Il 52% delle PMI italiane ha introdotto almeno un’innovazione di prodotto, processo od organizzativa tra il 2020 e il 2021. Nonostante il Covid, quindi. È quanto emerge dal Market Watch PMI di Banca Ifis.
La percentuale di innovazione più alta a livello di settori è nel chimico-farmaceutico e nel “sistema casa”, rispettivamente con il 76% e 63%: e non sorprende visto il ruolo di primo piano che i due settori hanno avuto durante il lockdown e la pandemia. Segue il settore tecnologico, con il 60%.
Si prevede comunque un ulteriore aumento del 6% delle PMI che investiranno da qui al 2023.
Dove investono le PMI
Le principali destinazioni degli investimenti sono la dotazione di macchinari (54% dei casi), formazione per aumentare le competenze del personale (38%) e infrastruttura digitale (26%). Nel prossimo biennio le aree in cui le aziende prevedono di investire maggiormente sono la digitalizzazione dei processi (34%) e la sostenibilità (32%). A seguire la gestione della relazione con i clienti e la R&S (21% in entrambi i casi) e il reshoring delle filiere di fornitura (12%).
Pochi aiuti pubblici, tanti soldi propri
Le risorse economiche per gli investimenti in innovazione, nel 56% dei casi, provengono da autofinanziamento, cioè dalla cassa aziendale. Il 35% ha fatto ricorso a finanziamenti bancari e solo il 7% ha avuto accesso a sostegni pubblici.
Focus sulla tecnologia
Il 73% degli intervistati utilizza o vuole adottare nel prossimo biennio le cosiddette “tecnologie 4.0”: le più presenti in azienda sono cyber security (31% dei casi), CRM (29%) e Cloud (25%). Di minore entità ma comunque significativi gli investimenti nell’industrial IoT, l’Internet delle cose (16%), supply chain management (15%), stampa 3D e produzione additiva (8%), Big Data e intelligenza artificiale (8%). A minore intensità, per investimenti, ci sono poi i robot collaborativi e interconnessi, su cui ha investito nell’ultimo biennio il 7% degli intervistati, la realtà aumentata (5%) e le nanotecnologie e i materiali intelligenti (1% di investimenti realizzati ma con un +6% di crescita prevista nel prossimo biennio).