Lavori precari e cura dei figli, ecco perché le donne in Italia guadagnano poco.
Gli uomini infatti guadagnano oltre il 20% in più rispetto alle donne e quando vanno in pensione percepiscono in media 500 euro in più.
Le donne sono più esposte ai lavori precari...
La motivazione? Le donne preferiscono lavorare nei servizi pubblici, in particolare istruzione e sanità, e in generale nei servizi alla persona: questo è una delle cause di redditi medi inferiori agli uomini, con la maggiore esposizione a lavori precari.
… e guadagnano meno
Nel 2021 la retribuzione media lorda settimanale è stata di 603,8 euro per gli uomini e di 468,12 euro per le donne.
Rispetto alla media totale delle retribuzioni gli uomini guadagnano quindi – al lordo - il 22,5% in più.
Lavorare con figli piccoli? Non tutte ce la fanno
Non solo, la cura dei figli, il bilanciamento tra vita lavorativa e privata può dimostrarsi un freno alla carriera delle donne, soprattutto se madri di figli in età pre-scolare.
Su un campione di 100 donne tra 25 e 49 anni di età, 73 hanno figli piccoli e di queste 27 non lavorano.
Solo il 55% delle donne in Italia lavora
In generale, secondo quanto emerso dal seminario “Le scomode cifre dell’Italia delle donne” organizzato dal Consiglio Nazionale degli Attuari con Noi Rete Donne, il tasso di occupazione femminile in Italia è il 55%, oltre i 14 punti percentuali in meno rispetto alla media europea e oltre 18 punti rispetto alle economie più avanzate d’Europa.
La pensione, più bassa del 30%
Il dato influisce sulle pensioni. Nel 2021 il reddito pensionistico medio lordo mensile delle circa 3 milioni di pensionate italiane era di 1.321,14 euro, contro 1.970,19 euro dei circa 5 milioni di pensionati.
Il cosiddetto “differenziale di genere” è il 32,9: significa che rispetto alla media del totale delle pensioni di vecchiaia, gli uomini percepiscono il 32,9% in più.
Il welfare, dall’infanzia
Il welfare è troppo sbilanciato sulla previdenza e sulle pensioni, secondo Elsa Fornero, docente ed ex ministra. Il welfare, invece, andrebbe considerato come legato al concetto di vita intera, per cominciare a ridurre le disparità fin dall’inizio.