Furto di informazioni finanziarie, interruzione dell’operatività o compromissione dell’immagine e, ancora, furto della proprietà intellettuale oltre che di dati. Sono questi i principali timori che le aziende a livello globale vedono negli attacchi informatici: eppure, secondo la ricerca EY Global Information Security Survey, solo il 56% delle aziende italiane sarebbe in grado di gestire una minaccia IT.
Mancano gli strumenti di “difesa”
L’indagine, “Get Ahead of Cybercrime” realizzata da Ernst & Young e che ha coinvolto oltre 1.800 CIO, CISO e Information Security Executive di 60 paesi nel mondo, ha inoltre evidenziato come la maggior parte delle società (67%) debba affrontare crescenti minacce nell’ambito dell’Information Security ma più di un terzo (37%) non possiede le informazioni necessarie in tempo reale sui rischi informatici che permetterebbero di contrastare il fenomeno, percentuale che aumenta fino al 56% in Italia.
Budget: in aumento ma non sufficiente
Inoltre, le aziende non possiedono la necessaria reattività, il budget e le competenze che consentano di mitigare le vulnerabilità conosciute e di prepararsi ad affrontare i rischi informatici: a livello globale, il 43% degli intervistati ha affermato che il budget dedicato all’Information Security da parte della propria società rimarrà approssimativamente lo stesso nei prossimi 12 mesi, nonostante le crescenti minacce. Il dato è in leggero miglioramento rispetto al 2013, quando il 46% degli intervistati dichiarò di non prevedere modifiche al budget. Un trend confermato in Italia, in cui il 50% degli intervistati ha dichiarato che il proprio budget non subirà variazioni nel corso del prossimo anno.
Servono risorse qualificate
Oltre la metà del campione globale (53%), e il 37% di quello italiano, sostiene che la mancanza di risorse qualificate rappresenti uno dei principali ostacoli ai progetti di Information Security, e solo il 5% delle aziende ha dichiarato di possedere un team dedicato all’analisi delle minacce informatiche. Risultati analoghi a quelli del 2013, quando il 50% del campione globale, il 27% in Italia, aveva segnalato una carenza di risorse qualificate e solo il 4% aveva dichiarato di possedere un team di analisti dedicati.
Le minacce più temute
Le tre principali minacce sono invece rappresentate da “Furto di informazioni finanziarie” (28%), “Interruzione dell’operatività o compromissione dell’immagine aziendale” (25%), e da “Furto di proprietà intellettuali o dati” (20%). In Italia gli intervistati hanno inoltre manifestato preoccupazioni relative a “Dipendenti interni scontenti” e “Vulnerabilità non ancora note (zero-day)”.
Prevedere gli attacchi
Infine, l'indagine di quest'anno ha rivelato come le organizzazioni debbano anticipare gli attacchi in un ambiente in cui non è più possibile ostacolare tutte le violazioni di sicurezza e dove le minacce divengono sempre più sofisticate e complesse.
«Le aziende potranno sviluppare un’efficace strategia di rischio per il futuro solo se capiranno come anticipare il cyber crime – afferma Fabio Cappelli, Partner EY e Responsabile dei servizi IT Risk & Security. Gli attacchi possono causare danni di ampia portata - non solo finanziari, ma anche al brand e alla reputazione e la perdita di vantaggio competitivo e di non conformità alle normative. Le società devono passare da un atteggiamento reattivo a proattivo, trasformandosi così da target ad avversari per i criminali informatici. Sono ancora poche le aziende che dimostrano una conoscenza adeguata delle componenti fondamentali della cyber security. Ulteriori dati preoccupanti sono rappresentati dalla mancanza di commitment interno, di procedure e pratiche ben definite, e dal fatto che non sia previsto un Security Operations Center all’interno della maggior parte delle aziende che hanno partecipato alla survey. Al di là delle minacce interne, le aziende devono tenere in considerazione l’ecosistema del proprio business e come i rapporti con fornitori e terze parti possano influenzare l’approccio alla cyber security. È solo incrementando il livello di maturità in ambito cyber security che le aziende possono beneficiare degli investimenti fatti a riguardo. Ponendo delle solide basi e assicurandosi che i programmi adottati siano in grado di adattarsi ai cambiamenti, le società possono contrastare proattivamente il cyber crime preparandosi alle minacce prima che si manifestino».
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