Le aziende italiane che hanno un proprio sito e-commerce sono 88mila.
Il dato emerge dall’ultima analisi dell’Osservatorio Netcomm in collaborazione con CRIBIS che ha fotografato questo comparto di imprese.
Focalizzando l’attenzione sulla forma giuridica, le società di capitale rappresentano il 53,5% del numero totale di aziende e il 95,7% del fatturato totale generato.
Caratteristiche delle società di capitale che hanno un sito e-commerce
L’analisi ha approfondito il profilo delle 47mila società di capitale con sito di commercio elettronico.
La maggior parte ha dai 6 ai 10 anni di vita (33%) e dagli 11 ai 25 anni (30%), mentre le aziende più giovani (con meno di 2 anni) e quelle più vecchie (con oltre 50 anni di vita) sono quelle con la quota percentuale più bassa; infatti rispettivamente solo il 2,5% e il 3% ha un proprio sito di e-commerce.
In termini di distribuzione geografica, la maggior parte delle aziende (18,6%) con un proprio sito e-commerce si trova in Lombardia, seguita dal Lazio (12,1%) e Campania (12%).

Per quanto riguarda i settori merceologici, il Commercio è il settore più numeroso (50,9%), seguito dai Servizi con il 24%.
I due microsettori con una maggiore incidenza di aziende con e-commerce sono l’Industria delle Bevande e le Attività Editoriali.
Quasi l’80% delle aziende analizzate da CRIBIS ha almeno un social network.
Facebook è quello più diffuso (90,8%) tra queste, seguito da Instagram (76,2%), YouTube (21,1%), LinkedIn (18,1%) e X (17,3%).
Il 78,8% delle aziende con un proprio sito e-commerce offre più di un metodo di pagamento: nello specifico, il 20,8% ha 2 metodi di pagamento, il 28% ne ha 3 e il 30% ne ha 4 o più.
Tra le aziende con un solo metodo di pagamento, il 47,7% adotta PayPal, il 33,5% la possibilità di pagare con carta di credito e il 10,4% con bonifico bancario.
Paypal e carta di credito rappresentano i principali strumenti di pagamento anche per chi adotta più di un metodo.

Il 21,8% delle aziende con e-commerce presenta un livello alto di innovazione mentre il 50,9% un livello medio-alto, valori di gran lunga superiori alla media nazionale in queste classi.
Le società di capitali che hanno un proprio sito e-commerce hanno un grado medio di internazionalizzazione più alto rispetto alla media italiana.
Il 24,5% delle aziende che ha un proprio sito e-commerce ha un grado di internazionalizzazione alto e medio alto contro il 9,7% registrato a livello nazionale.
Tuttavia, l’internazionalizzazione è una leva di sviluppo su cui occorre fare ancora molto di più: quasi il 63% delle aziende italiane che ha un proprio sito e-commerce ha ancora un grado di internazionalizzazione basso o medio-basso, e la percentuale sale a oltre l’82% per le aziende italiane.

Inoltre, il livello di sostenibilità delle aziende con e-commerce, nel complesso di tutte le forme giuridiche, risulta in linea con la media italiana.
Applicando lo score ESG di CRIF - che considera oltre 50 attributi in ambito ambientale, sociale e di governance, inclusa l’analisi sull’esposizione delle imprese al rischio fisico e climatico (sviluppata in partnership con gli specialisti di RED Risk) - circa il 22% di queste imprese presenta un buon livello di sostenibilità e adeguatezza ai criteri Environmental, Social e Governance.
Nell’evoluzione del rapporto banca-impresa, i player finanziari sono chiamati a giocare un ruolo fondamentale nel supportare queste aziende che investono nell’e-commerce e nell’affiancarle nel processo di crescita e innovazione, favorendo sempre di più anche la loro apertura ed espansione verso i mercati internazionali.
Per farlo, le banche non possono prescindere da una conoscenza approfondita delle imprese, resa fruibile agevolmente da piattaforme evolute di marketing intelligence, che valorizzino l’intero ecosistema di dati e le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, cogliendo nuove dimensioni di analisi quali quelle relative alla sostenibilità, alla propensione all’innovazione e all’internazionalizzazione.
Nota metodologica: sono state mappate da CRIBIS tutte le aziende italiane che sul loro sito ufficiale hanno un E-Commerce e un carrello associato. Le Partite IVA prese in considerazione sono esclusivamente italiane e non tengono conto di eventuali brand associati. Nella analisi non sono incluse le imprese che fanno E-commerce via Market Place e le aziende che utilizzano un social come website e vendono tramite questo.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di maggio 2024 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.