Poca fiducia nelle proprie capacità e ancora tanti stereotipi da superare.
L’universo femminile continua a muoversi con i piedi di piombo quando si tratta di relazione con il denaro, perché questo argomento scatena ansie e preoccupazioni, ma come spesso accade questo è dovuto alla scarsa conoscenza finanziaria.
Le competenze finanziarie
Lo conferma anche una recente indagine di Flowe, condotta con AstraRicerche e il laboratorio di psicologia LIFE dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che evidenziano alcune lacune ma anche alcune certezze: se poche conoscono strumenti come azioni, titoli di stato e microcredito, molte sanno cos’è un tasso di interesse, l’inflazione, il potere di acquisto e la diversificazione del rischio.
E quando hanno bisogno di risolvere una questione di denaro preferiscono rivolgersi agli esperti, come le banche.
Ansia e poca fiducia
Tuttavia, manca fiducia: più della metà (60%) pensa di non essere capace di gestire le proprie finanze, anche se il livello di sicurezza aumenta al crescere dell’età e delle responsabilità, quindi tra chi ha famiglia e figli.
Ma porta ansia alle donne più giovani, che trovano difficoltà nel fare progressi e fissare obiettivi finanziari, oltre che rispettare un piano spese, per via anche di un ingresso molto più tardivo nel mondo del lavoro che non riesce a garantire l’indipendenza economica dei giovani.
Un uso tradizionale del denaro
Il risultato è un atteggiamento nei confronti del denaro alquanto conservativo: si tende a usare il contante, un solo conto corrente è più che sufficiente e quasi settimanalmente si controllano le spese, per vedere se si è rispettato il budget settimanale o mensile che è una consuetudine per l’83% delle donne.
Le donne non investono?
In generale, il mondo finanziario attrae poco l’universo femminile, al 42% non interessa, anche se le giovani tra i 25 e i 34 anni iniziano a prendere in considerazione il tema.
Sarà anche per via della comune avversione al rischio, che tiene lontana metà delle donne dagli investimenti ma il reale timore è legato alle scarse capacità e competenze.
Superare gli stereotipi
Ecco perché fin dall’età scolare è bene insegnare alle donne che possono fare tutto, occuparsi di finanza, investire in ETF o criptovalute, diventare un Chief Financial Officer di una grande azienda oppure scalare le vette del mondo hi-tech.
Basta avere fiducia e coltivare le competenze, necessarie anche per garantire lo sviluppo di un mondo lavorativo meritocratico, dove le pari opportunità si traducono anche in pari capacità.
Sappiamo che scienza e tecnologia appassionano sempre più ragazze ma alla fine le donne che scelgono di intraprendere una carriera nelle materie STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) sono infine una minoranza.
Una disparità evidente, collegata a stereotipi e ragioni culturali ancora radicate negli ambienti scolastici.
I fondi per la parità di genere grazie al PNRR
L’Europa è al lavoro su questi temi, per la parità di genere e l’inclusione, e con il PNRR ha difatti stanziato quasi 20 miliardi per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibili previsti dall’Agenda 2030, proponendo un piano su tre assi: inclusione sociale e parità di genere, protezione e valorizzazione dei giovani e il superamento dei divari territoriali.
Un divario che si fatica a colmare
Ma l’Italia, secondo il Gender Gap Report 2022 del World Economic Forum, non sembra avanzare su questi temi: il paese è fermo al 63esimo posto, su 146 Stati mappati, come lo scorso anno, tenendo conto della partecipazione economica e politica, della salute e del livello di istruzione.
Il divario di genere c’è ed è ancora più evidente nei campi dell’ingegneria (6,6% di donne contro il 24,6% di uomini) e dell’ICT (1,7% di donne vs 8,2% di uomini).
Il cambiamento culturale
In questo percorso di cambiamento, che comunque è ormai intrapreso, è prioritario per le aziende promuovere una nuova cultura all’interno dell’organizzazione, che valorizzi realmente competenze ed esperienze a prescindere dal genere, con l’obiettivo di guardare unicamente al talento in modo meritocratico.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di marzo 2023 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.