Consigliera di Fiducia per Volksbank: una nomina fresca, arrivata dopo la certificazione sulla parità di genere ottenuta dalla banca a gennaio di quest’anno.
Una figura che, nonostante sia facoltativa per le aziende private, è stata direttamente richiesta dai collaboratori, a seguito di una survey interna.
Quali sono i compiti?
Nel dettaglio, il consigliere di fiducia è un ruolo previsto dalle Raccomandazioni della Commissione Europea, che ha il compito di proteggere il benessere fisico, mentale e sociale del personale sul posto di lavoro.
«Nell’ambito del DEI, percorso di ampio respiro verso la diversità, l’equità di genere e l’inclusione, la banca ha ritenuto necessaria questa figura – racconta Cristina Demarchi, recentemente eletta Consigliera di Fiducia di Volksbank –, fortemente voluta anche dal top management per dare un segnale positivo e confermare l’attenzione alle esigenze di chi lavora in azienda: 1.300 dipendenti, dei quali quasi la metà è donna».
Consulenza contro le discriminazioni
È stato così creato un indirizzo email dedicato al quale i collaboratori possono rivolgersi e al momento è in programma l’approvazione di un regolamento per la prevenzione dei comportamenti discriminatori, contro il mobbing e le violenze morali e psicologiche.
Una serie di regole che faranno da cornice normativa all’intervento della Consigliera di Fiducia, che offrirà consulenza a collaboratori e collaboratrici che ritengono di aver subito una discriminazione di qualsiasi tipo.
I canali di ascolto già disponibili
Dopo avere discusso e analizzato ogni singolo caso, rispettando gli obblighi di riservatezza, il passo è capire quali interventi mettere in campo.
«Sono già attivi vari canali capaci di gestire queste richieste di intervento: si possono rivolgere direttamente all’HR o alla compliance, è stato aperto un canale di whistleblowing e – aggiunge Demarchi – da un paio di anni sono presenti coach e psicologi esterni».
Pillole formative sul linguaggio inclusivo
A loro si affianca la Consigliera di Fiducia, che ha il compito di offrire consulenza e formare.
Tra settembre e ottobre prendono il via delle pillole formative obbligatorie per i dipendenti, che affronteranno nel tempo numerose tematiche.
«La prima riguarda il linguaggio inclusivo – annuncia Demarchi –, quale linguaggio usare per non discriminare attraverso le parole. Per via dei bias culturali si può involontariamente urtare la sensibilità delle altre persone ed è importante applicare queste attenzioni anche a diversi contesti: in una call, ad esempio, oppure in una riunione in presenza o anche nello scrivere una email».
Affinare l’esperienza sul campo
Attualmente Responsabile dell’ufficio Tax Affairs, Demarchi si è aperta al confronto con gli altri consiglieri del territorio (per gli enti pubblici è una figura obbligatoria, NdR) per fare rete e condividere esperienze, spunti e riferimenti normativi.
«Sto affinando le competenze sul tema e porto sul campo la mia esperienza come donna, che ha affrontato difficoltà nell’affermarsi in un ambiente fortemente maschile come quello bancario e, soprattutto, con ruoli di responsabilità nell’ambito della contabilità – conclude Demarchi. L’ambizione è quella di presentare un ambiente migliore alle nuove generazioni che entreranno in banca».
Una iniziativa nell’ambito del progetto DEI
Il progetto Diversità, Equità e Inclusione (DEI), nel quale si inserisce la nomina, rientra nel Piano Industriale di Volksbank e ha portato alla creazione di gruppi di lavoro dedicati a questi temi. Dall’incontro periodico tra questi team nascono proposte concrete, che vengono poi sottoposte al comitato di direzione per l’attuazione.
Parità di genere certificata per Volksbank
Volksbank è stata la prima Banca regionale in Italia, seconda a livello nazionale tenendo conto di Intesa Sanpaolo, a ottenere la Certificazione per la Parità di Genere sul posto di lavoro prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Una certificazione che attesta l’attenzione per la tutela della genitorialità, il sostegno ai familiari e l’equità remunerativa.
La certificazione per la parità di genere, prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ha preso in considerazione sei macro aree: cultura e strategia, governance, processi del personale (HR), opportunità di crescita in azienda neutrali per genere, equità remunerativa per genere, tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro. L’obiettivo della certificazione è quello di diminuire il gender pay gap, favorire l’occupazione femminile, anche e soprattutto in posizioni manageriali e promuovere l’inclusione.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di settembre 2023 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.