CRIF, RED e QBE Italia. I rischi climatici e l’impatto sul conto economico delle imprese

Next level for Insurance SME segment: climate change & physical risks

In Italia, un’impresa su tre è esposta a perdite economiche significative a causa di fenomeni naturali connessi al cambiamento climatico.

È questo il dato allarmante emerso da uno studio redatto da di CRIF, RED Risk e QBE Italia realizzato con il patrocinio di IIA e presentato durante l’evento “Next level for Insurance SME segment: climate change & physical risks”.

In crescita le perdite, agricoltura e logistica i settori più colpiti

Secondo il report, il cambiamento climatico e i fenomeni naturali a esso connessi hanno causato e continuano a causare forti impatti sui cittadini, sulle imprese, e sull’economia in generale.

Nel dettaglio lo studio ha fatto emergere come in Italia, una azienda su tre è esposta a potenziali perdite economiche a causa di fenomeni naturali, mentre le perdite cresceranno di circa l’8% entro il 2050.

Tra le aree più esposte si trovano il Mezzogiorno e le isole, mentre agricoltura e logistica i settori maggiormente colpiti.

Dati non rassicuranti quindi. La rischiosità e l’impatto economico dei fenomeni naturali è aggravato dal fatto che l’Italia, rispetto alla media dei principali Paesi europei, è fortemente sotto assicurata.

Ad esempio secondo gli ultimi dati ANIA, solo il 5% delle abitazioni risulta assicurato per gli eventi catastrofali, ha evidenziato il report.

Quali le soluzioni?

Partendo quindi dal contesto attuale di diffusa sottoassicurazione, i player assicurativi sono chiamati a far evolvere la loro offerta in ambito property, business interruption e liability, sviluppando proposte di protezione innovative.

Sempre secondo le stime di IIA, nei prossimi anni i big player del mercato assicurativo europeo dovranno investire almeno 400 milioni di euro per sviluppare nuove tecnologie in ambito Space Innovation, Intelligenza Artificiale e Big Data che aiuteranno a mappare rischi legati a disastri ambientali e stipulare servizi e polizze adeguati.

Fondamentale avviare partnership con realtà innovative

«Il futuro vantaggio competitivo per le compagnie assicurative, con benefici per tutto il sistema e la collettività degli assicurati, è strettamente legato alla possibilità di disporre di strumenti evoluti di valutazione dei rischi fisici per migliorare il pricing e l’underwriting sul business Danni, per quanto riguarda il segmento aziende, gli immobili residenziali e i veicoli», ha evidenziato Filippo Sirotti Senior Director - Offering Development Insurance Market, CRIF.

«Grazie all'innovazione possiamo realizzare prodotti assicurativi parametrici basati su dati meteorologici provenienti da satelliti, che consentono una gestione del rischio più mirata. Per i player assicurativi è fondamentale avviare partnership con realtà innovative che stanno sviluppando queste tecnologie», ha aggiunto Gerardo Di Francesco, Founder & General Secretary – Italian Insurtech Association.

«I dati ci dicono che, rispetto alle grandi aziende, le piccole e medie realtà imprenditoriali sono meno attrezzate per quanto riguarda la percezione del rischio determinato da fenomeni naturali legati al clima. Lo stesso vale per il rischio abitativo, quello più esposto e sotto assicurato. Il risultato è che solo una piccola parte dei danni da calamità naturali vengono trasferiti all’industria assicurativa. La maggior parte rimane a carico dell’intervento pubblico», ha infine sottolineato Alessandro Viterbori, Commercial Combined Portfolio Manager, QBE Italia.

 

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