Un risparmio di circa 38 milioni di euro annui dalla uscita di 600 lavoratori al raggiungimento dei requisiti pensionistici, risparmi strutturali di oltre 50 milioni annui a regime, una radicale revisione della struttura retributiva e della normativa aziendale e, infine, 150 nuove assunzione entro il 2018: sono questi i punti salienti dell’accordo raggiunto tra Banca Carige e le Organizzazioni sindacali.
Una importante tappa verso la realizzazione degli obiettivi strategici previsti dal Piano Industriale 2014-2018, che attraversa sei linee fondamentali:
1. L’uscita di almeno 600 lavoratori entro la fine del 2018: uscite incentivate ma sostanzialmente obbligatorie, con un risparmio strutturale dei costi di lavoro stimato a regime in circa 38 milioni di euro annui;
2. Revisione della struttura retributiva del personale: scompaiono il Premio di Anzianità e il riconoscimento delle prestazioni eccedenti per i Quadri Direttivi, contenimento degli straordinari e l’esaurimento dei residui di ferie. Il risultato è una messa in sicurezza di importanti quote di salario, mediamente pari a 1.500 euro pro capite, per un risparmio ricorrente sul costo di lavoro pari a 12 milioni di euro;
3. Rivisitazione del premio aziendale, con oneri pari a circa un terzo dei precedenti, riconducendolo alla media del sistema bancario;
4. Riconosciuto un importo medio una tantum di 1.500 euro annui (esclusi i soli Dirigenti) per il triennio 2014/2016;
5. 150 nuove assunzioni entro il 2018 orientate al supporto delle azioni del Piano;
6. Maggior utilizzo del part-time come strumento di contenimento degli esuberi e per offrire una migliore conciliazione tra vita personale e lavorativa, insieme a interventi formativi di sostegno orientati a professionalizzare il personale sulle aree di attività del Piano Industriale.