Banche protagoniste del mondo digitale. È questo il tema al centro della edizione 2016 dell’IDC Banking Forum, organizzato il 16 febbraio a Milano, dal titolo “La banca dall’e-business al d-business”. Un traguardo da raggiungere, quello del digital banking, per andare incontro anche alle nuove abitudini della clientela.

Nel 2020 5,4 miliardi di persone avranno uno smartphone
Ma per avere successo nel digital banking non basta offrire dei servizi online: questa trasformazione, infatti, richiede una profonda revisione tecnologica, una digitalizzazione dei processi e della cultura interna all’azienda bancaria. Con l’obiettivo di offrire ai clienti una customer experience univoca e superiore, in ottica omnichannel e omniengagement. «D’altronde, nel 2020, nel mondo ci saranno 5 miliardi di utenti di telefonia mobile e il traffico dati sarà maggiore per 10 volte rispetto a quello di oggi – afferma Fabio Rizzotto, Senior Research & Consulting Director di IDC Italia. Proprio gli smartphone rappresenteranno la fetta più ampia (71%) del traffico mobile e 5,4 miliardi di persone avranno un telefono di ultima generazione, più di quante potranno contare sull'energia elettrica. Per questo motivo, le banche dovranno concentrarsi sull’evoluzione del canale mobile».
Cresce l’investimento IT
In questo “nuovo mondo”, le banche saranno valutate per la loro capacità di attrarre, monetizzare e coinvolgere i clienti attraverso nuovi canali, dove il numero di interazioni, afferma IDC, è previsto in crescita del 10% anno su anno. Un passaggio che richiede naturalmente ulteriori investimenti nell’IT, stimati in crescita dell’1,6% nel mondo bancario italiano, contro una media generale del +0,9%.
Le due vie per la digital transformation
Ma quali sono le strade da percorrere per raggiungere questo obiettivo? Secondo Andrei Charniauski, Head of Europe di IDC Financial Insight, possono essere battute due vie differenti: la prima è definita “Digital data entry”, e prevede l’eliminazione dei documenti cartacei, l’introduzione anche all’interno dell’azienda dei dispositivi mobile e la rivisitazione in ottica digitale del back end e delle architetture informatiche. La seconda strada, più semplice per una banca che nasce legata al territorio, è quella della digitalizzazione dei processi: dematerializzare, quindi, tutto ciò che è cartaceo, utilizzando sistemi di OCR, e integrare le applicazioni mobile all’operatività bancaria.
Le sfide: sicurezza, big data e cloud
Naturalmente, emergono nuove sfide per il digital business: in primis, la sicurezza e la privacy, che devono però trovare equilibrio con una user experience digitale; in secondo luogo, un maggiore uso dei big data e degli analytics e, infine, accelerare su una tecnologia che fatica a prender piede in Italia, ovvero il cloud computing.
La migliore strategia? Guardare oltre confine
Anche le strategie da mettere in campo sono svariate secondo IDC. E prendono spunto dalle best practice europee. Si può guardare, ad esempio, a BBVA e iniziare a collaborare quindi con i disrupters. Oppure, lanciare una nuova banca, già digitale e mobile, come imaginbank de LaCaixa o la polacca mbank. Quest’ultima sta anche per aprire qualche filiale sul territorio, consapevole che una strategia puramente mobile non è sufficiente, in quanto solo il 10% dei clienti a livello mondiale è pronto a utilizzare il solo canale mobile. Ancora, si può guardare a Deutsche Bank che, insieme a Hewlett Packard Enterprise, sta rimodernizzando tutta l’architettura IT. Ma la migliore strategia, secondo Charniauski, è quella di una modernizzazione pervasiva: capace di portare la digitalizzazione in ogni business bancario, da quello retail, al corporate, fino a raggiungere l’investment banking.
Il business parla, finalmente, con l’IT
Le banche italiane sono pronte a questo cambio di passo, secondo Rizzotto, tanto che tra le priorità perde terreno la compliance per favorire una grande trasformazione IT che il 70% delle banche accompagna con una spinta sul digitale tesa all’innovazione attraverso team strutturati in modo diverso, con nuovi ruoli e competenze. Con l’obiettivo di supportare il business e implementare strumenti di analytics e nuove applicazioni. «Assistiamo a delle convergenze digitali – definisce Rizzotto. Più che in passato i nostri intervistati ci confermano che le strutture di business sono finalmente coinvolte nelle strategie IT (63% del campione) e sono stati creati anche nuovi team (nell’80% dei casi) eterogenei capaci però di guardare all’obiettivo comune della digital transformation».