Investimenti immobiliari: l’Italia fuori dalla Top 10

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L’incertezza frena l’investimento nel mattone. Almeno in Italia. Un recente report firmato PwC e Urban Land Institute vede infatti Milano e Roma fuori dalla classifica dei mercati più attrattivi in Europa, dove invece dominano Lisbona, Berlino e Dublino.

Le dieci migliori città dove investire

Milano si è classificata infatti al 20esimo posto, perdendo terreno rispetto alla 17esima posizione conquistata nel 2018. Roma invece resta stabile ma è 28esima, ben lontana dalla prime 10 città europee più attrattive per gli investitori. Dove oltre a Lisbona, elogiata dagli intervistati per la qualità della vita, Berlino e Dublino, troviamo poi Madrid, Francoforte, Amsterdam, Amburgo, Helsinki, Vienna e Monaco. Una Top 10 dove si distinguono quindi le città tedesche.

Milano resiste meglio di Roma

Le città italiane scontano l’incertezza portata dal nuovo governo, visto come populista ed euroscettico da gran parte degli investitori europei. Milano resiste però meglio di Roma, tanto che continua ad attirare retailer internazionali, come Starbucks. Di recente ha aperto anche il primo negozio NBA, Apple ha un flagship store in centro ed è prevista l’apertura del primo negozio italiano di Uniqlo. A Milano va forte poi la domanda di uffici, così come l’affitto residenziale (è boom tra gli studenti). Più “complessa e imprevedibile” è invece Roma, anche se i rendimenti restano interessanti e per transazioni alberghiere è il primo mercato in Italia.

La cautela traina le asset class alternative

La prudenza però rimane, tanto da riflettersi anche nelle aspettative legate alla disponibilità di capitale e debito: solo il 28% degli intervistati ritiene infatti che le disponibilità per il rifinanziamento o nuovi investimenti aumenteranno del 50% rispetto allo scorso anno. E anche per questo gli intervistati interessati ad asset class alternative sono passati dal 28% del 2015 al 60%. Vanno forti la formula del co-living; il settore logistico, che sta diventando interessante quanto il residenziale; e mercati come l’assisted living, i flexible office, i data center, lo student housing o il più noto social housing.

 

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