Rapporto Unirec: così sta cambiando la gestione del credito

Rapporto Unirec: così sta cambiando la gestione del credito
Marcello Grimaldi, Presidente di Unirec

Ricavi, affidamenti e risorse umane in crescita. Ma a fronte di una trasformazione legata al ridimensionamento dei flussi di nuovi NPL dal settore bancario e finanziario, da un lato, e alla forte pressione normativa, dall’altro.

La fotografia dell’industria italiana della tutela del credito, che emerge dalla XV edizione del Rapporto Unirec (realizzato in collaborazione con Nomisma) è particolarmente interessante. Ed evidenzia trend che riguardano l’associazione stessa.

I fenomeni nascosti

Il 2024 ha portato a una crescita del 5% dei ricavi, arrivati a 2.559 milioni di euro. L’attività core delle aziende, il recupero crediti, genera il 94% del fatturato delle associate. Ma, come spesso accade coi dati di sintesi, nasconde diversi fenomeni interessanti.

rapporto unirec 2025 cosi sta cambiando la gestione del credito

«C’è un calo evidente dei flussi di non performing loans – spiega Marcello Grimaldi, Presidente di Unirec – e questa è una buona notizia, a livello di sistema paese. Le banche si sono adeguate alle nuove regole europee, ad esempio quelle sul calendar provisioning, e le imprese della tutela del credito, grazie alle cartolarizzazioni, hanno contribuito a gestire questo passaggio. Il ruolo che abbiamo giocato a livello sistemico ha portato all’ipotesi, certamente interessante, di utilizzare le stesse modalità anche per i 1.300 miliardi di crediti erariali ancora in sospeso».

300 miliardi ancora da gestire

Il rapporto con i settori bancario e finanziario resta, comunque, assolutamente privilegiato, visto che nel Conto Terzi Cessionario rappresentano rispettivamente il 61% e il 33% degli importi, mentre nel Conto Terzi Originator, complessivamente, l’80%.

«I nuovi flussi degli originator sono in calo – conferma Grimaldi – ma c’è uno stock importante, di circa 300 miliardi, ancora da gestire. E che è il protagonista del mercato secondario: questi NPL non sono più nei conti delle banche, ma sono ora in mano agli investitori. Questa trasformazione ha attirato sensibilità del Legislatore comunitario, che tramite la Secondary Market Directive ha stimolato ulteriormente il mercato secondario degli NPE. Il nuovo quadro normativo, per quanto sfidante, facilita l’evoluzione e apre opportunità anche per gli Stage 2».

Il doppio trend

Un ulteriore effetto del nuovo contesto di mercato e della regolamentazione è il “doppio trend” in corso da qualche anno: da un lato, operazioni di fusione tra player generalisti, alla ricerca di economie di scala; dall’altro, aziende medio-piccole scelgono di dotarsi di competenze specialistiche, ritagliandosi nicchie specifiche di mercato. Ed ecco che nel 2024 il 74% del fatturato è stato generato dal 14% delle associate Unirec.

«Le complessità normative e di compliance sono a tutto tondo – osserva Grimaldi – perché banche e intermediari finanziari sono chiamati a crescenti requisiti di compliance che riguardano anche i fornitori. Credo che il mercato si stia riorganizzando con realtà che offrono una gestione più massiva e generalista, dotate anche di strutture articolate in termini di compliance e organizzazione. Ma anche con un microcosmo di società specializzate che possono gestire efficacemente specificità di prodotto oppure di territorio, sapendo valorizzare la propria tipicità anche nel nuovo scenario di mercato».

Cambia il mix di competenze

La portata della trasformazione in corso emerge anche guardando ai dati sugli addetti che lavorano nelle aziende associate. Il numero totale ha toccato quasi quota 16mila, restando tutto sommato in linea con gli anni precedenti. A cambiare, però, è il mix di competenze: crescono gli amministrativi, che rappresentano ormai un terzo del personale.

«Stanno aumentando le necessità legate alla capacità di gestione, alla governance e alla compliance – afferma Grimaldi – perché chi vorrà fare il salto verso la gestione del credito in sofferenza dovrà adeguare organizzazione e processi a quanto previsto, in maniera dettagliata, dal Regolatore. Le nostre associate, anche le 115 TULPS, hanno una loro organizzazione di compliance che comunque assicura la rispondenza, oltre che alla normativa di settore, anche a tutti gli aspetti privacy, antiriciclaggio e di cybersecurity».

