Aumentare gli scambi commerciali e gli investimenti tra Europa e India. UniCredit e ICICI Bank, istituto bancario privato attivo in India, hanno siglato un protocollo d’intesa finalizzato a sostenere le opportunità di crescita per le imprese.
Il protocollo definisce un quadro di collaborazione tra le due banche per rafforzare il loro supporto alle multinazionali con attività e interessi economici nelle due aree geografiche.
L’accordo si rivolge alle aziende europee attive in India, in particolare quelle attive nei settori manifatturiero e dei servizi, con particolare riferimento ai Global Capability Centres, e comprende servizi di corporate e di retail banking, cambio valuta, gestione del capitale circolante, trade finance e supply chain finance.
L’accordo di libero scambio tra UE e India
La partnership si inserisce in un contesto di rafforzamento dei legami economici tra l'India e l'Unione Europea. Una volta ratificato e attuato, l'accordo di libero scambio tra UE e India coinvolgerebbe quasi due miliardi di persone e rappresenterebbe circa un quarto del PIL globale
L'Unione Europea rappresenta il principale investitore estero in India, con uno stock di investimenti diretti esteri pari a circa 133 miliardi di euro e oltre 6mila aziende europee operanti nel Paese.
Nel 2025, l'UE è stata il terzo partner commerciale dell'India, con oltre 118 miliardi di euro di beni e oltre 67 miliardi di servizi scambiati.
India, l'export italiano si concentra al Nord
Secondo i dati UniCredit 2025, gli scambi con l'India seguono due geometrie opposte: le importazioni sono distribuite lungo la Penisola, le esportazioni restano un fatto del Nord.
Il Sud importa dall'India quasi quanto il Nord-Ovest (972 milioni di euro contro 923), ma sull'export le distanze si dilatano: la sola Lombardia vale 2,1 miliardi, il 37% del totale nazionale. Centro-Nord e Nord-Est seguono con 1,7 miliardi (29%) e 1 miliardo (18%); a quel punto la curva si interrompe.
Il Centro si ferma al 3% dell'export nazionale, il Sud al 2% e la Sicilia allo 0,3%. Le regioni meridionali sono più consumatrici dei prodotti indiani anziché interlocutori commerciali: il Sud importa sette volte più di quanto esporta, la Sicilia quasi tre. La Lombardia, all'opposto, è in prossimità del pareggio, con 2,7 miliardi contro 2,1 miliardi.
«L'India rappresenta già un partner strategico per il commercio e gli investimenti di molti nostri clienti e prevediamo che questo rapporto diventerà ancora più significativo nei prossimi anni – commenta Francesca Nenci, Head of Group Trade and Correspondent Banking di UniCredit. Nel 2025, l'interscambio commerciale tra Italia e India ha raggiunto circa 15 miliardi di euro, mentre quello tra Germania e India ha superato i 46 miliardi di euro in beni e servizi, a testimonianza del valore strategico di questo asse economico per i mercati chiave di UniCredit. La partnership con ICICI Bank potenzia ulteriormente le capacità di UniCredit nel trade finance e ci permette di supportare al meglio le aziende europee in India grazie a una presenza locale ancora più qualificata, a una più approfondita conoscenza del mercato e a un'assistenza dedicata direttamente sul territorio».
Un portavoce di ICICI Bank ha commentato: «Tra le principali economie mondiali e una delle più dinamiche in termini di crescita, l'India rappresenta un'importante opportunità per le multinazionali europee che intendono sviluppare nel Paese i propri centri globali per le attività produttive e di servizi. La partnership tra ICICI Bank e UniCredit mette a sistema le rispettive competenze e soluzioni bancarie a supporto delle imprese attive nelle due aree geografiche. Grazie alla sua capillare presenza su tutto il territorio indiano, alle avanzate capacità digitali e a un'offerta completa di servizi bancari, ICICI Bank è nella posizione ideale per supportare i clienti di UniCredit nello sviluppo e nell'espansione delle loro attività in India. Allo stesso modo, la presenza paneuropea e le competenze di UniCredit ci consentiranno di accompagnare i nostri clienti corporate nelle loro esigenze bancarie in tutta Europa».