Banca e digitale? Agli italiani il binomio piace, ma non per tutti i servizi. Se il mobile banking continua ad andare forte, stenta a decollare invece il robo advisor. Ecco la fotografia scattata da una recente indagine di ING.

6 italiani su 10 fan del mobile banking
Svolgere operazioni bancarie via app è ormai una realtà per circa 6 italiani su 10. Se nel 2017 i fan del mobile banking si fermavano al 49%, nel 2018 la percentuale è infatti salita al 59% (+10% a/a e +22% rispetto al 2014). Certo, l’Italia resta indietro rispetto al resto d’Europa, dove il dato arriva a sfiorare il 70%. Ma ci sono anche Paesi, come la Germania (ferma al 54%), che fanno peggio di noi.
Se la sicurezza non è più un freno
Gli italiani che utilizzano il mobile banking hanno anche preso dimestichezza con il login tramite impronta digitale, apprezzato dal 72% del campione, accanto alla cosiddetta autenticazione a due fattori, cioè ID/password più OTP (che piace al 74%). Percentuali non tanto diverse da quelle della media europea (70% e 66%).
Il robo advisory tarda a decollare
I problemi iniziano con i pagamenti: l’82% degli intervistati lamenta una mancanza di sinergia tra le banche sugli strumenti di pagamento innovativi, non attivi in tutti i Paesi e non accettati in molti negozi. Ma anche il robo advisory continua a incontrare un certo scetticismo: appena il 17% del campione si dice infatti disposto ad affidare i propri risparmi a un computer.
Sì al robo, ma solo per le raccomandazioni
I servizi di robo advisory sono più apprezzati quando si tratta semplicemente di ricevere raccomandazione di investimento (è così per il 36% degli intervistati). A patto però che la decisione finale resti al cliente.
Più scettici gli olandesi
E non solo in Italia. Tra i Paesi più scettici verso la consulenza digitale ci sono gli olandesi, con l’11% disposto a delegare al robo la gestione del risparmio e il 23% pronto a ricevere raccomandazioni. Fa meglio invece la Turchia (30% e 65%).