Con il ritorno alla normalità, verranno meno le misure straordinarie per il credito messe in campo dai Governi. E si tornerà a parlare di Basilea IV, che dal 2023 dovrebbe imporre requisiti patrimoniali più stringenti alla banca.
In una nota diffusa alla stampa, modefinance sottolinea che nei prossimi anni «sarà sempre più importante per le istituzioni finanziarie avere a disposizione strumenti in grado di definire il merito di credito delle imprese. Parametro in base a cui le banche devono calcolare le riserve prudenziali».
Questo strumento è il rating ECAI, cioè un giudizio unsolicited, non richiesto dall’impresa che viene giudicata, e regolamentato. Può essere uno strumento efficiente ed efficace per le banche che non hanno sviluppato un rating interno. Oppure che non vogliono affidarsi esclusivamente a questo.
ECAI è acronimo di Esternal Credit Assessment Institution. E il mercato dei Rating ECAI, scrive modefinance, si amplierà molto nei prossimi 3 o 5 anni. Perché con Basilea IV arrivano requisiti patrimoniali più aspri per le banche che assottigliano le riserve di capitali basando le valutazioni solo sui rating interni. Basilea IV «imporrà il raffronto con i requisiti risultanti dal metodo standardizzato per il computo del patrimonio di vigilanza. Ciascuna banca potrà scegliere una o più agenzie di rating esterne, a propria discrezione, dalle quali attingere queste valutazioni di rating».
Una valutazione ECAI deve rispettare una serie di requisiti, tra cui ovviamente oggettività e indipendenza, ma anche l’utilizzo di metodologie rigorose, sistematiche, continuative e soggette a convalida sulla base dell’esperienza storica. E, quindi, che cosa cambia tra un’agenzia di rating tradizionale e un rating ECAI?
Rating CRA versus rating ECAI: quali differenze
Dal punto di vista delle metodologie, non ci sono differenze. Una ECAI è anche un’agenzia di rating CRA (Credit Risk Assessment). Ma in altri aspetti, CRA ed ECAI non sono affatto la stessa cosa:
- modalità di fruizione: i rating ECAI sono “non solicited”, non richiesti dalle imprese. L’agenzia di rating, quindi, non interagisce con l’azienda valutata e non riceve da essa informazioni riservate. Le banche hanno accesso ai rating calcolati dall’ECAI su abbonamento;
- gli ECAI presentano una valutazione che non analizza le informazioni proprietarie dell’ente oggetto della valutazione stessa (non si chiedono all’impresa info private/proprietarie);
- quando una banca ha bisogno di avere il rating ECAI di un’impresa, questa impresa riceverà comunicazione anticipata del fatto di essere stata sottoposta ad analisi direttamente dall’agenzia. Avrà diritto a prendere visione del rating e di poter correggere eventuali errori materiali. Ma non saprà quale banca ne ha richiesto il rating.
Modefinance si candida ovviamente a intercettare le opportunità della crescita dei rating ECAI nei prossimi anni, con un approccio tipicamente Fintech che fa leva su rapidità e rispetto degli standard, grazie all’utilizzo di tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale. E di un modelo di pricing basato su una fee variabile.