CRIF: Imprese, gli importi finanziati crescono a doppia cifra

Imprese, gli importi finanziati crescono a doppia cifra

Le imprese italiane continuano a operare in un mercato fortemente condizionato da uno scenario globale complesso e instabile. In questo contesto è da leggersi anche la recente decisione della BCE di mantenere stabile il livello dei tassi di interesse, nonostante un quadro inflazionistico attualmente sotto controllo e apparentemente poco influenzato dalle tensioni internazionali.

Tali tensioni stanno invece iniziando a impattare sulla rischiosità creditizia delle società di capitali italiane. Nonostante ciò, emergono segnali positivi dalla tenuta dei tassi di crescita delle erogazioni a settembre 2025, tendenzialmente in linea con quelli osservati a giugno.

Importi in crescita per tutte le forme giuridiche

Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio sulle Imprese realizzato da CRIF - che analizza periodicamente i principali indicatori relativi all’andamento del credito di un campione di oltre 2,5 milioni di imprese monitorate, elaborati sulla base del patrimonio informativo del Sistema di Informazioni Creditizie EURISC - nei primi 9 mesi del 2025 si conferma infatti la crescita degli importi erogati alle imprese italiane, già osservata a metà anno, con un aumento del 13,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sostanzialmente in linea per tutte le forme giuridiche.

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Con riferimento alla dimensione aziendale, le imprese che hanno mostrato la maggior crescita degli importi erogati (+15,9%) sono state le Società di Capitali di dimensioni più contenute; in particolare quelle con fatturato inferiore ai 5 milioni di euro. Queste sono generalmente imprese caratterizzate da una ridotta diversificazione dei canali di finanziamento e che vedono quindi nel canale bancario la primaria fonte di credito.

In lieve aumento il rischio

Dopo la stabilità del I semestre 2025, nel terzo trimestre dell’anno si registra una lieve crescita del tasso di default delle Società di Capitali che raggiunge il 3,4% (3,1% a giugno 2025). Rimane invece sostanzialmente stabile il tasso di default delle Ditte e Società di Persone, che si assesta al 3% (2,9% a giugno 2025).

L’andamento per settori

Complessivamente, la crescita degli importi erogati ha riguardato quasi tutti i settori produttivi, sebbene con intensità diverse. Tra quelli in controtendenza si conferma in calo il Tessile e Abbigliamento, mentre tra quelli che registrano una crescita superiore alla media si segnala il Turismo e Tempo Libero.

Approfondendo l’analisi, per quanto riguarda il Tessile e Abbigliamento nei primi 9 mesi del 2025 si conferma un contesto di fragilità strutturale che continua a non mostrare segnali di ripresa. In questo senso occorre leggere il perdurare della contrazione degli importi erogati al settore (-5,5%).

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Particolarmente evidente è la crescita del profilo di rischio delle imprese del comparto considerando l’evoluzione dei tassi di default dalla fine del 2023 a settembre 2025. In particolare, il Tessile e Abbigliamento ha mostrato un sensibile incremento di circa 1,5 p.p. (3,3% di dicembre 2023 rispetto al 4,8% di settembre 2025), contro solo 0,3 p.p. del totale Società di Capitali (3,1% di dicembre 2023 rispetto al 3,4% di settembre 2025).

Le difficoltà del settore non stanno interessando solo le imprese manifatturiere ma anche i retailer, che presentano un calo degli importi erogati del -2% e una crescita dei tassi di default di 1,1 p.p. a partire da dicembre 2023 (4,8% di dicembre 2023 rispetto al 5,9% di settembre 2025).

Il settore del Tessile e Abbigliamento è particolarmente impattato dall’attuale difficile contesto di mercato internazionale, alla luce anche di un mercato domestico debole. Infatti, quest’ultimo sta producendo effetti negativi sulla tenuta delle imprese operanti nel commercio al dettaglio, che risentono sia della competizione di canali alternativi di vendita - tipicamente più aggressivi dal punto di vista del prezzo (e-commerce) - sia di nuovi trend emergenti, come l’ultra fast fashion caratterizzato da elevati volumi di vendita a prezzi molto bassi. Tali fattori stanno particolarmente colpendo i piccoli operatori, il cosiddetto “commercio di prossimità”, che sono maggiormente esposti alle dinamiche della domanda locale.

In controtendenza, nei primi 9 mesi del 2025, il settore del Turismo e Tempo Libero ha mostrato una maggiore crescita degli importi erogati rispetto al dato nazionale: +26,6% del settore in confronto al +13,7% del totale Società di Capitali. Tale aumento si inserisce all’interno di un 2025 che ha mostrato un trend positivo dei flussi turistici dopo i risultati record del 2024, anche alla luce dello stimolo dato al settore da eventi rilevanti, quali ad esempio il Giubileo.

Le performance a livello micro-settoriale non sono però omogenee, con i servizi di ristorazione che presentano una crescita degli importi erogati molto più contenuta rispetto al dato medio settoriale (+16,4%), risentendo di un contesto di mercato difficile, sia in relazione all’andamento dei prezzi delle materie prime che per l’elevata competizione presente nel mercato.

Tali evidenze trovano riscontro anche nell’andamento della rischiosità creditizia degli operatori di settore. In particolare, il Turismo e Tempo Libero segue il trend di lieve crescita dei tassi di default osservato sul totale delle Società di Capitali (4,4% a settembre 2025 rispetto al 4,1% di giugno 2025), con i servizi di ristorazione che mostrano l’aumento più marcato, attestandosi al 5,8% a settembre 2025, rispetto al 5,4% osservato a giugno.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di marzo 2026 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.

 

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