È la classica notizia che scatena le redazioni giornalistiche. Una ricerca della facoltà di Economia di Bolzano, guidata al professor Mirco Tonin, ha dimostrato che nelle giornate in cui gli indici di Wall Street sono negativi per due giorni consecutivi si verifica un incidente mortale in più sulle strade USA. In media 38 rispetto a 37.
Il lavoro di ricerca è stato pubblicato sul Journal of Health Economics, co-firmato con i colleghi Corrado Giulietti e Michael Vlassopoulos, dell’Università di Southampton, in uno studio intititolato "When the market drives you crazy: stock market returns and fatal car accident". Siamo nell'ambito dell'Economia comportamentale e l'obiettivo era dimostrare che l'andamento della Borsa non influenza solo le decisioni economiche, dalle scelte di consumo al risparmio. Ma condiziona anche altri comportamenti.
Una correlazione evidente
Il 50% circa delle famiglie USA investe in Borsa, sia direttamente sia indirettamente. I tre economisti hanno usato il FARS, acronimo di Fatality Analysis Reporting System relativo agli incidenti mortali negli USA tra il 1990 e il 2015. E l'hanno confrontato con indici finanziari, come l'S&P 500. Da qui la correlazione, definita "evidente", tra le fluttuazioni degli indici di borsa e il numero delle vittime della strada, per cui due giorni di chiusura negativa di Wall Street sono associati, come detto, a un incidente mortale in più sulle strade americane, rispetto ad una media di 37 al giorno.
A prova di scettico
Siete increduli? I ricercatori hanno effettuato vari test di falsificazione. Primo: guardando all'orario dei crash, si nota che la relazione con l'andamento dell'indice azionario c'è solo per gli incidenti che avvengono dopo l'apertura dei mercati. Secondo: le diverse tipologie di guidatori sono stati classificati per età, zona di residenza (utilizzata come indicatore di ricchezza) e modelli di auto coinvolte negli incidenti. Indicatori che permettono di stimare, in assenza dei dati diretti su patrimonio o investimenti finanziari, se la correlazione tra andamento borsistico e aumento degli incidenti vale solo per le persone che probabilmente hanno risorse da investire. Ed è così: negli incidenti sono coinvolti meno giovani, residenti in zone relativamente povere o proprietari di automobili poco costose.
Bolla di internet, ansie e incidenti stradali
Ciliegina sulla torta: la correlazione è più forte alla fine degli anni '90. La bolla di internet, l'ingresso massiccio di molte famiglie USA nel mercato azionario, improvvisamente accessibile anche grazie alla tecnologia protagonista del boom. Secondo Mirko Tonin, questo ha portato verso la borsa investitori meno esperti e con minori conoscenza finanziaria, particolarmente influenzabili dalle fluttuazioni giornaliere. Un analogo studio aveva dimostrato che in Grecia, tra il 2010 e il 2011, le ansie per l'economia nazionale si traducevano in un comportamento meno attento alla guida.