Intesa Sanpaolo ha un nuovo centro direzionale nel grattacielo di Renzo Piano a Torino. Lo scorso dicembre i primi dipendenti del gruppo – un centinaio – hanno iniziato a viverlo e, per fine marzo, l’insediamento sarà completo con il trasferimento di circa 2mila persone. La torre, struttura trasparente in cristallo e acciaio chiaro, occupa una superficie di 7.000 metri quadrati ed è alta 166 metri, poco meno della Mole Antonelliana simbolo della città. Alcuni dei 44 piani dell’edificio (38 fuori terra), collegati da 17 ascensori, sono aperti alla fruizione pubblica, a conferma di un legame storico tra banca e territorio, che risale al 1563, e che oggi si rinnova e si innova.
Investimento da mezzo miliardo
L’opera, nel suo complesso, ha richiesto un investimento – progettazione e allestimenti finali compresi – di circa mezzo miliardo di euro, di cui 2,5 milioni per la riqualificazione del Giardino Grosa, l’area verde pubblica situata tra il grattacielo e il Palazzo di Giustizia di Torino.
Gli uffici della Torre
Nel nuovo centro direzionale troveranno spazio gli uffici di presidenza e le sale per gli organi di amministrazione, le strutture centrali della Banca dei Territori, il Risk Management, i Crediti, il Personale e le aule per la formazione, la Intesa Sanpaolo Group Services, l’Internal Auditing, Intesa Sanpaolo Assicura e alcuni altri uffici della banca. Il trentunesimo piano sarà interamente occupato dal Centro per l’Innovazione, con allestimenti tecnologici funzionali alla ricerca e al lavoro interdisciplinare che questa struttura svolge. Contestualmente Intesa Sanpaolo dismetterà le sedi non di proprietà a Torino, razionalizzando la gestione immobiliare e la mobilità dei dipendenti.
La tecnologia e il giardino
Il nuovo centro direzionale di Intesa Sanpaolo comprende una mensa e un asilo nido. I piani destinati a uffici – 27 in tutto, collegati nella facciata a sud da una scala vetrata che ha anche funzione di “giardino d’inverno” – sono ampi spazi aperti per 80-100 persone, allestiti con tavoli da quattro postazioni estendibili a sei, sale riunioni e zone di ristoro e per incontri informali; il tutto per facilitare l’interazione, la mobilità e il lavoro di gruppo. Tutti i dipendenti avranno in dotazione pc portatili, docking station e collegamento wi-fi.
Gli spazi pubblici
Gli spazi aperti alla fruizione pubblica comprendono l’auditorium sospeso, la serra bioclimatica con le annesse aree di ristoro posizionate sulla sommità della torre e la filiale della banca a cui si accede dal piano terra. La sala polivalente da 364 posti con sedie a scomparsa, trasformabile in poco tempo in sala per concerti o sala conferenze, è collocata alla base della torre e, essendo sospesa, è completamente priva di strutture di sostegno verticali che ostacolino la visione e la permeabilità nei confronti della città. Tale soluzione è resa possibile da una concezione costruttiva senza precedenti: sei megacolonne posizionate lungo il perimetro e una doppia trave reticolare (transfer) a copertura dell’auditorium. Il transfer riceve i carichi dai piani soprastanti, compreso quello dell’auditorium, che di fatto risulta appeso alla torre, e li trasferisce alle megacolonne, le quali, a loro volta, li scaricano alla fondazione. Quest’ultima è stata realizzata con un getto record mondiale di 12.800 metri cubi di calcestruzzo garantito da un flusso continuo di autobetoniere. La sommità della torre, raggiungibile in circa 30 secondi d’ascensore, ospita la serra bioclimatica con alberi d’alto fusto, che occupa tre piani dell’edificio e permette di godere di una vista a 360 gradi sulla città. In questo spazio sono altresì previsti un ristorante, una sala polivalente e una caffetteria.
Sostenibilità ambientale
Sotto il profilo della sostenibilità ambientale, il grattacielo Intesa Sanpaolo otterrà una certificazione secondo il protocollo LEED (Leadership in Energy and Enviromental Design) grazie all’ottimale recupero, controllo e contenimento dei consumi energetici complessivi. L’edificio è alimentato con energia proveniente da fonte idroelettrica e da 1.600 metri quadrati di pannelli fotovoltaici installati sulla facciata sud; inoltre l’80% dei corpi illuminanti è a led. In condizioni di funzionamento normale il grattacielo non ha emissioni inquinanti. Nelle parti est e ovest dell’edificio due pareti vetrate distanti circa 2,5 metri formano la cosiddetta "doppia pelle", una facciata "attiva", tra le più grandi al mondo, gestita da un sistema centralizzato che regola l’apertura e la chiusura delle lamelle. Una rete di sensori rileva le differenti condizioni climatiche giornaliere e stagionali, massimizzando l’utilizzo della luce solare per il riscaldamento degli ambienti e dissipando il calore grazie alla ventilazione dell’intercapedine e alla protezione offerta dalle schermature solari mobili inserite tra le due vetrate. Il sistema di riscaldamento e raffreddamento a pompa di calore non fa uso di gas e sfrutta l’energia termica dell’acqua di falda. L’acqua piovana, raccolta in speciali pozzetti, alimenta sia la rete di irrigazione delle aree verdi sia le cassette di risciacquo dei bagni. Il sistema di illuminazione interno regola l’intensità delle sorgenti in funzione della quantità di luce naturale e della presenza di persone. I sistemi terminali a pannelli radianti sospesi a soffitto e microforati utilizzati per la climatizzazione consentono di eliminare il rumore della ventilazione meccanica forzata e di ottenere un ottimo comfort ambientale.
Foto di Andrea Cappello
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