Investire in digitalizzazione, innovazione e transizione energetica. È la ricetta per la resilienza agli shock e alle incertezze dello scenario macroeconomico, secondo il Rapporto Export 2023 di SACE “Il futuro è adesso. Insieme”.
La fotografia delle imprese, e delle loro esportazioni, che ne emerge è strettamente legata a un 2023 di incremento debole, ma comunque di crescita.
Con aspettative elevate per un 2024 in cui il PIL globale dovrebbe segnare un +2,5%, trainando il commercio internazionale di beni.
Un nuovo assetto per le supply chain mondiali
In questo biennio dovrebbe completarsi anche una sorta di “ri-globalizzazione”: dopo il doppio colpo consecutivo subito dalle supply chain globali, cioè la pandemia di Covid-19 e il conflitto russo-ucraino, le catene globali del valore dovrebbero trovare un nuovo assetto, all’insegna della diversificazione tanto dei fornitori quanto dei mercati di sbocco.
Ridurre la dipendenza da specifiche aree sembra essere uno dei mantra del nuovo scenario.
Oltre 660 miliardi di export
Le esportazioni si confermano, d’altronde, un driver fondamentale per le imprese italiane.
Nel 2022, l’export ha registrato un +20% che non deve ingannare, perché il dato è pesantemente influenzato dalla componente prezzi.
Per il 2023 si prevede comunque un incremento del 6,8%, con il superamento dei 660 miliardi di euro annui di valore.
E anche per il 2024 e per il 2025 le previsioni sono positive: +4,6% e +3,8%.
E la quota italiana di mercato a livello mondiale potrebbe crescere rispetto al 2,6% del 2023.

Segno più anche per i servizi
Previsioni al rialzo anche per l’export di servizi.
Superati i livelli pre-pandemia nel 2022, dovrebbe confermarsi con un +7% nel 2023, per poi stabilizzarsi intorno ai 140 miliardi di euro, soprattutto grazie al contributo del turismo.
Dove esportiamo?
I mercati di riferimento delle nostre imprese restano Germania, USA, Francia e Cina; ma stanno emergendo i Paesi del Golfo, India, Thailandia, Vietnam, Messico, Brasile e Croazia.
La piena uscita della Cina dalle misure anti-pandemia fa ben sperare per una crescita a doppia cifra dell’export nostrano verso il dragone, stimata al 17% per il 2023, ma anche per l’effetto di stimolo sui Paesi che rientrano nelle sue catene di approvvigionamento.
Anche l’India trainerà i mercati limitrofi, oltre a vedere una crescita del 10,3% dell’export italiano.
L’opportunità della Transizione Green
Il Rapporto Export ha anche stimato il contributo alle esportazioni dei cosiddetti “beni ambientali”, tutti quelli connessi alla transizione green: convertitori catalici, biocarburanti, batterie per auto elettriche e così via.
Un comparto che è cresciuto con un CAGR del 7,6% negli ultimi 20 anni ed è arrivato a superare i 1.750 miliardi di dollari.
A livello UE, l’Italia è al secondo posto per export, con 60 miliardi di dollari di esportazioni nel 2021, pari al 3,4% degli scambi mondiali.
Il nostro Paese va forte nella meccanica strumentale e negli apparecchi elettrici.
Le previsioni sono di una crescita importante: +9,3% quest’anno, +9,7% nel 2024, +14% nel biennio 2025-2026.
L’impatto delle nuove tecnologie
Le imprese italiane sono inoltre impegnate in una serie di investimenti nel digitale, anche a supporto dell’export.
L’intelligenza artificiale inizia a essere presente tra le aziende con maggiore propensione al commercio, da cui risulta un miglioramento dei modelli di business e una certa capacità di supportare la proiezione all’export.
L’AI, in particolare, accresce la produttività delle imprese, migliorando la gestione delle catene del valore e abbassando i costi commerciali.
Doppio trend: sostenibilità e digitale
I dati del Centro Studi Tagliacarne-Unioncamere confermano una correlazione tra investimenti tecnologici ed export: le imprese che hanno indirizzato risorse alla cosiddetta industria 4.0 hanno una probabilità di esportare del 14,5%, contro il 5,2% del resto del campione.
La possibilità di fare leva sull’intelligenza artificiale per migliorare i processi, con un impatto positivo su produttività e costi, e analizzare le opportunità sui mercati, potrebbe accelerare ulteriormente la capacità di esportazione delle imprese più innovative.
A conferma del doppio trend di sviluppo per i prossimi anni: sostenibilità e digitale.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di luglio/agosto 2023 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.