Italiani e risparmio. Torna l’ottimismo

Intesa Sanpaolo Indagine Risparmio Italia 2019

Gli italiani tornano ad accantonare. Dopo gli anni della crisi, il 2019 segna il ritorno verso il risparmio grazie anche alla ripresa del ceto medio, che torna a investire nel mattone.

Segno più per i risparmiatori italiani

L’ultima Indagine sul Risparmio firmata Intesa Sanpaolo registra il sorpasso dei risparmiatori (il 52% degli intervistati) sui non risparmiatori (48%): una bella marcia rispetto al minimo storico del 39% nel 2013. Cresce anche la quota di reddito risparmiata: il 12,6% nel 2019, rispetto al 9% del 2011. È chiaro che restano delle differenze tra i risparmiatori a livello geografico (ne troviamo di più nel nord est e nel centro Italia) ma la crescita si riscontra un po’ ovunque.

Se il ceto medio si rafforza

A trainare il trend è la ripresa del ceto medio, che torna a mettere da parte i propri guadagni o a investire. Gli italiani che percepiscono tra i 1.500 e i 3mila euro al mese sono il 57,5% della popolazione, contro il 51,7% di tre anni fa. 1,3 milioni di famiglie sono entrate (o rientrate) nel “ceto medio” proprio nel 2019.

Focus su sicurezza e liquidità

Il risparmio, però si associa comunque a una certa cautela. Primo obiettivo di investimento rimane la sicurezza (cioè la conservazione del capitale e l’avversione al rischio, anche a costo di sacrificare il rendimento): è così per il 62,2% degli intervistati. Al secondo posto troviamo il bisogno di liquidità (37,9%) e solo sul terzo gradino il rendimento di lungo termine, come nel caso della casa di proprietà.

Il mattone tiene duro

Il mattone mantiene il suo fascino: un buon 63% dei patrimoni italiani è rappresentato da case e il numero di proprietari ha raggiunto livello record. Gli intervistati dichiarano una ricchezza finanziaria media pari a 101mila euro (3,9 volte il reddito medio), e la ricchezza immobiliare è pari a 169mila euro. Gli italiani sono convinti che la casa rappresenti un investimento sicuro e un’entrata integrativa al momento della pensione.

Crescono il long term care…

Tra gli investimenti di lungo termine troviamo, in una minoranza, forme assicurative e di welfare aziendale per soddisfare i bisogni legati alla vecchiaia. Anche se appena il 13,7% del campione ha sottoscritto un fondo pensione, gli italiani iniziano infatti a guardare con più interesse al mondo del long term care: il 14,4% del campione ha scelto polizze Salute ad hoc, il 15,8% soluzioni a copertura della futura invalidità.

…e il risparmio gestito

Cresce poi il risparmio gestito, che nel 2019 raggiunge il 15,3% degli intervistati. Ci si affida ai fondi comuni in primis per la professionalità dei gestori (è così per il 34,8% del campione) e per l’opportunità di diversificare il rischio (25,5%).
 

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