Una imminente stagione di Merger and Acquisition per il settore bancario italiano: è questo lo scenario post Comprehensive Assessment che IG ha delineato nell’incontro dedicato agli Stress Test bancari, i cui risultati verranno presentati ufficialmente il prossimo 26 ottobre. Perché, visto il forte calo dei margini di profitto, molte banche saranno spinte a fondersi e introdurre piani di cessione di attività non-core e di pacchetti di NPLs. E si delinea, all’orizzonte, la creazione di una “bad bank” statale.
I due pilastri: AQR e Stress Test. E le novità del CET1
Insomma, sebbene l’obiettivo principale dell’Istituto di Francoforte sia di ristabilire la fiducia sul sistema bancario e aumentarne anche la trasparenza, i risultati del Comprehensive Assessment della BCE, che si fonda sui due pilastri dell’AQR e dello Stress Test, potrebbero evidenziare deficit di capitale che le banche dovranno colmare bel breve periodo. D’altronde, tra le novità più importanti rispetto all’esame svolto dall’EBA nel 2011 c’è il Common Equity Tier 1 Ratio (CET1) che deve essere almeno pari all’8% nello scenario normale e al 5,5% nello scenario avverso: un nuovo parametro decisamente più restrittivo rispetto al Core Tier 1 utilizzato tre anni fa e in cui rientra anche una gamma di rischi più ampia per i bilanci bancari, includendo quelli di credito, di mercato, di cartolarizzazione, di interesse e il rischio Paese. Altra novità è la logica del fair value degli asset presenti nel banking book sotto la voce “disponibili per la vendita”, non solo quelli inseriti quindi nel trading book.
La situazione italiana, a confronto
Per l’Italia è stato previsto un trattamento particolarmente penalizzante per quanto riguarda il rialzo dei tassi d’interesse sui titoli di Stato, che risulta essere tra i più alti dei Paesi europei. Un atteggiamento meno severo è stato riservato invece all’andamento del mercato immobiliare italiano, a causa della persistente debolezza del settore. Allargando lo spettro, condizioni più morbide sono state previste per la Grecia, mentre l’ESRB ha riservato un trattamento particolarmente sfavorevole alla Germania, con dei rialzi importanti dei tassi di interesse dei Bund, pesanti cli dei prezzi immobiliari e PIL in forte contrazione.
Lo Stress Test di IG
Per analizzare il settore bancario italiano e quello europeo, IG ha preso in considerazione gli studi effettuati da due centri di ricerca: l’istituto tedesco ZEW e il centro di New York per la ricerca in politica economica, CEPR. Entrambi hanno valutato l’AQR delle 128 banche di Eurolandia, calcolandone il CET1 al 31/12/2013 e sono poi passate a simulare degli stress test semplificati per avere un quadro di quale paese possa evidenziare le performance migliori.
La “bad bank” di Intesa e UniCredit
A essere promosse dalle ricerche sono quelle banche, come UniCredit e Intesa Sanpaolo, che hanno portato avanti importanti aumenti di capitale (7,5 miliardi per UniCredit e 5 miliardi per Intesa Sanpaolo) e si sono premurate di firmare un documento di intesa con il fondo USA KKR per la creazione di una “bad bank”: hanno fissato target specifici di vendita di crediti deteriorati e hanno proceduto a liberarsi di attività non-core.
Popolari sufficienti. Bocciate Carige e MPS
Diverso l’atteggiamento di banche con strutture più “rigide”, come le popolari (UBI Banca, Banco Popolare e BPM), meno libere di procedere con manovre drastiche e che le ricerche, quindi, considerano appena sufficienti sotto il profilo dei requisiti patrimoniali (CET1). Bocciate, invece, Banca MPS e Carige, sulla scia dei deboli risultati che hanno evidenziato in termini di CET1 (in particolare Banca Carige, con un CET1 ben inferiore all’8% nell’AQR), di mancanza di progetti di vendita di crediti deteriorati, di insufficienza di fondi rivolti a coprire le perdite sui NPLs.
M&A, cessione di NPLs e una “bad bank” statale
Promossi e bocciati a parte, secondo IG nel medio-lungo periodo il Comprehensive Assessment della BCE avrà comunque un impatto positivo sul comparto bancario, portando a una serie di cambiamenti: nel 2015, infatti, dovrebbe partire una importante stagione di M&A e, visto il forte calo dei margini di profitto, molte banche saranno spinte da Banca d’Italia e dalla BCE a fondersi e introdurre piani di cessione di attività non-core e di pacchetti di NPLs. Non si esclude, infine, che come già accaduto in altri Paesi europei (Irlanda, Regno Unito e Spagna) si possa passare alla creazione di una “bad bank” a livello statale.
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