Servizi finanziari: due competenze chiave per i board

Competenze board finance EY
Stefano Battista, Italy Financial Services Market Leader di EY

Tecnologia e sostenibilità sono le due competenze che si ricercano nei board dei settori finanziario e assicurativo.

L’obiettivo è affrontare le sfide legate alla innovazione tecnologica e ai temi ESG, secondo l'EY European Financial Services Boardroom Monitor.

I nuovi ingressi, con le giuste competenze

Per portare a casa queste competenze, le aziende del settore dei financial services hanno nominato nuovi consiglieri: nel 2023, in Italia, il 39% dei nuovi consiglieri ha esperienza in ambito tecnologico, rispetto al 19% dello scorso anno.

Mentre il 24% ha portato competenze in ambito ESG e sostenibilità.

Superato il 40% di donne nei CdA finance

Infine, dall’analisi di EY emerge che l’Italia, con il 43,5% di donne nei CdA delle società quotate che operano nel settore finanziario, è seconda soltanto alla Francia (46,6%).

Seguono: Paesi Bassi (42,2%), Germania (39,7%) e Spagna (39,4%).

Tuttavia, nel 2023 le nuove nomine femminili nei CdA delle istituzioni finanziarie europee sono diminuite rispetto all’anno precedente: il 44% dei nuovi consiglieri sono donne, in calo rispetto al 51% del 2022.

«L’analisi evidenzia una decisa crescita delle competenze dei consiglieri in ambito tecnologico, in linea con l’accelerazione riscontrata nel 2023 in termini di: digitalizzazione dell’industria finanziaria, enfasi sul monitoraggio dei rischi cyber e adozione dell’intelligenza artificiale in ambito finanziario.

Questo trend, emerso con forza in Italia nell’anno appena trascorso, certamente troverà riscontro nella ormai prossima stagione dei rinnovi delle compagini consigliari nonché nell’attuazione di percorsi di training su temi tech al fine di mantenere le competenze dei consiglieri allineate a tali materie che, per loro natura, sono in costante e rapida evoluzione – spiega Stefano Battista, Italy Financial Services Market Leader di EY.

Invece, il minor tasso di crescita delle donne nei board europei rispetto allo scorso anno deve essere letto alla luce dell’incremento occorso negli anni precedenti e al graduale raggiungimento della soglia del 40% dei posti di amministratore senza incarichi esecutivi occupati dalle donne, così come previsto dalla “Women on Boards Directive” da attuarsi entro il 2026. In Italia la vigente regolamentazione già prevede il rispetto di tale soglia e pertanto la vera sfida per il nostro Paese sarà ottenere percentuali simili anche per le figure apicali».

La qualità della governance

«Da ultimo viene confermato come la qualità della governance sia un tema cardinale per gli investitori e i supervisor – commenta Luca Galli, EY Business Consulting Leader, Financial Services. Questi ultimi nel 2023 hanno vigilato non solo sulla composizione dei consigli, ma anche sull’effettivo funzionamento degli stessi, esaminando criticamente il ruolo del board nella definizione della strategia, nel monitoraggio della sua realizzazione e nel costante “challenge” svolto sull’operato del management».

 

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