Il mainframe è la piattaforma perfetta per la tecnologia blockchain. Big Iron rischia di confermarsi “in-disruptable” e di confermarsi un riferimento anche nella nuova wave di innovazione tecnologica?

Ne abbiamo parlato con chi il mainframe lo conosce decisamente bene. Andrea Corbelli, z Systems and LinuxONE Technical Sales Manager in IBM Systems Hardware Europe. Che si dice certo non solo del potenziale della tecnologia blockchain, ma anche del “matrimonio perfetto” con il mainframe, storico pilastro dell’IT in banca. «I punti di forza della tecnologia blockchain – spiega Corbelli – sono evidenti: le transazioni vengono trascritte in un unico registro elettronico; il registro è condiviso tra tutti i partecipanti, ciascuno ne ha una copia e ha la possibilità di verificare la veridicità di tali transazioni. La blockchain diventa così “IL” registro delle transazioni».
I vantaggi degli Smart Contracts
Da qui la valutazione, sempre più diffusa, dell’impatto positivo di una adozione su larga scala di un approccio a blockchain nella nostra economia, in termini di maggiore velocità, minori costi, riduzione degli intermediari, miglioramento della sicurezza grazie alla crittografia. Il tutto per gestire identità, veridicità delle transazioni e firma digitale. «Sulla base di un registro distribuito e condiviso (Distributed Shared Ledger), possono essere creati gli “Smart Contracts”, che rendono tale ambiente programmabile e automatizzato. La tecnologia combinata blockchain e Smart Contracts ha il potenziale di semplificare il modo in cui i pagamenti sono verificati e i contratti vengono convalidati. La blockchain potrebbe influenzare i processi di business in tutti i settori: dall’immobiliare alla compravendita di auto e immobili, ai trasferimenti di titolo finanziari, solo per nominare alcune applicazioni».
Il consorzio Hyperledger
Tra i principali consorzi in questo ambito c’è certamente Hyperledger, sponsorizzato dalla Linux Foundation e sostenuto da numerosi attori di mercato. Obiettivo di questo progetto è fornire un sistema basato su un registro distribuito e condiviso, ma capace di gestire identità dei partecipanti e metodo di consenso in maniera modulare, secondo le esigenze per cui viene utilizzato. «A dicembre 2015, IBM ha contribuito a fondare e ha aderito al progetto Hyperledger – racconta Corbelli – per incoraggiare la collaborazione e la creazione di standard di mercato attorno al tema blockchain privata, contribuendo al codice sorgente e aprendo nuovi IBM Blockchain Garages, in cui offrire servizi per far progredire la tecnologia. In questo ambito, IBM ha offerto in modalità open-source il codice IBM Blockchain su IBM z Systems e LinuxONE per permettere agli sviluppatori di creare soluzioni blockchain con elevate prestazioni, scalabilità e sicurezza».
z Systems e LinuxONE in ambito blockchain
Secondo Corbelli, IBM z Systems e la versione LinuxONE di Linux sono particolarmente adatti a svolgere un ruolo significativo nello sviluppo delle blockchain private. «IBM z Systems – aggiunge Corbelli – è il sistema che ospita i registri di dati delle principali organizzazioni di tutto il mondo, dove vengono gestiti i dati più sensibili e le operazioni più critiche. Non è un caso che 92 delle maggiori 100 banche, e 10 su 10 delle maggiori assicurazioni al mondo, utilizzano z Systems per gestire i dati e il core business. La blockchain può pertanto costituire una estensione del ruolo di IBM z Systems e utilizzare i dati e le operazioni già sulla piattaforma. Grazie al processore commerciale più veloce al mondo, è anche possibile accelerare le transazioni sulla blockchain, con un sistema altamente scalabile di I/O per gestire una enorme mole di transazioni, un’ampia memoria per le operazioni blockchain e una rete interna ottimizzata».
Sul fronte sicurezza e crittografia, prosegue Corbelli, gli acceleratori hardware velocizzano fino a 10 volte gli algoritmi di hashing e fino a 30 volte la crittografia a chiavi simmetriche, utilizzati in ogni transazione per gestire identità, validazione della transazione e firma digitale. «Il tutto a prova di manomissione attraverso l’uso di schede specializzate per la gestione delle chiavi crittografiche. Infine partizioni isolate possono essere create per mantenere in memoria registri separati e sicuri, o impedire la manomissione del codice installato sui sistemi».
Ricerca e sviluppo appena gli inizi
Tra i fronti di lavoro di IBM Research spiccano gli Smart Contracts, che permettono di codificare il completamento di una serie di operazioni prima di convalidare una transazione finale, e le API, utilizzabili per accedere in modo sicuro a dati e transazioni su z Systems, relativi a applicazioni mission-critical. «Per chi sta iniziando a esplorare le possibilità offerte dalla nuova tecnologia blockchain, è importante identificare in quali aree (use case) si potrebbero applicare alla vostra organizzazione e scoprire come utilizzare l'infrastruttura IT esistente per supportare nuove iniziative blockchain. Abbiamo appena iniziato a sperimentare ciò che questa nuova tecnologia può fare, ma il potenziale di applicazione in tutti i settori di industria è immenso».