Zenith Service. IA e blockchain per le nuove opportunità di crescita

Zenith Service Blockchain e IA
Umberto Rasori, CEO di Zenith Service

Cloud, intelligenza artificiale e blockchain. Sono alcune delle tecnologie di frontiera su cui sta lavorando Zenith Service, master servicer di cartolarizzazioni di crediti in forte trasformazione.

«La nostra crescita – ci racconta Umberto Rasori, CEO di Zenith Service – ha ricevuto un grande impulso negli ultimi anni. Dapprima, nel 2017, con l’acquisizione del 100% delle azioni da parte di Arrow Global. E poi con l’acquisto di Arrow Global da parte del fondo di private equity TDR Capital.

Al 31 ottobre 2023 gestiamo 46 miliardi di euro, con 250 operazioni di cartolarizzazione e 230 società veicolo. Operazioni che coprono tutte le categorie di attivi, dai performing, tra cui mutui, prestiti personali, auto e non, fino ai crediti UTP e a non performing secured e unsecured».

Più opportunità, più complessità

L’ultimo anno ha aperto ulteriori fronti, con l’avvio del business UtP (già arrivato a 1 miliardo di euro) e le opportunità offerte dal Decreto Crescita nell’ambito della cartolarizzazione degli asset fisici (immobili).

«Non solo stanno crescendo gli ambiti in cui siamo operativi – conferma Rasori –, ma aumenta anche la complessità delle operazioni che gestiamo.

Guardiamo alla tecnologia, e all’intelligenza artificiale in particolare, per migliorare l’efficienza e spostare il ruolo dei colleghi verso funzioni di istruzione e controllo delle “macchine”».

La posta elettronica? La legge il bot

Una lunga serie di attività routinarie che possono beneficiare di un maggiore grado di automazione.

«Un primo esempio è la gestione delle email – illustra Rasori. Tutti riceviamo una quantità enorme di messaggi di posta elettronica. Che vanno letti, compresi e gestiti: abbiamo avviato un percorso che porterà l’IA a completare un primo screening delle email in arrivo, per realizzarne una sintesi e inoltrarle, se rilevanti, alle persone che devono occuparsene.

Parliamo di un carico importante di lavoro, per centinaia di email giornaliere».

L’IA per redigere contratti e bilanci

Si sta lavorando all’uso dell’IA anche per il supporto nella revisione dei contratti per le emissioni obbligazionarie e nella preparazione dei bilanci annuali delle società veicolo.

«Parliamo di carichi di lavoro in gran parte ripetitivi – prosegue Rasori –, in cui il tempo delle risorse può essere valorizzato, concentrandolo su attività a maggior valore aggiunto quali il controllo e la gestione degli aspetti non standard.

Gestiamo oltre 230 società veicolo di cartolarizzazione e per la stesura di bilanci e documenti connessi abbiamo già raggiunto un elevato livello di automazione. Che non si è tradotto in riduzione del personale, ma in valorizzazione delle competenze per supportare e controllare il lavoro dell’AI.

Il prossimo passo sarà accelerare le attività di marketing e di contatto, in cui l’operatività umana sarà coadiuvata dalle nuove tecnologie».

Prossimo fronte: la blockchain

Lo sguardo è quindi già rivolto al futuro. L’intelligenza artificiale generativa è la tecnologia del momento e le sue applicazioni si vedranno nei prossimi anni, una volta passato l’hype mediatico.

Oggi è soprattutto il pacchetto regolamentare europeo sulla finanza digitale ad aprire grandi prospettive, in particolare nell’ambito della blockchain.

«Non si tratta solo di adottare nuove tecnologie, ma anche di trasformare la cultura aziendale – osserva Rasori. Guardiamo alla blockchain/DLT, ad esempio, come una grande opportunità nel medio-lungo termine: ma per coglierla servono programmatori, sviluppatori e una trasformazione organizzativa importante.

Nel nostro Consiglio di Amministrazione è entrato di recente Davide Dattoli, fondatore di Talent Garden, proprio per supportare il processo di cambiamento nella cultura aziendale in direzione di una maggiore innovazione.

Penso ad esempio alla sfida dell’etica dell’intelligenza artificiale, su cui gli stessi governi si stanno interrogando: noi, al momento, abbiamo definito che sarà il top management a occuparsi delle indicazioni su come programmare l’IA, esclusivamente per azioni ben precise e definite».

I grandi player arrivano con regole chiare

La blockchain/DLT non è in realtà un tema nuovo per il mondo della gestione del credito, perché alcune fintech innovative operano in questo ambito già da anni.

«Ma ora, con la nuova normativa europea, si stanno muovendo i principali operatori di mercato. E la stessa Banca d’Italia sta approfondendo il tema con alcuni test.

Abbiamo recentemente portato la nostra infrastruttura in cloud e la presenza di diversi operatori consolidati ha sicuramente facilitato questa decisione: penso che anche per la blockchain/DLT la maggiore chiarezza a livello regolamentare, globale e locale – conclude Rasori –, porterà i grandi player a investire in questa tecnologia e ne faciliterà l’adozione».

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di dicembre 2023 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop

 

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