Investimenti e sostenibilità: il settore idrico può assorbire 5,2 miliardi di indebitamento

settore idrico previsioni crif

Il Green Deal e l’Action Plan UE hanno posto le basi per convogliare le risorse finanziarie disponibili verso investimenti e attività sostenibili. Affinché la transizione ecologica si compia gli investimenti dovranno sostenere la decarbonizzazione, la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico, la tutela della risorsa idrica, la promozione di riciclo e del riuso, la prevenzione dell’inquinamento, la protezione degli ecosistemi acquatici e della biodiversità. Lo scorso 10 marzo è entrato in vigore il Regolamento UE 2019/2088 relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR), che impegna gli operatori a valorizzare gli impatti sulla società civile e sull’ambiente dei prodotti finanziari: nei portafogli entreranno dunque soggetti e iniziative che realizzano vantaggi ambientali, sociali e di governance misurabili.

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Un percorso nel quale gli operatori del servizio idrico divengono i protagonisti, chiamati a integrare la pianificazione di sostenibilità nei piani industriali, acquisire un rating ESG e incorporare nei processi aziendali i dettati della nuova Tassonomia per le attività finanziarie UE. In questo scenario, l’intero settore sta vivendo un costante processo di consolidamento, con il rafforzamento dei gestori unici, e di sviluppo industriale che richiede non solo il raggiungimento di una massa critica minima in termini di bacino servito, ma soprattutto una adeguata capacità patrimoniale, finanziaria e organizzativa. In un quadro gestionale ancora frammentato, CRIF Ratings, e il Laboratorio REF Ricerche hanno sviluppato un’analisi delle performance dei primi 100 operatori industriali del Paese sulla base dei principali indicatori economico-finanziari, che ha portato alla classificazione in 5 cluster di gestioni.  

Accesso al credito: attivabili oltre 5 miliardi di prestiti

Negli ultimi anni sono cresciuti i finanziamenti per gli investimenti nel servizio idrico da parte di istituti bancari nazionali, europei e le provviste operate direttamente sul mercato dei capitali. Un aumento sorretto dalla crescente stabilità regolatoria introdotta da ARERA, che ha reso bancabili i finanziamenti, e dalla pianificazione degli investimenti nel quadriennio 2020-2023 anche in ambito ESG. Sulla base degli indicatori finanziari delle prime 100 gestioni industriali del Paese, CRIF Ratings e REF Ricerche hanno quantificato in 5,2 miliardi di euro il potenziale di indebitamento attivabile, coerente con il mantenimento dell’equilibrio economico-finanziario.

Tale potenziale è attivabile da 87 delle 100 gestioni considerate. Nello specifico, considerando i potenziali finanziamenti attivabili, le operazioni con taglio superiore ai 50 milioni di euro scendono di 1 unità rispetto al 2018. Le possibili operazioni di taglio superiore ai 100 milioni di euro rimangono stabili a 10, ma perdono un controvalore di circa 200 milioni di euro attestandosi ad un monte di 3 miliardi di euro (per una media di 300 milioni ciascuna). Le possibili operazioni tra 50 e 100 milioni scendono di un’unità, da 16 a 15, permettendo di attivare 1 miliardo di euro di finanziamenti, circa 50 milioni in meno rispetto al 2018. Sono invece cresciute le possibili operazioni tra 20 e 50 milioni di euro, passate da 20 a 26, e tra 5 e 20 milioni di euro, passate da 22 a 24. Infine, i possibili finanziamenti sotto i 5 milioni di euro calano da 15 nel 2018 a 12 nel 2019.

 

L’IMPATTO DELLA PANDEMIA SULLE AZIENDE DEL SETTORE IDRICO

La pandemia ha impattato in modo significativo sui flussi di cassa, penalizzando in particolare fatturato e margine operativo. Al tempo stesso, la gestione del capitale circolante non consente ampi margini di manovra a causa dei probabili assorbimenti di cassa in esito all’allungamento dei tempi di incasso dei crediti commerciali. In generale, la principale leva di azione per massimizzare la capacità di generazione di cassa nel breve termine rimane legata al contenimento degli investimenti e a una gestione oculata dei dividendi.

Secondo CRIF Ratings l’area di operatività del Servizio Idrico Integrato (SII) subirà un impatto solo marginale a causa dell’emergenza trattandosi di un settore regolato. Infatti, grazie a meccanismi tariffari certi e trasparenti, basati sul principio del “full cost recovery”, anche l’eventuale riduzione dei volumi di acqua erogata potranno essere mitigati attraverso dei conguagli. In aggiunta ARERA, l’Authority di settore, ha adottato misure tese a rinforzare l’equilibrio economico dei gestori, introducendo voci di conguaglio inerenti.

Se dal punto di vista economico non si riscontrano forti discontinuità, le misure di sospensione/dilazione della bollettazione espongono i gestori a possibili tensioni finanziarie al momento dell’incasso, per via delle azioni di recupero dei crediti che dovranno con ogni probabilità essere esperite.

Lato investimenti, invece, seppur il SII sia considerato un settore di pubblica utilità, il livello programmato potrebbe subire ritardi dovuti al rallentamento dei cantieri di realizzazione.

Sebbene il quadro d’insieme non risulti confortante, secondo l’indicatore di rischiosità di CRIF Ratings il SII risulta essere il settore meno impattato tra le utilities e altamente resiliente malgrado eventuali impatti negativi su valore della produzione ed EBITDA.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di giugno 2021 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop

 

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