salire. E sono quindi proprio gli Stati Uniti d’America con la ripresa della loro produzione, a dimostrare che il blocco dell’OPEC potrebbe non essere in grado di dettare il prezzo del petrolio. Con la sostanziale sconfitta di questo storico cartello.
ETC ed ETF per investire nel petrolio
Il modo più semplice per investire in petrolio, soprattutto per un piccolo risparmiatore, è acquistare le quote di un ETF/ETC, operando su una piattaforma di trading o rivolgendosi alla propria filiale bancaria.