Quale contributo può dare l’industria della gestione del credito alla crescita del Paese? È il tema al centro dell’Annual Unirec 2026, che si tiene a Milano il 20 maggio. E affronterà una serie di questioni di grande importanza per lo sviluppo del settore.
Dalla recente apertura sui crediti erariali, in cui l’expertise degli operatori potrebbe consentire alle finanze pubbliche di recuperare risorse fondamentali, all’educazione finanziaria dei cittadini, passando per la capacità di fare della gestione del credito un servizio a valore aggiunto e non una commodity.
È proprio su questo punto che Cristian Bertilaccio, Presidente di Unirec, mette subito l’accento.
«Nel dibattito sul pricing dei servizi di recupero crediti è importante partire dalla distinzione tra commodity e servizio strategico – osserva. Una commodity è un bene o servizio standardizzato, con un elevato grado di uniformità tra operatori e da una competizione prevalentemente basata sul prezzo. La gestione e tutela del credito, al contrario, è un servizio complesso, professionale e organizzato, il cui valore non può essere ricondotto solo alla dimensione economica».
Il nodo della qualità
La qualità del servizio è fondamentale per ottenere buoni risultati. La seniority e l’inquadramento delle risorse, nonché la loro formazione, devono accompagnarsi a investimenti tecnologici (AI compresa) e a carichi di lavoro adeguati, se si vuole arrivare a un recupero efficace che preservi la relazione con il debitore.
«A questi aspetti si aggiunge la conformità normativa – spiega Bertilaccio. Gli investimenti in ambiti quali compliance, risk management, data protection, antiriciclaggio e cybersecurity costituiscono componenti strutturali del servizio, che garantiscono la piena aderenza al quadro regolamentare, la tutela dei dati, della reputazione degli operatori e dei committenti, nonché la sostenibilità dell’intero sistema. In questo contesto, gare basate sul massimo ribasso rischiano di non cogliere la natura del servizio, riflettendosi negativamente sulla qualità, gli investimenti e i risultati attesi».
Unirec, come associazione, ha adottato un approccio basato su standard qualitativi elevati e best practice condivise tra operatori e committenti. Con una particolare attenzione agli aspetti deontologici.
«Il Codice dell’Associazione impegna le imprese a operare in libera e corretta concorrenza – prosegue Bertilaccio – evitando offerte anomale, che non garantiscano adeguati livelli qualitativi. Si tratta di un principio di responsabilità che le imprese associate sono chiamate a rispettare, ma che richiede anche una piena condivisione da parte delle committenti».
Un impegno che non può limitarsi all’offerta, ma deve essere compreso e condiviso anche dalla domanda, cioè dalle committenti. «È importante che contribuiscano attivamente a tutelare il mercato – conferma Bertilaccio – adottando criteri di selezione che sappiano riconoscere la qualità e la sostenibilità delle offerte, evitando dinamiche che possano favorire pratiche non coerenti con standard adeguati. Il pricing dei servizi di recupero crediti dovrebbe pertanto essere valutato in una logica di valore complessivo, considerando efficacia, affidabilità e sostenibilità, così da garantire un equilibrio tra costi e qualità a beneficio del sistema».
La prevenzione al centro dell’educazione finanziaria
La gestione del credito riguarda anche un terzo soggetto, cioè il debitore. Il 2026 vedrà un ulteriore rafforzamento delle attività di educazione finanziaria, portate avanti sia da Unirec sia dal Forum Unirec – Consumatori.
«Negli scorsi anni – racconta Bertilaccio – il Forum ha già promosso molte iniziative, presentate nel mese dell’Educazione Finanziaria e validate dal Comitato Edufin. Nel 2023, ad esempio, ha lanciato il primo progetto digitale sul credito deteriorato, “Debiti sotto Controllo – Istruzioni per l’Uso”, un progetto di educazione finanziaria che si è concentrato sulla fase “patologica” del credito, dedicato all’educazione debitoria. Nei prossimi mesi le iniziative saranno dedicate alla fase di “prevenzione”. Posso anticipare che ci saranno programmi formativi e informativi destinati ai giovani, grazie alla collaborazione con istituzioni scolastiche e le associazioni dei consumatori. Avremo anche un focus sull’educazione femminile. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di una cultura finanziaria più solida e diffusa, capace di prevenire il sovraindebitamento e promuovere comportamenti economici consapevoli».
Il nuovo Consiglio di Unirec
Il mese di maggio porterà con sé un altro appuntamento importante per l’associazione: verrà eletto il nuovo Consiglio di Unirec, il primo dopo la revisione dell’assetto organizzativo, che ha cambiato la ponderazione dei voti in Assemblea, per rispecchiare l’evoluzione del mercato, e introdotto un direttivo composto da 8 membri e un Presidente.
«L’elevato numero di candidature al ruolo di Consigliere, mai registrato prima, è un segnale molto positivo – commenta Bertilaccio. Ritengo eprima la fiducia delle imprese associate nel ruolo centrale svolto da Unirec nella rappresentanza del settore. Questa elezione è un momento di continuità, ma anche di rinnovamento, in cui sarà importante valorizzare il lavoro svolto e, parallelamente, rafforzare la capacità dell’Associazione di rispondere in modo efficace alle nuove sfide del settore. Il nuovo Consiglio avrà l’opportunità di consolidare il percorso intrapreso, introducendo visioni e competenze volte a sostenere lo sviluppo futuro di Unirec».
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di aprile 2026 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.