CRIF. Imprese europee: rischio di credito resiliente ma con pressioni crescenti

CRIF. Imprese europee: rischio di credito resiliente

Negli ultimi anni, nonostante il contesto particolarmente complesso, segnato dalle conseguenze della pandemia di COVID-19, shock inflazionistici, politiche monetarie restrittive, interruzioni nelle catene di approvvigionamento e tensioni geopolitiche, le imprese europee hanno dimostrato una notevole resilienza. Tale capacità di adattamento è, tuttavia, oggi messa alla prova.

Pur in presenza di fondamentali ancora solidi, le imprese europee si trovano ad affrontare pressioni crescenti derivanti dal deterioramento del quadro macroeconomico e dall’elevata incertezza geopolitica. Mentre sono in corso i negoziati tra Stati Uniti e Iran per il raggiungimento di un accordo, CRIF prevede un incremento del rischio creditizio nel biennio 2026-2027.

Questo è quanto emerge dalla prima edizione del CRIF European Credit Outlook. Integrando tassi di default, scoring proprietari, indicatori finanziari, andamenti settoriali, dinamiche bancarie e scenari previsionali, il CRIF European Credit Outlook fornisce una valutazione completa del profilo di rischio di credito di circa 48mila società di capitali non finanziarie nell’UE-27 con un fatturato superiore a EUR 50M, posizionandosi come benchmark per la valutazione del rischio di credito in Europa.

Imprese con fondamentali solidi, ma emergono i primi segnali di stress

Le imprese europee evidenziano un profilo creditizio nel complesso stabile e su livelli soddisfacenti, come emerge dai risultati del modello di scoring proprietario di CRIF (“CRIF EU Score”), sviluppato per valutare le aziende europee attraverso un approccio standardizzato, garantendo la piena comparabilità tra i diversi Paesi.

Secondo i risultati del modello, in media oltre la metà delle imprese (circa il 52%) nel periodo 2022-2024 si collocava nella categoria “Safe”, mentre solo una quota contenuta (13%) rientrava nella categoria “Vulnerable”.

Questa dinamica riflette la capacità delle imprese di assorbire molteplici shock, dagli effetti post-pandemici all’inflazione, fino alle tensioni nelle catene di approvvigionamento legate al conflitto in Ucraina.

A sostenere tale resilienza hanno contribuito sia le misure di sostegno adottate dai governi europei sia il supporto degli istituti di credito: tra dicembre 2021 e dicembre 2024, lo stock di prestiti alle imprese è aumentato di circa il 4,3%, sostenendo la liquidità delle imprese, che ha rappresentato un fattore chiave di mitigazione degli impatti derivanti dal precedentemente citato contesto avverso.

Nonostante un contesto di riferimento sempre più complesso, la dinamica del credito è rimasta positiva anche nel periodo più recente, con un incremento di circa il 2,4% nel 2025 e di circa l’1,2% nel primo trimestre del 2026.

I rischi geopolitici e il rischio di credito

L’analisi storica indica come le imprese europee abbiano mantenuto, in media, un profilo di rischio di credito soddisfacente, sebbene in un contesto globale caratterizzato da crescente incertezza e fragilità.

I rischi geopolitici stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nell’analisi delle dinamiche del rischio di credito. Le attuali tensioni in Medio Oriente stanno spingendo al rialzo sui costi dell’energia e degli input produttivi, nonché esercitando pressioni sull’affidabilità delle catene di approvvigionamento. Tale scenario fa presagire un aumento dell’inflazione e una contrazione delle attese di crescita economica per il 2026.

La durata di potenziali ulteriori rallentamenti e/o interruzioni delle principali rotte commerciali, incluso lo Stretto di Hormuz, sarà un fattore chiave per l’evoluzione dell’inflazione e del PIL in Europa, con implicazioni dirette sulle scelte di politica monetaria da parte della Banca Centrale Europea.

Lo scenario base di CRIF per il 2026 prevede una modesta crescita del PIL UE dell’1%, un moderato aumento dell’inflazione intorno al 3% e un lieve incremento dei tassi di interesse, nell’ipotesi di una graduale de-escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran nella seconda metà del 2026, unitamente a condizioni creditizie moderatamente più restrittive.

In caso di fallimento degli attuali negoziati e di una nuova escalation del conflitto in Medio Oriente, lo scenario avverso di CRIF prevede una crescita del PIL prossima allo zero, un tasso di inflazione intorno al 5% e tassi di interesse in aumento fino a circa il 3,5%. Ciò potrebbe tradursi in condizioni di credito più selettive, con ripercussioni negative sulla flessibilità finanziaria delle imprese europee più vulnerabili.

Dotandosi di strumenti analitici avanzati che consentono di integrare questi fattori di rischio geopolitico emergenti nelle loro future decisioni di concessione del credito alle imprese, gli istituti di credito possono supportare strategie di finanziamento più sostenibili e lo sviluppo a lungo termine del sistema produttivo europeo, nonostante la persistente incertezza e instabilità globale.

Credit Outlook per il 2026-2027

Secondo lo scenario base di CRIF, il tasso di default pubblico a 1 anno per le società europee è atteso in crescita nel corso del 2026, raggiungendo lo 0,48% (circa lo 0,4% nel 2024 e nel 2025, secondo le ultime stime disponibili), mentre nello scenario avverso si prevede una crescita più marcata dei tassi di default fino allo 0,58%.

grafico crif luglio 2026 830

Il tasso di default dovrebbe aumentare ulteriormente nel 2027, con un deterioramento più pronunciato nello scenario avverso di CRIF. In particolare, per l’UE-27 il tasso di default è previsto allo 0,55% nello scenario base e allo 0,71% nello scenario avverso per il 2027. Le prospettive per il 2027 rimangono quindi fortemente dipendenti dall’evoluzione delle condizioni macroeconomiche, geopolitiche e creditizie nel corso del 2026.

Tuttavia, i trend non risultano omogenei tra i diversi settori. Il settore delle Costruzioni e Immobiliare è il più vulnerabile, mentre la Manifattura e il Commercio affrontano pressioni crescenti. In questo contesto, la capacità delle imprese di affrontare l’attuale scenario macroeconomico e geopolitico sarà influenzata positivamente dal previsto permanere del supporto da parte degli istituti finanziari.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di luglio/agosto 2026 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.

 

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