Risparmiatori più ottimisti. Anche in Italia

ottimisti pessimistiIn Europa si respira aria di ottimismo: secondo la Ricerca Internazionale ING con focus sui risparmi, realizzata tra ottobre e novembre 2014 in 13 Paesi europei su un campione di 13mila persone, è calata dal 41% al 36% la percentuale di intervistati che vedono peggiorata la propria situazione finanziaria. E anche in Italia l’umore è migliorato: diminuiscono i pessimisti (dal 58% al 51%), ma solo il 15% è soddisfatto dei propri risparmi.

I risparmi volano via

Alla scarsa soddisfazione relativamente al livello delle proprie finanze si aggiunge la difficoltà a risparmiare, che rimane elevata. Nel nostro Paese, infatti, si registra la percentuale più alta (42%) di cittadini che ritiene che la quota di denaro messa da parte sia diminuita nell’ultimo anno. Questo dato sembra strettamente correlato alla dinamica del PIL nazionale: nei Paesi dove si è registrata una crescita più forte del PIL, infatti, la percentuale di cittadini che vede diminuiti i propri risparmi è risultata tendenzialmente più bassa: è il caso di Turchia, Regno Unito, Polonia (23%); Repubblica Ceca e Romania (24%); Germania (25%).

Pochi hanno messo da parte qualcosa

Sempre in Italia è ancora alta la percentuale di chi afferma di non avere messo da parte del denaro (39%), un dato per di più leggermente al di sopra della media europea (38%). Anche se agli ultimi posti troviamo la Romania (60%) e in vetta alla classifica dei risparmiatori, invece, si posizionano i Paesi Bassi (con l’80% di intervistati che afferma di avere a disposizione degli accantonamenti), seguiti da Regno Unito (79%) e Lussemburgo (74%).

Richiedere un prestito? Troppo imbarazzo

Ma richiedere un prestito non è una via di uscita, secondo gli italiani, tanto che l’81% (in linea con la percentuale europea) ha dichiarato il timore di rimanere intrappolato in una spirale di debito una volta acceso un finanziamento. Inoltre, sia per l’europeo media sia per gli italiani, chiedere un prestito alla banca è causa di imbarazzo nel 38% dei casi e di fronte alla prospettiva di chiedere dei soldi a familiari o amici la percentuale di coloro che si sentono a disagio sale al 79% per gli italiani e al 74% per gli europei in generale.

Non siamo i più pessimisti

Infine, tra i paesi più sfiduciati troviamo, come l’anno passato, la Francia (50%) e la Spagna (44%), ma anche il Belgio (41%) e la Turchia (39%). Il livello di soddisfazione più elevato si riscontra invece in Germania, dove solamente il 23% della popolazione vede peggiorata la propria situazione economica, seguita dalla Repubblica Ceca (25%), dai Paesi Bassi e dal Regno Unito (27%).

«Il lento miglioramento del quadro macroeconomico sta avendo ricadute positive sulla posizione finanziaria delle famiglie europee – commenta Paolo Pizzoli, Senior Economist di ING Bank Italia. In Italia, la cui economia non è ancora uscita dalla recessione, il fenomeno è solo accennato. L’elevata incertezza sui tempi e sull’entità della prossima ripresa economica è ben riflessa nell’insoddisfazione dei nostri connazionali sul livello dei propri risparmi. In un contesto di inflazione nulla, un riavvio duraturo del processo di accumulazione di risparmi appare fortemente legato alla capacità dell’economia di generare nuova occupazione».

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