Nel 2021 la metà delle famiglie italiane ha rinunciato a una prestazione sanitaria, mentre 600mila persone non possono permettersi tutti i farmaci necessari. E gran parte delle famiglie con anziani e fragili è costretta a fare da sé.
Povertà sanitaria e assistenza agli anziani sono le due emergenze del Welfare Italiano. È quanto emerge da due report distinti, ma i cui dati combinati fotografano alcune situazioni di oggettiva e perdurante difficoltà nel welfare delle nostre famiglie.
L’edizione 2022 (con dati relativi al periodo 2020-2021) del Bilancio di Welfare delle Famiglie Italiane di Cerved valuta in 136,6 miliardi di euro la spesa complessiva in welfare degli italiani. Un dato che somma diverse aree: oltre la metà riguarda la salute in senso lato e l’assistenza agli anziani.
Seguono la cura dei bambini, l’assistenza famigliare, l’istruzione, la cultura e il tempo libero, le spese per il lavoro e quella in assicurazioni di previdenza e protezione.
Si rinuncia alle cure
Dalla spesa relativa alla Salute emerge un dato fondamentale: secondo Cerved, oltre la metà delle famiglie ha rinunciato a prestazioni sanitarie. Solo una parte della responsabilità può essere attribuita al distanziamento sociale e alla paura del contagio. Negli altri casi le ragioni sono sostanzialmente due: un’offerta di servizi ritenuta inadeguata e la povertà.
4 milioni di anziani soli
L’inadeguatezza dell’offerta riguarda soprattutto l’assistenza agli anziani. In Italia ci sono 4 milioni di anziani che vivono da soli, mentre altre 6,5 milioni di famiglie ospitano anziani o altre persone bisognose di aiuto. Nel 67,3% di queste famiglie a prestare assistenza sono esclusivamente i fa-migliari.
Le famiglie preferiscono fare da sole
E lo fanno perché non ritengono l’attuale offerta in linea con i loro bisogni. Il 92% delle famiglie con anziani segnala come esigenza principale il voler mantenere la persona nel contesto di relazioni sociali e affettive che le permettono di avere una buona qualità della vita. Non si vuole “sradicare” l’anziano dal luogo in cui vive, insomma.
Piace l’assistenza domiciliare
Il 58% di queste famiglie sarebbe interessato a servizi di assistenza domiciliare qualificata. E si guarda con interesse anche soluzioni innovative, come la teleassistenza, oppure a soluzioni residenziali flessibili. Sono determinanti due fattori: la qualità del servizio e un costo sostenibile per il budget famigliare.
600mila italiani in povertà sanitaria
Perché proprio nel 2021 è cresciuto il numero di famiglie che si trovano in una situazione di povertà sanitaria. Il Banco Farmaceutico Onlus ha diffuso, a dicembre 2021, la IX edizione del suo Rapporto su questo tema. Lo scorso anno, quasi 600mila persone povere in Italia non hanno potuto acquistare tutti i medicinali di cui avevano bisogno. Parliamo di oltre 160mila in più rispetto al 2020: un aumento del 37% in un solo anno.
E sì, è colpa dell’onda lunga del Covid-19, che continua a pesare moltissimo proprio su alcune fasce di popolazione già vicine a una situazione di difficoltà prima della pandemia. E che ora sono state spinte ancora più ai margini.
Non c’è prevenzione
In questo caso non è solo l’assistenza ad anziani e famigliari fragili a essere gestita internamente alla famiglia per risparmiare. Per una persona in povertà il budget di spesa sanitaria è dedicato quasi totalmente ai farmaci.
Appena il 7%, ci dice il Banco Alimentare, viene indirizzato ai servizi dentistici. In soldoni, parliamo di una media 0,75 euro a persona.
È del tutto evidente che molte persone in povertà sanitaria non hanno modo di lavorare sulla prevenzione, ma solo sulla terapia. E, verosimilmente, qualcuno neanche su quella.
Partnership col Terzo settore
Pur con la speranza di potere investire una parte delle risorse del PNRR anche per rispondere a questo problema, il Presidente di Banco Farmaceutico Onlus, Sergio Daniotti, individua un partner che potrebbe avere un importanza grazie al suo ruolo sussidiario. Cioè il Terzo settore. «In alcune regioni – afferma Daniotti – gli enti assistenziali hanno assunto una funzione di sistema non ignorabile dalle istituzioni pubbliche, le quali considerano tali enti partner delle politiche sanitarie».

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di gennaio/febbraio 2022 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.