La transizione energetica non si ferma al fotovoltaico. Per le imprese significa anche ammodernare gli impianti, ridurre i consumi, migliorare l’efficienza e intervenire sui processi produttivi. E per le banche significa costruire strumenti di finanziamento capaci di accompagnare questi investimenti e misurarne i risultati.
«La transizione è un percorso centrale nelle strategie di crescita ed efficienza delle PMI italiane – racconta Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo. È prioritaria non solo per via della particolare fase geopolitica che stiamo vivendo, ma anche perché rappresenta una modalità per ridurre i costi, stabilizzare i cash flow aziendali, essere meno esposti alle oscillazioni dei prezzi dell’energia. In sintesi, un fattore cruciale di continuità aziendale».
Finanziare e misurare i risultati
Tra il 2025 e il primo semestre del 2026, la Banca ha erogato alle Piccole e Medie Imprese italiane circa 2,3 miliardi di finanziamenti collegati alla transizione energetica e la maggior parte delle erogazioni si è concentrata sui finanziamenti al fotovoltaico.
Accanto al finanziamento degli investimenti, diventa però importante misurarne i risultati. E verificare il raggiungimento degli obiettivi di transizione. Nei finanziamenti sustainability-linked, infatti, il costo del credito può essere legato al raggiungimento di KPI sulla riduzione delle emissioni o nel miglioramento dell’efficienza energetica.
«Grazie a un meccanismo di premialità, l’impresa ottiene una riduzione di prezzo, con uno sconto iniziale e uno ulteriore al raggiungimento degli obiettivi legati all’investimento – spiega Roscio. Il monitoraggio rimanda alla nota integrativa al bilancio dell’impresa, che dichiara gli obiettivi raggiunti. Se questi non vengono dichiarati, viene meno la premialità successiva all’investimento». Per supportare le PMI nella valutazione dei KPI e, più in generale, nelle scelte legate alla transizione energetica, la Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo si è inoltre dotata di un Desk Energy. Il team, composto da tecnici e ingegneri, affianca il gestore nella relazione con l’impresa nelle diverse fasi: dalla lettura delle normative di riferimento alla valutazione tecnica delle soluzioni adottate.

Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo
KPI personalizzati per le imprese
La grande varietà delle imprese richiede inoltre di rendere personalizzabili i KPI.
«Abbiamo ideato due tipologie di “sustainability linked loan” – premette Alessio Ancillao, Head of Green Desk Italy di BNL BNP Paribas. Il primo, standard, prevede la contrattualizzazione di due o più KPI, di cui almeno uno in ambito ambientale, che tengano conto del settore di appartenenza dell’impresa, della sua maturità sulle tematiche ESG, nonché degli obiettivi e delle sfide che sta affrontando. I KPI sono personalizzati dagli esperti ESG della banca, che analizzano la documentazione del cliente e definiscono gli obiettivi, sfidanti ma al contempo raggiungibili. Per le PMI che invece devono ancora iniziare un percorso strutturato, l’S-loan è semplificato: è prevista la contrattualizzazione di un solo KPI a scelta tra due predefiniti, ossia la traiettoria di riduzione dell’intensità di emissioni di GHG, oppure una traiettoria di miglioramento del rating ESG fornito da una agenzia di rating. Entrambi i prodotti, in linea con i principi internazionali della finanza sostenibile, sono caratterizzati da un meccanismo di bonus/malus che impone la verifica annuale del raggiungimento o meno degli obiettivi sulla base della documentazione raccolta e fornita dal cliente».

