Nella puntata del 19 settembre di “#define banking” incontriamo Stefano Bortolamei, relatore a Forum Banca, che si svolgerà a Milano il 30 settembre e il 1 ottobre. AziendaBanca è Main Media Partner del Forum. 
Stefano Bortolamei è Responsabile del Digital Business Partner Aree di Governo di Intesa Sanpaolo, interverrà nella sessione di apertura di Forum Banca, il 1 ottobre, proprio parlando della mission dei Digital Business Partner.
L'intervista può essere ascoltata su #define banking oppure letta in questo articolo
Ascolta "#21. Anteprima Forum Banca 2019: un partner per digitale e business" su Spreaker.
Domanda. Dottor Bortolamei, come è nato questo progetto? E che ruolo ha il Digital Business Partner all’interno di Intesa Sanpaolo?
Risposta. Coerentemente con quanto previsto dall’ultimo Piano d’Impresa, la figura del Digital Business Partner è stata creata circa un anno e mezzo fa con l’obiettivo di affiancare, in ottica di partnership, le aree di business e di governance della Banca nella realizzazione dei progetti di innovazione e trasformazione digitale, garantendo la sostenibilità rispetto all’architettura IT. È un nuovo ruolo che interiorizza sia competenze trasversali come il project management e la gestione delle progettualità a tutto tondo, sia conoscenze verticali sui bisogni del business e sugli aspetti legati ai sistemi IT.
D. A distanza di un anno e mezzo, è cambiato qualcosa rispetto agli obiettivi iniziali? Come è evoluto il ruolo del Digital Business Partner nel corso di quest’esperienza?
R. Parliamo di un ruolo che prima non esisteva all’interno di Intesa Sanpaolo e che per sua natura agevola la diffusione di innovazione e di tutte le soluzioni tecnologiche che abilitano il digitale. Siamo partiti come una startup, in questo primo anno di vita c’è stato qualche fine tuning ma la nostra mission, il cuore pulsante del nostro ruolo, è rimasto intatto e confermato. Durante il percorso avviato abbiamo arricchito la struttura di risorse interne ed esterne con competenze adeguate al ruolo, in modo da servire e incidere positivamente su tutti i percorsi trasformativi del Gruppo. Al riguardo tengo a precisare che non ci limitiamo solo a supportare la realizzazione dei programmi di trasformazione digitale, ma siamo partner dei nostri Business Owner anche nelle decisioni inerenti le altre progettualità più importanti, sempre nel rispetto di quanto previsto dal Capital Budget.
D. Vi muovete in un tema storico per il settore, cioè quello della collaborazione tra IT e funzioni di business. Con quali metodologie lavorate?
R. Le progettualità complesse sono sfide rilevanti che affrontiamo sia facilitando la collaborazione tra le diverse aree di business e di governance, sia offrendo le competenze presenti nell’intera Area Digital in ambito IT, cybersecurity, big data e data quality. In generale, quando una progettualità comprende più aree di business e di governance, è utile mettere tutti intorno a un tavolo per condividere le diverse esigenze e individuare una progettualità unitaria che possa avere una visione d’insieme del contesto, evitando che le molteplici aree della Banca avviino progetti separati in merito al medesimo ambito. Per la realizzazione delle progettualità complesse, in alcuni casi abbiamo usato la metodologia Agile, in cui ogni struttura dedica al progetto risorse a tempo pieno e adeguatamente skillate, per lavorare insieme in co-location sia nella fase di disegno, sia nell’implementazione delle soluzioni. Questa metodologia è a volte leggermente più costosa e richiede sicuramente un importante cambio culturale, ma i vantaggi riscontrati in merito alla qualità del delivery e al rispetto delle scadenze sono risultati elevati.
D. Che cosa rappresenta, per le risorse attive in quest’area, lavorare in un ambito così innovativo?
R. In banca molti ruoli tradizionali, come l’addetto crediti o il Direttore di Filiale, richiedono skill noti a tutti. Noi invece creando un ruolo nuovo, almeno per Intesa Sanpaolo, abbiamo dovuto definire quale fosse il bagaglio di competenze utili per svolgere le attività richieste. Chi ha iniziato a lavorare in quest’area un anno e mezzo fa generalmente non possedeva tutti gli skill richiesti. Tuttavia i colleghi hanno portato con se le proprie specifiche esperienze pregresse e le hanno condivise con tutti, così facendo siamo riusciti a costruire un profilo unico con un panel di competenze chiare e distintive. La modalità Agile in questo ha aiutato, anche grazie alla compresenza fisica delle persone nello svolgimento progettuale. Questo è uno dei motivi che ci sta portando ad estenderla ad ulteriori Progetti trasformativi. Per il futuro pensiamo di adottare l’Agile con la possibilità di utilizzare soluzioni di lavoro virtuali e a distanza: già oggi infatti in tutte le aree della Banca è abbastanza diffuso lo smart working, ovvero la possibilità di lavorare sulle proprie attività/ progetti senza garantire la presenza fisica negli ambienti di lavoro.