Il Gruppo Banca Etica ottiene la certificazione sulla parità di genere

Gruppo Banca Etica certificazione sulla parità di genere
La sede centrale di Banca Etica, a Padova

Certificazione sulla parità di genere per il gruppo Banca Etica.

In attesa delle nuove direttive europee per contrastare il gender pay gap, il gruppo bancario ha completato il percorso per ottenere la certificazione UNI/Pdr 125/2022, la prassi di riferimento nazionale, prevista dal PNRR, che definisce criteri e indicatori per misurare e promuovere la parità di genere nelle aziende.

La certificazione

La UNI/Pdr 125/2022 va a rafforzare le attestazioni già ottenute dal Gruppo Banca Etica ISO 30451:2021 (Diversità e Inclusione) e ISO 53800:2024 (Gender Equality). Inoltre, certifica l'adozione di politiche e misure concrete volte a ridurre il gender gap in tutte le aree aziendali (dalle pari opportunità di carriera alla parità salariale, dalla tutela della maternità/paternità all'equilibrio vita-lavoro).

Ne è nato un documento (Struttura e funzionamento del Sistema per la parità di genere di Gruppo) che offre una lettura d’insieme di politiche, processi, azioni e progettualità adottati per contrastare ogni forma di discriminazione.

Come è stata raggiunta la parità

Tra le iniziative realizzate per raggiungere gli obiettivi di parità figura l'adozione di un piano formativo specifico sulle tematiche di genere e sull'inclusione per tutto il personale (oltre alla formazione sul linguaggio inclusivo, l’82% delle persone lavoratrici del Gruppo ha partecipato al progetto “Contrasto alle discriminazioni” attraverso la metodologia del Teatro dell’Oppresso).

Inoltre, sono state previste misure a sostegno della genitorialità e condivisione dei carichi di cura (in base a specifici accordi aziendali sulla conciliazione dei tempi di vita e lavoro si accede a orari personalizzati, part time, lavoro agile e permessi retribuiti, e alla possibilità di fruire di 10 giorni di permesso aggiuntivi, rispetto alla previsione di legge, per il secondo genitore).

Già presente in azienda anche un Comitato Guida per la Parità di Genere per il monitoraggio e l'indirizzo delle politiche, insieme a un sistema di misurazione e monitoraggio dei divari retributivi (gender pay gap) per assicurare la trasparenza e l'equità salariale (grazie all’Osservatorio sulla parità di genere vengono verificati eventuali scostamenti e definite azioni correttive per garantire l’allineamento agli obiettivi di Gruppo stabiliti annualmente sia dal Piano Strategico di Gruppo 2025-2028 sia dal sistema IAF - Impact Appetite Framework).

Infine, sono state introdotte procedure di selezione e valutazione del personale blind e non discriminatorie, focalizzate esclusivamente sulle competenze.

«Ottenere la certificazione UNI/Pdr 125/2022 non è solo un traguardo, ma la conferma di un impegno che definisce l'identità di Banca Etica, e siamo consapevoli che l’obiettivo della parità di genere è parte di un percorso che ci stimola a evolvere costantemente – ha affermato Giuseppina Vicario, Vicedirettrice Generale Responsabile della funzione Persone e Cultura del Gruppo Banca Etica. Per noi, il contrasto a ogni discriminazione è un pilastro strategico su cui continuiamo a investire con azioni concrete per valorizzare ogni singola individualità. Abbiamo infatti la convinzione che un’organizzazione più equa sia il motore necessario per lo sviluppo delle comunità in cui operiamo».

L'impegno del Gruppo per l’autonomia femminile

Oltre alle certificazioni aziendali, il Gruppo Banca Etica supporta iniziative di empowerment femminile in sinergia con centri antiviolenza, imprese e istituzioni.

Si è da poco concluso il Bando di crowdfunding Impatto+ intitolato "Oltre la violenza di genere, l'indipendenza economica", teso a sostenere iniziative che offrano alle donne percorsi concreti per uscire dalla violenza economica.

Monetine è invece il progetto interviene direttamente dove la violenza economica si manifesta: nella gestione del denaro, nell'accesso ai servizi e nel rapporto con gli istituti finanziari, sviluppando un percorso di formazione interna del personale bancario per riconoscere i segnali di violenza economica e intervenire, intercettando e supportando donne in difficoltà.

In continuità con questo, Fondazione Finanza Etica insieme a Fondazione NOI di Legacoop Toscana sta realizzando percorsi di formazione per le persone responsabili del personale delle cooperative dedicati al tema della violenza economica e alla costruzione di sinergie tra centri antiviolenza, imprese e istituzioni regionali.

Forte, inoltre, l’attenzione alle imprese femminili e al credito per le donne: il 25,9% delle imprese e organizzazioni finanziate nel 2025 sono guidate da donne (mentre tali imprese rappresentano solo il 22,2% delle imprese italiane).

Inoltre, il 44,02% dei nuovi impieghi 2025 alle persone e alle famiglie è stato destinato a clientela femminile.

Un impegno supportato anche con un accordo firmato nel 2024 con la BEI (Banca Europea per gli Investimenti) per un finanziamento di 30 milioni di euro di cui almeno il 30% destinato a progetti per la parità di genere e l’inclusione lavorativa.

 

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