La riforma dello Statuto di Unirec

La stessa Associazione ha dovuto adeguarsi all’ormai mutato contesto, riformando lo Statuto per garantire una migliore rappresentazione. In particolare, garantendo l’inclusione di tutti gli attori che opereranno nel settore e ponderando i voti in Assemblea in base al fatturato, per garantire una migliore rappresentazione.

«Abbiamo reso ancora più esplicita l’apertura di Unirec a tutti i soggetti che operano, a vario titolo e con regolare titolo autorizzativo, nella gestione del credito – sottolinea Grimaldi. Abbiamo anche rimodulato le fasce di fatturato che permettono di ponderare l’esercizio di voto in Assemblea: al di là dei tecnicismi, l’intento è tenere conto sia del peso delle diverse classi di fatturato in termini numerici, sia del fatturato di ogni singola azienda. Nessuna fascia dimensionale potrà, da sola, esercitare il potere decisionale. E anche la riduzione dei membri del Consiglio Direttivo da 11 a 9, Presidente compreso, va nella direzione di una maggiore proporzionalità».

L’importanza del dato

Un nuovo assetto che servirà anche ad affrontare le sfide legate alla trasformazione digitale. La sicurezza dei dati è al centro di una serie di provvedimenti, dal Dora a NIS2, che toccano direttamente i clienti delle aziende che gestiscono il credito. «I committenti ci affidano dati delicati, che riguardano cittadini e imprese – osserva Grimaldi – e abbiamo il dovere di trattarli in modo corretto e di proteggerli da eventuali pericoli».

rapporto unirec 2025

L’utilizzo di questi dati sarà al centro anche del prossimo utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore. Che, per la verità, sta muovendo i primi passi. Dal Rapporto Unirec emerge che il 41% delle associate utilizza “in qualche modo l’AI”, ma solo il 9% ha almeno due anni di esperienza mentre il 14% ha approcciato questa tecnologia negli ultimi 6 mesi. Gli ambiti di applicazione riguardano prevalentemente monitoraggio e analisi dei dati, seguiti dall’automazione dei processi e dal miglioramento dell’efficienza.

Verso nuove applicazioni per l’AI

Ma già oggi si guarda all’intelligenza artificiale per la gestione della collection, «e qui il tema dei dati è centrale – interviene Grimaldi. C’è la possibilità di fare due diligence delle informazioni a nostra disposizione e procedere più rapidamente, e con maggiore efficacia, all’analisi di un fascicolo. Le potenziali applicazioni sono moltissime e sicuramente è suggestiva l’idea di utilizzare voicebot anche in fase di recupero del credito, visto che oggi già li vediamo spesso nelle attività di customer care».

Il Codice di Condotta per lavorare con l’intelligenza artificiale

La portata di questa nuova tecnologia è tale che Unirec ha deciso di aggiornare le regole contenute nella terza edizione del Codice di Condotta, frutto di un confronto con le principali associazioni dei consumatori.

«Ci siamo ovviamente allineati all’AI Act – precisa Grimaldi – dotandoci di regole generali su temi come l’utilizzo dei bot vocali. È un aspetto su cui lavoreremo intensamente. Il nostro lavoro ha alcuni tratti molto artigianali, penso alla classica gestione domiciliare, e qui non vedo spazi per l’automazione. In altri casi penso che vedremo l’integrazione di strumenti molto evoluti, per questo dobbiamo tutelare i consumatori, creando dei sistemi assolutamente sicuri e con regole stringenti in tema di identificazione, per scongiurare qualunque tipo di truffa. Attenzione, però: l’intelligenza artificiale è programmabile e segue le istruzioni ricevute. Grazie al Codice di Condotta, potremo garantire al consumatore il rispetto di tutti gli adempimenti e l’interazione con una “macchina” che segue alla lettera le regole, senza emotività o pregiudizi di sorta».

 

 Questo articolo è stato pubblicato sul numero di luglio/agosto 2025 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.

 

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