È online il Registro contenente l’elenco dei codici di condotta approvati dall'Autorità Garante per il trattamento dei dati personali, ai sensi dell’art. 40 paragrafo 6 del Regolamento (UE) 2016/679, che riguarda anche il credito al consumo.
Questi codici contengono regole o pratiche uniformi elaborate da Organismi internazionali, o dalle Associazioni e dagli Organismi di rappresentanza delle categorie di Titolari o dei Responsabili del trattamento dei dati personali.
Indicazioni per le best practice
Pur non avendo carattere vincolante, la loro rilevanza discende dalla autorevolezza degli organi emananti, e dalla approvazione del Garante: essi sono in sostanza delle indicazioni delle migliori pratiche che l’esperienza delle imprese di un determinato settore ha fatto maturare in tema di privacy.
Tre i codici nell’elenco
Solo tre sono, fino ad ora, i codici presenti nell’elenco e sono rispettivamente relativi:
- alle informazioni commerciali;
- ai sistemi informativi creditizi gestiti da soggetti privati in tema di credito al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti;
- all’utilizzo dei dati sulla salute a fini didattici e di pubblicazione scientifica.
Il Registro, che raccoglie tutti i codici di condotta nazionali e transnazionali approvati, contiene un link che rinvia al sito web dell’Organismo di monitoraggio, al quale gli utenti possono rivolgersi per la risoluzione di eventuali reclami.
L’importanza del codice di condotta
I codici di condotta non hanno avuto, nel nostro Paese, il successo che avrebbero meritato: essi sono infatti elementi di certezza e costituiscono riferimenti sicuri, per gli operatori dei settori più delicati sotto il profilo della tutela dei dati personali.
La spinta sui soggetti privati
Il Garante, nella sua comunicazione, ha comunque assicurato di essere impegnato nella promozione di una serie di iniziative volte ad incoraggiare l’elaborazione di tali documenti da parte di diverse categorie di soggetti privati.