
Istruzione, energia, tecnologia “verde” e salute. Sono comparti chiave per l’80% degli investitori a livello globale che praticano il cosiddetto investimento d’impatto per ottenere rendimenti con benefici sociali e ambientali.
Lo studio di GIST e Banca Prossima
È quanto emerge dall’indagine “Impact networks and opportunities in advanced economies” realizzata da GIST (Global Impact Solutions Today) e Banca Prossima, la banca del Gruppo Intesa Sanpaolo dedicata al no profit. La ricerca, condotta tra family offices e fondazioni familiari, conferma per il 2015 il trend emerso negli anni precedenti: filantropia e investimento d'impatto sono sempre più centrali.
Gli investitori trascurano le startup e danno più peso al sociale
Rispetto agli anni precedenti si osservano però due differenze principali: gli investitori che ricercano impatti sostenibili sull’ambiente e la società hanno spostato l’attenzione dalle startup alle organizzazioni in fase di crescita. Inoltre è risultata in aumento l’importanza degli obiettivi sociali rispetto a quelli finanziari, anche se la maggioranza degli investitori afferma di avere ottenuto rendimenti non trascurabili (in media intorno al 5%).
Gli strumenti dell’investimento d’impatto
Gli strumenti con cui l'investimento d'impatto si realizza sono fondi (circa il 60%), azioni (circa il 55%, più un 35% di strumenti ibridi) o forme di debito (circa 25%). I temi d'investimento principali sono invece l'istruzione (55%), l’energia e la tecnologia "verdi" (40%) e la salute (35%). In Italia sono inoltre presenti alcuni operatori che investono in fondi e fondazioni di venture capital sociale e venture philanthropy.