Quali frodi investono il factoring e come bisogna gestirle? Ce ne sono almeno 10 tipi e vanno gestiti con un modello di gestione del rischio efficace, come definito da Assifact ed EY nel primo Osservatorio sulle frodi nel factoring.
Abuso di factoring: significato
In questo mercato, una frode è definita Abuso di factoring. Avviene quando lo strumento del factoring è utilizzato per frodare le società di factoring. «Un tema attuale – precisa Dario Greco, Presidente Commissione Controlli Interni di Assifact e Direttore BPO Factoring di Exprivia. Nell’ultimo anno, e in generale durante la pandemia, sono aumentati i casi di frode nel factoring».
Gli schemi di frode tipici nel factoring si possono suddividere in 2 tipologie: frode esterna e frode interna.
Tipologie di frode esterna
Tra tutte, la più comune è la falsa documentazione: il soggetto cedente altera e presenta dei documenti contabili e commerciali alla società di factoring. Ma tra le altre tipologie risultano anche la creazione di un debitore fittizio e la qualificazione impropria del titolo ceduto (ad es. in bonis anziché non performing).
Frode esterna significativa è il doppio incasso di liquidità da parte del cedente: può presentarsi nel caso di factoring senza comunicazione al debitore. Il debitore quindi paga correttamente l’importo dovuto ma il cedente non ricorrisponde la cifra alla società di factoring.
Tra le frodi esterne rilevate dall’Osservatorio c’è poi il rischio di cessione dello stesso credito a più società di factoring, che ha ricevuto parecchi riscontri durante l'analisi: in questo modo si realizza un duplice o triplice incasso di liquidità per un unico portafoglio crediti. E il recupero non è semplice.
Tipologie di frode interna
Le frodi interne riguardano la classificazione dei crediti: il management della società, per ottenere benefici, può essere indotto a manipolare le performance del portafoglio crediti. Attuale la frode interna per acquisizione di un portafoglio di crediti in parte riconducibile a società collegate con organizzazioni criminali: le sanzioni sono naturalmente monetarie ma bisogna tenere conto anche del danno reputazionale per le società di factoring.
La terza tipologia di frode interna nel factoring è l’acquisizione di un portafoglio crediti a condizioni fuori mercato, con lo scopo di ottenere un indebito guadagno da parte della società di factoring.
Come gestire le frodi?
«Le frodi sono un rischio – afferma Alessandro Carretta, Segretario Generale di Assifact e Professore presso l’Università Tor Vergata di Roma. E come tale deve essere inserito nell’abito del framework di gestione dei rischi aziendali, tra i rischi operativi».
Il modello antifrode è questo:
Definire la prima linea di difesa e quindi avere una struttura di risorse dedicate, con ruoli precisi. La seconda è definire quali sono i rischi a cui si è più esposti e dotarsi di strumenti da data analytics e ML per fare analisi predittive e prevenire le frodi.
«Banche e intermediari hanno a disposizione sofisticati strumenti per limitare, non annullare certo, il rischio di frode – sottolinea Marina Corsi, Commissione Controlli Interni Assifact e BFF Bank. Pensiamo alle piattaforme di whistleblowing, esistono strumenti di detection, framework di risk assessment da poter sfruttare e strumenti di investigation da applicare a frodi già conclamate. Ma un elemento importante è investire sul capitale umano. Le risorse, le loro competenze sono rilevanti e dovrebbero essere accresciute con interventi formativi per divulgare una cultura aziendale basata su principi di etica di e di trasparenza».
La cessione del credito… inesistente
A seguito del Decreto Rilancio, l’Agenzia delle Entrate lo scorso anno ha rilevato 800 milioni di crediti inesistenti. Quest'anno siamo purtroppo arrivati a 4 miliardi di euro di frodi intercettate e molte sono legate al meccanismo di cessione del credito. Il Governo ha già varato il decreto antifrode dove sono esplicitati i controlli da parte degli intermediari e alle società di factoring serve quindi identificare i giusti presidi per mitigare questi rischi, come racconta Alessia Castagnoli, Responsabile Direzione Legal & Compliance di MBFACTA.
Un controllo “asettico”
Fabrizio Piscitelli, Coordinatore Commissione Crediti e Risk Management, Direttore Crediti di Banca Sistema, ha portato qualche caso concreto di frodi che possono avvenire nel factoring. Da società recenti o costituite dopo la normativa sulla cessione dei crediti d’imposta, fino a titolari di società immobiliari inattive o in liquidazione, che fanno subito suonare il campanello di allarme alla società di factoring. «Nella maggior parte dei casi – continua Piscitelli –, le situazioni anomale sono evidenziate già all’inizio del rapporto. È più rischioso se il rapporto tra factor e cedente è già rodato: c’è un rapporto di fiducia, il track record è positivo, ma umanamente si rischia di abbassare un po’ la guardia. Quindi è indispensabile un sistema di controllo strutturato e calibrato su diverse situazioni, rapporti e momenti e, anche se complicato, performato in maniera “asettica”: chi fa i controlli non deve farsi influenzare dal rapporto instaurato con il cliente».