Intesa Sanpaolo: la banca al centro del piano industriale

Nuovi motori di crescita, piena valorizzazione del business esistente e concentrazione sull’attività bancaria. L’atteso Piano di Impresa 2014-2017 di Intesa Sanpaolo conferma la concentrazione sul “fare banca” che le recenti vendite di alcune partecipazioni avevano già anticipato. E vedono il Gruppo guidato da Carlo Messina partire da un solido Common equity, già al 12,3%, e da previsioni di almeno 10 miliardi di dividendi nei prossimi 4 anni.

I nuovi motori di crescita

Il Piano, dettagliatissimo, parte da uno scenario che per i prossimi anni dovrebbe vedere i tassi fermi intorno allo zero: la priorità andrà quindi a un uso efficiente del capitale e della liquidità. Nella ricerca dei nuovi “motori di crescita”, le iniziative più importanti riguardano la multicanalità, i servizi alle imprese, i nuovi Poli Private Banking, Asset Management e Assicurazioni, oltre al progetto “Banca 5”.

Una banca per 5 milioni di clienti a bassa redditività

Dietro il nuovo nome “Banca 5” sta una nuova formula, all’interno della Divisione Banca dei Territori, che porterà nel 2017 ad avere 3.000 gestori dedicati a circa 5 milioni di clienti. L’obiettivo è arrivare a ricavi di 0,7 miliardi nel 2017 (rispetto ai 0,3 miliardi del 2013) puntando su una offerta strutturata su cinque “prodotti chiave” per il cliente: carte di debito, carte di credito, finanziamenti personali (dai prestiti personali al mutuo con pre-delibera fino a 100mila euro, passando per la cessione del quinto), assicurazioni danni e investimenti (PAC e previdenziali); ma anche sull’espansione dell’offerta ad ambiti non bancari (con personale dedicato), dai servizi di biglietteria all’intermediazione immobiliare fino ai viaggi.

L'offerta in filiale si espanderà su ambiti non bancari: biglietteria, intermediazione immobiliare, viaggi

Ricollocamento, ma nessun esubero

In Banca 5 confluiranno le risorse umane “liberate” dall’ottimizzazione del presidio territoriale (il Piano prevede 800 filiali chiuse nei prossimi anni, con 4.500 risorse in eccesso, ma nessun esubero), creando una filiera commerciale dedicata ai clienti a bassa redditività (al momento si parla di una media di ricavi per cliente pari a 70 euro, da portare a 140 euro entro il 2017): in arrivo una piattaforma multicanale integrata per sfruttare tutte le occasioni di contatto con il cliente, l’attivazione di obiettivi e meccanismi di incentivazione ad hoc e di una Delivery Unit dedicata, all’interno della Pianificazione e Controllo di Gestione della Divisione Banca dei Territori, per accelerare l’adozione dei nuovi comportamenti commerciali.

2 miliardi in investimenti ICT per la multicanalità

La banca multicanale attirerà invece 2 miliardi di euro di investimenti ICT nei prossimi anni: dai 4,4 milioni di clienti multicanale si dovrebbe arrivare a 7,9 milioni nel 2017, rafforzando e specializzando i canali tradizionali e quelli online e abilitando percorsi di acquisto multicanale, in linea con le preferenze dei clienti. Si ripropone l’obiettivo di valorizzare pienamente tutti i punti di contatto con il cliente per generare nuove opportunità commerciali. E-commerce e mobile commerce, in particolare, sono trend ritenuti ad alto potenziale: l’accordo con operatori telefonici verrà ricercato per stimolare la diffusione e l’utilizzo dei mobile POS e lo sviluppo di servizi di pagamento mobile. Per Expo 2015 verranno offerte carte di credito co-branded ad alto valore aggiunto ad espositori e clienti della manifestazione e verrà presentata la nuova proposta digitale che vedrà la banca come aggregatore dell’offerta e-commerce per conto dei clienti PMI.

Verrà stimolato l'utilizzo dei mobile POS e dei servizi di pagamento mobile. Per Expo 2015 verranno sviluppate carte di credito co-branded ad alto valore aggiunto

Il primo Polo: il Private Banking

Sarà destinato al Private Banking uno dei tre “poli” previsti dal Piano. La combinazione di Intesa Sanpaolo Private Banking (ISPB), Fideuram Investimenti e Banca Fideuram creerà una unica realtà con mire di espansione anche all’estero, con circa 5.700 private banker e 164 miliardi di euro di masse gestite a fine 2013. I ricavi dovrebbero arrivare a 1,7 miliardi nel 2017, grazie all’aumento della redditività derivante dall’estensione ai clienti ISPB del “modello Banca Fideuram” e al lancio di azioni commerciali mirate: spostamento verso prodotti “contenitore” ad alto valore aggiunto, rinegoziazione delle condizioni con case terze, revisione dei meccanismi di pricing/deleghe. Enfasi particolare sul riposizionamento sulla clientela HNWI e sulla evoluzione dell’offerta verso il Private Insurance e i prodotti ad alto contenuto di servizio. La rete distributiva crescerà con l’acquisizione di nuove risorse e il debutto in mercati internazionali in forte crescita (la Turchia è tra gli obiettivi) a partire dalle grandi città.

