Nell’ambito della missione del PNRR dedicata alla rivoluzione verde e alla transizione ecologica sono stati riservati fondi per lo sviluppo di un trasporto locale a basse emissioni (8,58 miliardi di euro), per il raggiungimento di obiettivi dedicati al rinnovamento delle flotte bus e treni verdi (3,64 miliardi di euro), per lo sviluppo del trasporto rapido di massa (3,6 miliardi di euro), per l’installazione di infrastrutture di ricarica elettrica (740 milioni di euro) e per la mobilità ciclistica (600 milioni di euro).
CRIF ha analizzato oltre 5,2 milioni di imprese attive sul territorio italiano applicando la suite di indicatori PNRR-Index di nuova generazione che valuta l’eleggibilità delle imprese. In questo ambito di investimenti sono state considerate pienamente in linea le imprese strutturate e avanzate da un punto di vista innovativo e quelle identificate automaticamente mediante web scraping, ovvero attraverso algoritmi automatici di ricerca di parole chiave riferite ai singoli investimenti, riportate nei siti web delle aziende. Trattandosi principalmente di interventi dedicati alla Pubblica Amministrazione, l’utilizzo del PNRR-Index ha consentito l’individuazione delle imprese che, concorrendo alla realizzazione di questi progetti, possono ottenere benefici come appaltatori pubblici. Unica eccezione è rappresentata dall’iniziativa rivolta all’installazione di infrastrutture di ricarica elettrica, in quanto rivolta direttamente alle PMI.

Gli investimenti e le imprese pienamente eleggibili
Relativamente all’investimento “Rinnovo flotte bus e treni verdi” sono state premiate le PMI in possesso dell’attestazione SOA, e quindi che avessero già lavorato con la Pubblica Amministrazione in passato, con un fatturato maggiore di 10 milioni di euro (in virtù delle fattispecie di progetti da realizzare) e quelle con sede in province con una concentrazione maggiore di agenti inquinanti nell’aria. Le imprese pienamente in linea con il PNRR sono ubicate prevalentemente al Nord e nell’84,68% dei casi si tratta di PMI. Nello specifico, sono 2.379 le imprese pienamente eleggibili appartenenti al settore della fabbricazione di autoveicoli. Le regioni maggiormente rappresentate sono Piemonte (con il 19,7% del totale), Lombardia (18,7%), Veneto (13,6%) ed Emilia-Romagna (12,4%).
Riguardo l’area “Sviluppo del trasporto rapido di massa” sul territorio italiano sono 9.936 le imprese pienamente eleggibili; la concentrazione è maggiore in Lombardia (25,9% del totale), Piemonte (12,7%), Veneto (12,4%) ed Emilia-Romagna (11,4%). Il 60,9% delle stesse appartiene al settore che comprende la riparazione meccanica di autoveicoli (39,2%) e la fabbricazione di veicoli (21,7%). Per quanto riguarda il numero di dipendenti si nota una distribuzione omogenea tra le varie classi (piccole-medie dimensioni); è comunque presente una quota rilevante di realtà con più di 72 dipendenti (16,2%). Circa l’affidabilità creditizia, il rischio minimo varia in modo considerevole tra le imprese eleggibili (25,3%) e quelle pienamente eleggibili (48,3%).
Riguardo l’investimento “Installazione di infrastrutture di ricarica elettrica” su 15.283 imprese eleggibili, 1.625 sono pienamente in linea. Tra le regioni maggiormente rappresentate spiccano Lombardia (21,5%), Campania (11,7%) e Lazio (11,6%). Il 78% delle medesime imprese appartiene al settore dell’installazione di impianti elettrici, con la quasi totalità dei casi riconducibili a PMI. L’affidabilità di pagamento varia notevolmente tra il totale delle imprese eleggibili e quelle pienamente in linea; nello specifico, il 33,6% di queste ultime appartiene alla fascia di rischio basso contro il 9,7% delle imprese eleggibili.
Per concludere, sul rafforzamento della mobilità ciclistica, 3.563 imprese operanti nel settore dell’ingegneria civile sono pienamente in linea con il PNRR. La maggior concentrazione di imprese pienamente eleggibili si registra in Campania (11,7%), Lombardia (10,7%) e Lazio (9,7%), seguite da Sicilia (9,0%) e Puglia (7,7%). Tale distribuzione risulta peraltro favorevole per raggiungere l’obiettivo di destinare il 50% delle risorse dell’investimento PNRR al Sud.
Il ruolo dei player finanziari
Per la messa a terra operativa degli obiettivi del PNRR i player finanziari saranno chiamati a dare un forte contributo. Da un lato, candidandosi a “canalizzare”, anche anticipando, i fondi del Piano attraverso lo sviluppo di prodotti di finanza verde ad hoc e la promozione di “green journey” a supporto delle aziende. Dall’altro, assumendo un ruolo di informazione e advisory sulle opportunità e gli strumenti di finanza agevolata del Piano, fornendo alle imprese servizi di consulenza per l’ottenimento di questi fondi nel percorso di transizione. Senza dimenticare, come sempre accade, che al centro del business del credito vi è la conoscenza e la disponibilità di informazioni: affrontare il tema della sostenibilità con lungimiranza strategica significa innanzitutto conoscere in maniera approfondita le caratteristiche e il profilo ESG e di rischio di clienti e prospect.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di novembre 2022 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.