Intesa Sanpaolo risponde alle sfide del cambiamento globale

Già in tempi non sospetti, quando ancora le tematiche della sostenibilità ambientale non erano una priorità per le aziende, né un tema cui il cliente-consumatore ponesse forte attenzione, Intesa Sanpaolo operava per rendere più “green” i suoi processi. Grazie a questo incessante lavoro, che dura ormai da dieci anni, l’istituto può essere considerato un benchmark di settore per le altre banche, «che, se vogliamo, hanno in un certo senso seguito il nostro esempio. In realtà, preferiamo affermare che hanno condiviso le nostre scelte, perché su questo tema non si può essere in competizione: la salvaguardia del pianeta deve essere un obiettivo comune», sostiene la Energy Manager Elisa Dardanello. È difficile presentare tutte le attività svolte da Intesa Sanpaolo in merito alla sostenibilità ambientale, davvero numerosissime: per comprendere la portata dei progetti, si può per esempio partire dai numeri ottenuti. Nei cinque anni che vanno dal 2010 al 2015, i consumi elettrici della banca sono diminuiti in Italia del 26%. Questo grazie a un processo di ottimizzazione, che la Energy Manager tiene a precisare: «prima abbiamo avviato una fase di monitoraggio dei consumi elettrici e termici, poi ne abbiamo ottimizzato la gestione e infine, ove possibile, abbiamo fatto azione di efficienza energetica. Per esempio, abbiamo sostituito le caldaie con le pompe di calore, migliorato i consumi dei Ced, provveduto a installare illuminazione a led. Il tutto si è basato su sperimentazioni avviate in 22 filiali pilota, di varie dimensioni, presenti in aree geografiche diverse. Le buone pratiche sono poi state applicate a tutte le altre filiali». Intesa Sanpaolo, per organizzare al meglio il suo impegno verso la sostenibilità ambientale, ha redatto un proprio un Piano d’Azione, della durata di tre anni (2013-2016) che aveva come obiettivo, tra gli altri, la diminuzione del 17% dei consumi elettrici. «L’obiettivo è stato raggiunto – afferma Dardanello. L’attenzione del Gruppo al tema della sostenibilità ambientale parte così da lontano che già negli anni scorsi i nostri parametri erano in linea con quanto richiesto oggi, ad esempio, dal Carbon Disclosure Project in merito alle emissioni dirette e indirette, confermandoci anche in questo caso una best practice. Ciò che ora possiamo fare è cercare di condividere questa sensibilità anche alle sussidiarie estere del Gruppo».

Cambiamenti virtuosi a tappeto

Le scelte virtuose “green” riguardano diversi ambiti di vita della banca. Per esempio le flotte: ogni volta che viene eseguito un cambiamento di vettura, vengono scelte auto che garantiscano consumi minori e un minor impatto a livello di Co2. Inoltre, Intesa Sanpaolo ha scelto di diminuire il numero delle trasferte del proprio personale utilizzando gli strumenti di collaboration (chat, videoconferencing) garantiti dai fornitori di tecnologia e, sempre per una mobilità sostenibile, ha stretto accordi di car sharing e bike sharing per ottenere prezzi calmierati per i propri dipendenti, nelle principali città italiane. Altro tema su cui la banca è intervenuta è quello dei rifiuti. Da una parte tutte le filiali seguono le prassi indicate dallo smaltimento comunale, in riferimento a carta e plastica. La carta contenente dati sensibili viene smaltita con i formulari, così come i rifiuti pericolosi. «Vorrei sottolineare che la banca segue una policy particolare per l’acquisto delle macchine d’ufficio – spiega Dardanello. La policy prevede una valutazione sia economica, sia ambientale, che tenga conto delle certificazioni energetiche vantate dal produttore, oltre al consumo di energia elettrica ipotizzato per le macchine nel periodo di attività».

Il ruolo delle persone

Qualunque progetto di sostenibilità ambientale non può diventare di successo se non viene condiviso dai dipendenti. Per questo Intesa Sanpaolo ha puntato molto su una formazione specifica, veicolata attraverso la piattaforma digitale AmbienTiAmo. «Qui abbiamo caricato corsi - facoltativi ma molto frequentati - giochi, pillole informative, sui comportamenti virtuosi da tenere sia in ufficio che a casa – chiarisce Dardanello. Nel corso del 2015 abbiamo predisposto un corso ad hoc dedicato al Climate Change; nei prossimi mesi ci concentreremo invece sulla tematica dei rifiuti e della loro corretta differenziazione». L’impegno verso il mondo “green” viene comunicato anche ai clienti, attraverso documenti ufficiali, quali il Rapporto sulla Sostenibilità e il Quaderno Ambiente, redatti una volta l’anno. Inoltre, sul sito istituzionale è presente una sezione dedicata proprio al capitale naturale: qui vengono precisati i dati e i numeri dell’andamento delle varie attività e vengono comunicate le iniziative a cui la banca aderisce, come “M’illumino di meno”, oppure “La giornata Mondiale dell’Ambiente”. «Perché la comunicazione sia efficace, queste ultime informazioni vengono anche stampate sugli scontrini dei bancomat», conclude Elisa Dardanello. Da un punto di vista organizzativo, la Energy Manager e i suoi quattro colleghi fanno parte della funzione Sostenibilità Ambientale (che ha il compito di raccogliere tutte le iniziative e attivare le collaborazioni con le funzioni della banca), all’interno dell’area della Corporate Social Responsibility.

E poi c’è il Centro Direzionale

Già la sede milanese di Intesa Sanpaolo Vita di Viale Stelvio era stata oggetto di un ammodernamento nel senso dell’efficienza energetica. Il “capolavoro” di cui tutti parlano in questi mesi è però il Nuovo Centro Direzionale che sorge sulla Spina due di Torino, vicino alla stazione di Porta Susa. Il grattacielo, alto 166 metri, è stato progettato dall’architetto Renzo Piano e conta 37 piani fuori terra, 27 dei quali dedicati agli uffici della banca. Grazie al contenimento dei consumi energetici complessivi, il palazzo è uno degli edifici di grande altezza con i più elevati standard di sostenibilità al mondo e proprio per questo ha ottenuto la certificazione secondo il protocollo internazionale LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) livello Platinum. Le facciate est e ovest sono caratterizzate da due pareti vetrate, distanziate di circa 2,5 metri, dotate di lamelle regolabili in funzione delle differenti condizioni climatiche, che facilitano il risparmio energetico, così come il sistema che produce i fluidi di climatizzazione (che usa energia elettrica proveniente da fonte rinnovabile). Inoltre, sulla facciata sud dell’edificio è installato un impianto fotovoltaico di oltre 1.600 mq composto da 336 pannelli in silicio policristallino dalla potenza di 162 kWp, in grado di assicurare una produzione annua di energia pari a 110.000/120.000 kWh.
 
APPUNTAMENTO MENSILE COL GREEN BANKING
The Green Banker è un nuovo appuntamento mensile sulla rivista AziendaBanca. Realizzato in collaborazione con Green Globe Banking e Assosef, Associazione Europea Sostenibilità e Servizi Finanziari, ci porterà ad approfondire in ogni numero l’esperienza di banche e assicurazioni nelle tematiche ambientali.
 

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