
Un 2016 senza miglioramenti sui tassi di insolvenza. In Italia e nel resto d’Europa non si prevedono cali significativi per le insolvenze su fatture commerciali rispetto ai livelli pre-crisi.
Le insolvenze in Italia e nell’Eurozona
Secondo le previsioni di Atradius, per il nostro Paese si attende un calo del 2% a fine 2016, meno positivo del 3% previsto all’inizio dell’anno. Una situazione simile a quella dell’intera Eurozona in cui i tassi di insolvenza si attestano su valori alti, anche superiori del 70% rispetto agli scenari precedenti alla crisi. Poche le eccezioni: tra queste l’Olanda, dove la crescita economica prevista per quest’anno e per il prossimo potrebbe innescare un calo delle insolvenze (-10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno); miglioramenti in vista anche per Spagna (-10%) e Belgio (-5%). Si attende, invece, un incremento in Grecia (+ 6% rispetto allo scorso anno) e Portogallo (+4%).
La situazione al di fuori dell’Eurozona
Al di fuori dell’Eurozona non va molto diversamente. Si attende un lieve incremento dei tassi d’insolvenza (+2%) sia nel Regno Unito, sia negli Stati Uniti. Situazione ancora meno positiva per l’Australia (+6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), Canada (+4%) e Nuova Zelanda (+2%). Si distingue il Giappone, dove si attende una diminuzione dell’1%.
Dinamiche difficili anche per i BRIC
Congiuntura economica difficile anche per i BRIC. Il rallentamento della Cina potrebbe causare un’impennata delle insolvenze per quest’anno e il 2017. Previsto un peggioramento anche per Russia e Brasile, mentre unica eccezione è l’India.