ViViBanca. Ecosistema di servizi, AI e partnership per il credito alle PMI

Ecosistema di servizi, AI e partnership per il credito alle PMI
Giovanni Maione, Responsabile Direzione Business di ViViBanca

Oltre 860 milioni di euro di credito a favore del sistema produttivo e più di 500 controparti servite. È il risultato di quasi due anni di attività nel mercato delle PMI di ViViBanca, a seguito dell’acquisizione del portafoglio imprese di Banca Popolare del Mediterraneo, con una offerta che non si limita al credito, ma che guarda anche ai servizi utili alle imprese in questo momento di turbolenze economiche e geopolitiche.

«L’operazione con BPMed ha ovviamente facilitato l’ampliamento della nostra offerta, arricchendola con prodotti dedicati alle PMI – racconta Giovanni Maione, Responsabile Direzione Business di ViViBanca. Tra il 2024 e il 2025, abbiamo acquisito crediti fiscali per 760 milioni di euro da oltre 300 imprese cedenti e, in parallelo, erogato nuovi finanziamenti alle PMI per più di 100 milioni di euro. Un risultato importante per una banca che fino al 2023 era nota quasi solo per la cessione del quinto».

Le novità del 2026

Per essere distintiva sul mercato, ViViBanca ha deciso di differenziarsi non solo per la tipologia di prodotto offerta, ma soprattutto per i servizi connessi.

«In questi primi mesi dell’anno, il focus si è spostato dai crediti fiscali, legati principalmente ai crediti da superbonus edilizio, al credito concesso direttamente alle imprese con prodotti altamente specializzati: mutui chirografari con garanzia MCC, prestiti di importo ridotto per professionisti, anticipo dei crediti IVA e Trade Export Finance con copertura SACE – spiega Maione. Il nostro obiettivo è quello di offrire ai nostri clienti un ecosistema completo, in cui affiancare soluzioni finanziarie che gli consentano di poter fronteggiare le sfide del mercato e cogliere opportunità strategiche nel momento in cui si presentano».

Come cambia la domanda delle imprese

A oggi, la domanda delle imprese clienti resta in sostanziale equilibrio tra le necessità di circolante e il ricorso agli investimenti. C’è chi deve proteggere la liquidità da dazi e incassi più lenti, e qui ViViBanca mette in campo anticipo fatture, anticipo dei crediti IVA e Trade Export Finance, che trasforma in liquidità immediata pro soluto le dilazioni concesse ai buyer esteri.

E c’è chi, invece, continua a investire in impianti, digitale ed efficienza energetica, con finanziamenti a medio-lungo termine assistiti dalle garanzie pubbliche.

Essere partner delle associazioni d’impresa

Garanzie, cartolarizzazioni e partnership sono le leve attraverso le quali la Banca non solo eroga credito, ma che le permettono di diventare un partner finanziario di chi ha la relazione diretta con l’impresa.

«Con questa logica, abbiamo siglato la convenzione con Confimprese Italia, che apre la nostra offerta a oltre 80mila associati – chiarisce Maione. La finanza strutturata è nel nostro DNA fin dalle cartolarizzazioni di crediti contro cessione del quinto e su quella esperienza abbiamo costruito un presidio che unisce strutturazione, execution, investimento e gestione del rischio, a servizio delle PMI. Lo conferma anche l’accordo con Finpromoter, intermediario promosso da Confcommercio: con una cartolarizzazione revolving di 24 mesi, investiremo fino a 100 milioni di euro, contribuendo a erogare finanziamenti chirografari a medio-lungo termine, assistiti dalla garanzia diretta del Fondo di Garanzia per le PMI».

L’intelligenza artificiale per l’onboarding dell’imprenditore

La tecnologia è al cuore del nuovo modello di offerta, grazie a una piattaforma sviluppata in-house che digitalizza l’onboarding delle imprese. L’imprenditore carica i documenti online e questi fanno il loro ingresso nel workflow di analisi del credito. Grazie alla integrazione con il CRM, il relationship manager segue ogni passaggio in tempo reale.

«In fase di valutazione interviene l’intelligenza artificiale, a supporto del credit scoring e della prevenzione delle frodi – aggiunge Maione. L’AI ha ridotto i tempi di lavorazione dell’istruttoria, storicamente la fase più onerosa, e ha elevato la qualità della analisi, perché fa emergere ex ante punti di forza e di debolezza di chi chiede credito».

La centralità della relazione sul territorio

Tutte le attività di routine, come il controllo documentale, la riconciliazione dei dati, e i primi riscontri sono gestiti dall’intelligenza artificiale, mentre il relationship manager può concentrarsi su quello che l’algoritmo non può fare: ovvero capire l’impresa, il mercato in cui opera e la persona che la guida.

«La fiducia tra banca e impresa si costruisce ancora guardandosi negli occhi, per questo continuiamo a presidiare il territorio con succursali e hub commerciali – sottolinea Maione. La decisione di credito resta sempre in capo alle persone: la tecnologia può segnalare e suggerire, ma è l’uomo che valuta e si assume la responsabilità della scelta».

La vera discontinuità sarà informativa

Grazie alla diffusione della tecnologia e, in particolare, dell’AI, le asimmetrie informative tra banca e impresa si appiattiranno sempre più. E il confronto si sposterà su un altro piano, cioè quello della qualità dei dati raccolti e forniti.

«Le imprese dovranno dotarsi di assetti organizzativi, amministrativi e contabili sempre più adeguati ma, soprattutto, banca e impresa dovranno parlare un linguaggio comune, fatto di numeri affidabili e tempestivi. Nel futuro – conclude Maione – vedremo prodotti più modulari, processi sempre più predittivi e una relazione meno episodica, in cui condividere con l’impresa gli indicatori che contano per migliorare il proprio merito creditizio. La banca del futuro non sarà quella che dice sì o no più in fretta, ma quella che aiuta l’impresa a meritarsi un sì».

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di ottobre 2026 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.

 

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