Secondo Polo: l’Asset Management

L’Asset Management sarà invece il secondo Polo: Fideuram Asset Management Ireland confluirà in Eurizon Capital, supportando la crescita della Banca dei Territorio e del Polo Private e focalizzandosi sulla clientela extra-captive e istituzionale. La crescita internazionale verrà perseguito puntando sull’Hub CEE, e in particolare su Croazia, Ungheria e Slovacchia, e su altri paesi ad alto potenziale.

Terzo Polo: le Assicurazioni. Focus sul ramo Danni

Il Polo Assicurativo Intesa Sanpaolo, frutto dell’integrazione di Fideuram Vita nel Polo attuale, partirà da riserve per 93 miliardi di euro e premi per 20 miliardi a fine 2013. Priorità sarà lo sviluppo del business danni, per passare da 0,2 miliardi di premi a 0,8 miliardi nel 2017, per 1,9 milioni di clienti e una penetrazione in crescita dal 3% al 19%. L’offerta danni sarà rinnovata con priorità su prodotti auto, infortuni e casa: prodotti semplici, con approccio modulare e personalizzabile. Una unica piattaforma IT e un sistema di front-end dedicato dovrebbero facilitare la digitalizzazione dei sistemi e dei processi fino a una gestione paperless per i prodotti auto. Il back office sarà comunque centralizzato e semplificato.

Il Polo assicurativo punta a 0,8 miliardi di premi nel ramo Danni entro il 2017. Priorità ai prodotti auto, infortuni e casa

Imprese: una banca a tutto tondo

Per le imprese sarà invece creata una “Banca a 360°”: volano della crescita dovrebbe essere Expo 2015, con un’offerta dedicata che spazia dai servizi di consulenza e servizi di finanziamento, con una attenzione particolare agli operatori attivi nei settori dell’Expo, in primis l’alimentare. Il Polo Finanza d’Impresa, il Mediocredito Italiano 2.0, si avvarrà di un’offerta completa di prodotti di consulenza e credito specialistico (es., leasing, factoring, finanziamenti specialistici) e un modello operativo dedicato, caratterizzato da una forte collaborazione tra i gestori e gli specialisti di prodotto di Banca IMI e del Polo Finanza d’Impresa. Nella Divisione Corporate e Investment Banking verrà creata una business unit dedicata al transaction banking, mentre l’offerta di Banca IMI sarà estesa al trading su commodities asset-backed per clienti Corporate, nuovi prodotti di copertura del rischio e un’offerta di prodotti dedicata per Ultra High Net Worth Individuals (ad esempio, family office) in collaborazione con Banca Fideuram, per rispondere appieno ai bisogni dell’impresa-imprenditore.

Catturare il potenziale core inespresso

Nelle attività “core” si punterà invece a catturare il potenziale inespresso delle business unit esistenti, in particolare Banca dei Territori Corporate e Investment Banking e Network internazionale: quest’ultimo si proporrà come una “banca locale all’estero” per le imprese italiane. Priorità al governo dei costi, alla semplificazione societaria e operativa, all’ottimizzazione del presidio territoriale e alla gestione dinamica di rischi e credito. Il Progetto “Pieno potenziale”, per il segmento Mass, mira al cross selling di small tickets e allo sviluppo dei dipendenti delle aziende clienti. Per i clienti Affluent ci saranno iniziative dedicate di retention e il rafforzamento dell’offerta fuori sede, grazie a gestori Personal con il patentino di promotore finanziario.

Snellimento operativo. Da 17 a 6 banche

Il modello operativo verrà revisionato per garantire un controllo più stringente nelle aree governance, controllo/supporto, strategia commerciale, offerta prodotto, IT e operations. Oltre alla riallocazione delle risorse in esubero, 7 entità verranno integrate nel nuovo Mediocredito Italiano mentre le banche del Gruppo scenderanno a 6, con l’integrazione di 11 banche tra il 2014 e il 2015. Verranno chiuse 800 filiali (300 entro il 2014), per un totale di 3.300 filiali retail nel 2017, con modelli differenziati ed elevato livello di digitalizzazione nelle “Filiali semplici”.

La nuova b.u. Capital Light Bank

Infine, il Credito: verrà creata una filiera dedicata alla gestione dei clienti con segnali di anomalia in fase iniziale: i processi di gestione proattiva saranno differenziati per segmento di clientela, anche grazie al test positivo in Lombardia. La nuova business unit Capital Light Bank gestirà un portafoglio chiuso di 46 miliardi di valore, da ridursi a 23 entro il 2017 mediante il recupero di circa 8 miliardi di sofferenze (su uno stock iniziale di circa 27), la vendita per 2 miliardi di asset repossessed (lo stock iniziale è intorno ai 3 miliardi), cessione dell’intero stock di partecipazioni per 2 miliardi e diminuzione per altri 11 miliardi circa di asset non strategici, su uno stock iniziale di circa 14 miliardi.

 

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