Ha preso il via il 24 giugno la terza edizione del Bando UniCredit Carta E, dedicato allo sviluppo di “Strategie di coesione sociale a favore della Terza età” e rivolto a organizzazioni no profit italiane per la realizzazione di progetti di assistenza agli anziani.
Prima fase: scegliere sette candidati
Grazie ai contributi raccolti con UniCredit Card Classic E (la carta di credito che, senza alcun costo aggiuntivo per il titolare, raccoglie il 2 per mille di ogni spesa effettuata alimentando un fondo destinato a iniziative e progetti di solidarietà) saranno selezionati all’interno del Bando sette progetti, in corrispondenza della suddivisione territoriale di UniCredit in Italia, che verranno finanziati con 60mila euro ciascuno. I progetti verranno esaminati e selezionati da un Comitato scientifico, coordinato da UniCredit Foundation in collaborazione con l’Università Bocconi di Milano.
Seconda fase: la parola ai dipendenti
Nell’ambito dell’iniziativa interna “Your Choice, Your Project”, gli oltre 50mila dipendenti italiani di UniCredit potranno votare il progetto preferito tra i sette selezionati all’interno del Bando. In base ai voti ricevuti, ciascun progetto concorrerà ad aggiudicarsi una parte di ulteriori 80mila euro di premio.
«Carta Etica, nei suoi 8 anni di vita, ha contribuito a supportare progetti di utilità sociale per oltre 10 milioni di euro – ricorda Gabriele Piccini, Country Chairman Italia UniCredit. Negli ultimi due ha finanziato, grazie ai Bandi promossi da UniCredit Foundation, circa venti iniziative a carattere filantropico con un contributo complessivo che supera il milione di euro. Con l’aiuto della nostra Fondazione, attraverso il Bando Carta E, individuiamo alcune tra le tematiche sociali più urgenti a cui destinare i fondi raccolti. Per confermare l’attenzione del nostro Gruppo alle esigenze delle fasce della popolazione più deboli, quest’anno abbiamo deciso di concentrare il nostro impegno sugli anziani non autosufficienti, una delle emergenze che metterà a dura prova la coesione sociale delle nostre comunità nei prossimi decenni».