Alessio Ancillao, Head of Green Desk Italy di BNL BNP Paribas
Gli impianti al centro degli investimenti
A guidare l’individuazione degli obiettivi e la costruzione della traiettoria di miglioramento è il Green Desk, una struttura interna alla divisione business composta da 30 esperti tra territorio e Direzione generale. Il team affianca PMI e Mid Corporate, imprese e aziende agricole nel percorso di transizione energetica, con un’offerta finanziaria dedicata e consulenze tecnico-specialistiche.
Gli ambiti di advisory riguardano gli incentivi pubblici per la decarbonizzazione, l’ottimizzazione e stabilizzazione dei costi energetici, l’adeguamento alla normativa europea e la riduzione dei rischi regolatori, oltre all’allineamento alle politiche di investitori e filiere. Con l’obiettivo primario di rispondere alla crescente necessità da parte delle imprese di ammodernare i loro impianti.
«Dal 2025 a oggi, BNL BNP Paribas ha erogato 619 milioni di finanziamenti a Medio-Lungo Termine classificabili come green al segmento delle PMI. Di questi, 310 milioni sono riferiti al 2025 e 309 ai primi otto mesi dell’anno in corso. Analizzando proprio questi ultimi mesi – precisa Ancillao –, possiamo affermare che la gran parte delle richieste, il 70% pari a 216 milioni di euro, è finalizzata all’avvio di iniziative di transizione legate all’ammodernamento degli impianti e al miglioramento del profilo ESG. Il 14%, pari a 45 milioni di euro, è destinato alla realizzazione di impianti fotovoltaici e ad attività di revamping, mentre il 13%, 41 milioni, agli impianti di biogas e biometano. Il restante 3%, infine, agli impianti eolici».
La rete territoriale vicina alle imprese
La domanda delle imprese evidenzia quindi una forte attenzione agli interventi sugli impianti, con il fotovoltaico che conquista un ruolo di primo piano anche guardando ai dati del Gruppo BCC Iccrea. Nel 2025 sono stati erogati 603,7 milioni di euro attraverso 2.899 finanziamenti con finalità ambientale.
Il fotovoltaico rappresenta appunto la quota maggiore, con 244,6 milioni di euro, seguito dai 93,5 milioni destinati a impianti di biogas e biometano e dai 66,1 milioni per interventi di efficienza energetica delle imprese.
«Il Gruppo BCC Iccrea affianca le imprese attraverso un modello che combina la prossimità territoriale delle 111 BCC del Gruppo con competenze specialistiche sviluppate a livello delle strutture centrali – dichiara Carlo Napoleoni, Responsabile Divisione Impresa del Gruppo BCC Iccrea. Le BCC conoscono le imprese e i contesti economici locali, individuano le opportunità di investimento e accompagnano i clienti nelle fasi preliminari. Partecipano anche ai finanziamenti in pool con la Capogruppo, così da estendere gli strumenti di finanza strutturata alle PMI e non solo agli operatori large corporate. Al loro fianco, è attiva l’Unità Project Finance del Gruppo, con professionisti specializzati nella strutturazione delle operazioni, nell’analisi dei rischi e nella gestione dei processi di due diligence, che collaborano con le altre strutture specialistiche del Gruppo attive nel campo delle agevolazioni, della finanza d’impresa e dei finanziamenti assistiti da provvista dedicata».

Carlo Napoleoni, Responsabile Divisione Impresa del Gruppo BCC Iccrea
Il monitoraggio degli investimenti
Una volta erogata la linea di credito, hanno inizio le verifiche delle performance economico-finanziarie dell’operazione. Vengono analizzati periodicamente l’avanzamento dei lavori, la produzione energetica, il rispetto degli obblighi contrattuali e l’effettiva realizzazione degli interventi previsti.
«Le verifiche sono svolte sia attraverso i report forniti periodicamente dalle imprese sia mediante controlli tecnici indipendenti effettuati da consulenti specializzati – chiarisce Napoleoni. Una volta entrato in esercizio l’impianto finanziato, è prevista una riduzione del margine d’interesse legata alla progressiva riduzione del rapporto tra debito ed Ebitda della società. Le modalità di monitoraggio e le condizioni del finanziamento vengono inoltre adattate alle caratteristiche del settore, in particolare per supportare filiere rilevanti per il sistema produttivo italiano, come l’agroalimentare, dove sostenibilità ambientale, innovazione e competitività sono sempre più strettamente integrate».
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di settembre 2026 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.