CRIF. Tra vecchi e nuovi rischi, il clima metterà alla prova un’azienda su tre

rischio climatico

Cambia il clima, cambiano i rischi. CRIF e RED hanno promosso uno studio analitico a supporto delle compagnie assicurative per definire e misurare i rischi fisici, tenendo in considerazione i potenziali impatti del cambiamento climatico.

Il risultato è che in Italia una impresa su tre è esposta a potenziali perdite economiche proprio a causa di fenomeni naturali: a rischio circa l’1% del fatturato all’anno.

Misurare le conseguenze del rischio climatico

Lo studio stima infatti la probabilità che si verifichino perdite economiche legate a vari aspetti: costi di riparazione a seguito di danni, mancati introiti o costi da interruzione di servizio, innescate naturalmente da fenomeni naturali.

Andando ad analizzare 17 rischi climatici, che rispecchiano quelli presenti nel regolamento delegato UE 2021/2139 del 4 giugno 2021, ai quali si aggiunge la valutazione della rischiosità legata al terremoto, vista la sua significativa rilevanza sul territorio italiano e non solo.

«Si stima che nel 2021 i disastri naturali abbiano causato più di 10mila morti e 250 miliardi di dollari di danni economici in tutto il mondo. In Italia, sebbene la numerosità e sinistrosità degli eventi meteorologici catastrofali sia in crescita, la penetrazione delle polizze a garanzia contro perdite innescate da eventi climatici rimane marginale. Secondo dati ANIA, le coperture assicurative per gli eventi catastrofali sono ancora scarsamente diffuse – commenta Giuseppe Dosi, Head of Insurance di CRIF. E se tradizionalmente l’Italia sconta un protection gap rispetto ai principali Paesi europei, la carenza di protezione assicurativa nei confronti di eventi catastrofali sembra dovuta anche ad alcuni fattori strutturali».

Sguardo sui prossimi trent’anni

Lo sguardo di CRIF-RED segue un orizzonte lontano, fino al 2050, e individua, rischio per rischio, le zone d’Italia più esposte. Sono 10 le province più soggette alle frane, alle inondazioni e alle forti precipitazioni. I dati non sono però uniformi in tutto il territorio italiano.

Rischio per rischio, provincia per provincia

Il rischio frane, ad esempio, è più alto per le province ubicate in zone montuose, in particolare nelle Alpi: Aosta, Sondrio, Trento e Belluno presentano più del 40% delle loro aziende esposte a un rischio alto.

Il rischio inondazione è elevato nelle province della bassa valle del Po (Rovigo e Ferrara), in zone costiere a scarsa elevazione (Gorizia) e in zone caratterizzate da piogge torrenziali e inondazioni improvvise (Genova e Catania).

Infine, in termini di forti precipitazioni, la provincia più esposta è quella del Verbano-Cusio-Ossola, che presenta sia rischio di forti nevicate sia di grandine, seguita da Lecce e Siracusa, dove il regime di precipitazioni è particolarmente intenso e sono frequenti anche le grandinate.

Attenzione ai fenomeni secondari

Altri fenomeni naturali, oggi considerati secondari in termini di impatto economico, come ondate di calore e stress idrico vanno poi tenuti in considerazione.

Il rischio da ondate di calore, data la forte influenza del riscaldamento globale su questo fenomeno, risulta più omogeneo tra i territori, pur interessando maggiormente le province nel Sud Italia e quelle della valle del Po.

I settori più esposti

Agricoltura, Commercio e Logistica sono i settori maggiormente colpiti nel contesto prospettico.

A contare il minor numero di aziende esposte ad almeno un rischio alto è il settore dei servizi, grazie alla elevata resilienza ai rischi considerati: tuttavia, la percentuale di imprese a rischio alto sul almeno un pericolo supera il 25%. Nessuno, quindi, è veramente indenne.

Nel 2050 perdite oltre l’8%

Ma qual è l’impatto economico di questi rischi fisici? CRIF-RED hanno calcolato che la perdita media annua attesa, per via di inondazioni, terremoti, frane e vento estremo, sia pari a circa lo 0,65% del fatturato odierno delle aziende. Ma nel 2050, per effetto del cambiamento climatico, le perdite cresceranno di circa l’8%.

Per il calcolo delle perdite CRIF-RED ha utilizzato la suite “Climate Risk Analytics Suite”, riconosciuta da Banca d’Italia e dall’Innovation Hub della Banca dei Regolamenti Internazionali.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di novembre 2022 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop

 

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