Il cybercrime? Più rischioso delle catastrofi

Cyberrischio sicurezza wordcloudPer le imprese italiane, cybercrime e attività umane sono molto più pericolosi delle catastrofi naturali. Secondo una ricerca dei Lloyd’s, buona parte del rischio che pesa sul PIL delle quattro principali città del nostro Paese deriva dall’uomo: crollo dei mercati, shock nel prezzo del petrolio, terrorismo e attacchi informatici.

In totale, Milano, Roma, Torino e Napoli dovrebbero produrre nel prossimo decennio un PIL annuale di quasi 500 miliardi di dollari. Il 9%, quindi 43,88 miliardi circa, è a rischio a causa di minacce naturali e attività umane: queste ultime “pesano” per ben il 70% del rischio. Con Milano in prima fila soprattutto per la sua esposizione ai mercati finanziari. I soli attacchi informatici mettono a rischio, nel nostro Paese, ben 6,49 miliardi di dollari, contro i 3,36 miliardi delle inondazioni.

E anche una seconda ricerca, questa volta di Allianz Global Corporate & Specialty ( “A Guide to Cyber Risk: Managing The Impact of Increasing Interconnectivity”), conferma la dimensione prioritaria del cyber-rischio per le imprese. Non più “solo” per violazione dei dati, rischi per la privacy e impatti reputazionali: ormai le aziende di ogni dimensione sono esposte anche a danni operativi e alla interruzione delle attività.

La stima di AGCS è di 445 miliardi “a rischio” per l’economia globale, la metà nelle prime 10 economie. Il rischio cyber del futuro fa rima con furto di proprietà intellettuale, estorsione (pensiamo al ransomware), danni ai sistemi aziendali e ai robot impiegati nella produzione. L’esplosione dell’internet delle cose non farà altro che moltiplicare gli elementi a rischio. La prospettiva “assicurativa” vede un potenziale per lo sviluppo di nuove polizze (anche perché il cyber-rischio sta rapidamente sparendo dai rischi delle polizze danni aziendali generiche), ma è indubbio che rispetto ai rischi catastrofali, naturali e quindi inevitabili, il cyber-rischio possa comunque essere ridotto con misure di prevenzione e investimenti in sicurezza informatica.

Meno del 10% delle aziende, intanto, risulta coperto da polizze informatiche. I premi, secondo le stime di Allianz, dovrebbero passare dagli attuali 2 miliardi di dollari a oltre 20 miliardi nel giro di un decennio. Anche grazie alla spinta normativa: le leggi sulle protezione dei dati in vigore negli USA forzano le aziende ad adottare misure preventive e ad assicurarsi in modo adeguato. Hong Kong, Singapore e Australia sono già indirizzati verso la stessa strada. E se il quadro europeo non sembra omogeneo, è probabile che alcuni Paesi adottino misure particolarmente dure. 

Image courtesy of David Castillo Dominici at FreeDigitalPhotos.net

 

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